Bologna

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI “PIETRO SICILIANI” DI BOLOGNA

Bologna, via De’ Marchi, 5/2 – 40122 (BO)
Telefono: 051233290
Fax: 051223865
Indirizzo email: ipm.bologna.dgm@giustizia.it
Indirizzo di PEC: ipm.bologna.dgm@giustiziacert.it
Istituto maschile
Dislocazione: urbana

Struttura

L’istituto è collocato in centro storico, in prossimità di una delle più importanti piazze di Bologna, piazza San Francesco, ed è perciò facilmente raggiungibile e perfettamente collegato alla rete dei trasporti pubblici. L’IPM, che dal 2009 trova sede presso un ex Convento del Quattrocento, per quanto struttura indipendente, si trova in un complesso di edifici che, in un quadrilatero tra via De Marchi e via del Pratello, ospita: CPA con annessa Comunità, Uffici dell’USSM e del CGM, Tribunale penale e civile dei Minorenni e relativa Procura della Repubblica. 

In generale le condizioni di vivibilità dell’Istituto si valutano in modo complessivamente positivo. Al di là di un non troppo significativo stato di sovraffollamento, le celle risultano adeguate sia per dimensioni e razionalizzazione degli spazi, che per pulizia e luminosità. Gli spazi comuni, ed in particolare lo spazio esterno e le aule/stanze dedicate alle attività formative, ricreative e allo sport, sono curati, spaziosi e ben attrezzati per ciascuna funzione, nonostante l’edificio soffra di difetti strutturali gravi.
L’istituto è ospitato da un ex Convento, edificio storico sottoposto alla soprintendenza per i beni culturali, circostanza che ne limita gli interventi. Molti degli spazi sono comunque decorati con lavori creativi svolti dai ragazzi nei laboratori. Sono di recente adibizione, e molto ben tenuti, la cucina professionale per i corsi di formazione, la palestra interna, il campo da gioco esterno e l’area verde con orto-giardino.
Essendo soggetto alle relative restrizioni che impone la messa sotto tutela della soprintendenza dei beni culturali, è assai complesso l’avvio delle procedure di modifica strutturale che potrebbero aiutare a ottimizzare l’uso degli spazi e renderli più funzionali alle attività. A partire dal sisma del 2012 il tetto risulta danneggiato e a causa delle infiltrazioni d’acqua che ne sono derivate negli anni successivi il secondo piano ed il sottotetto risultano a oggi inagibili, nonostante il tetto sia stato riparato nel 2017. Ciò ha comportato negli ultimi anni un dimezzamento della capienza regolamentare, che al momento della visita si attestava a 22 detenuti. Questo aspetto rappresenta sicuramente un nodo problematico. A differenza dell’ultima visita (2018), dove i piani non abitati erano utilizzati a deposito del materiale di scarto dell’istituto, quest’anno (2019) è stata quantomeno ultimata l’operazione di sgombero e pulizia degli spazi del secondo piano, il quale comunque risulta privo di arredamento e di allacciamento ai servizi di acqua e elettricità.

La situazione, presente dal 2012, soffre, a detta del Dirigente, soprattutto della criticità per cui la riapertura del secondo piano avrebbe come conseguenza l’ampiamento della capienza dell’istituto, che dovrebbe a quel punto accogliere, come in origine, il doppio dei detenuti, circostanza che a sua volta comporterebbe l’inserimento proporzionale di nuovo personale, già attualmente indicato come carente. In generale, per quanto gli spazi (agibili) della struttura siano stati ottimizzati ed adeguati ai servizi, la struttura (architettata come convento), nel complesso, non sembra comunque idonea ad ospitare un istituto minorile (l’area comune interna per la socializzazione è situata in un corridoio).

Condizioni generali delle celle

Le celle sono complessivamente 6, tutte di dimensioni intorno ai 4 m x 4 m, 4 delle quali ospitano 4 detenuti ciascuna, e 2 delle quali hanno invece capienza di 3 posti letto.
I posti letto regolamentari sono quindi 22. Al momento della visita i detenuti erano 23, di cui uno in collocazione temporanea esterna presso una comunità perché beneficiario di un permesso premio. Unica situazione irregolare notata nel corso della visita è stata l’aggiunta di un quinto posto letto in una stanza da 4 (in violazione della capienza massima prevista dall’art. 16 D. Lgs. N. 120 del 2018).
Dal 17 giugno fino a settembre il “blindo” delle celle viene lasciato aperto 24 h per decisione della Dirigenza. Le celle sono ariose e personalizzate.
Vi sono inoltre 2 celle singole, che vengono utilizzate per l’isolamento di tipo esclusivamente sanitario. Le celle singole sono infatti destinate ai controlli sanitari dei nuovi giunti, che, salve complicazioni, vi si fermano solo in attesa della visita; oppure per eseguire terapie nel momento in cui vengono diagnosticate malattie contagioso-infettive. Nel caso in cui il detenuto debba, per ragioni sanitarie, trattenersi più a lungo di tre/quattro giorni, la cella di isolamento viene dotata di televisore.
Ogni cella è dotata di servizi igienici, doccia, televisione e mobilio. L’utilizzo delle docce è agile. I servizi sembrano funzionali e puliti. Il mobilio è stato recentemente rinnovato, almeno in parte, ma al di là dell’usura è, a detta dell’agente che ci accompagna in sezione, in generale soggetto a continuo danneggiamento da parte dei ragazzi, che compiono costantemente atti volontari, e talvolta involontari, in danno ad armadi, letti e televisori. 

Luoghi per l’esercizio del culto

Per il culto cristiano c’è una chiesa, mentre i ragazzi musulmani (in media nell’istituto molto poco praticanti per osservazione dei funzionari) pregano nelle celle.

Reparti e/o sezioni

La sezione è unica ed esclusivamente maschile, e si articola in due reparti speculari sviluppati in un unico piano, l’uno devoluto all’accoglienza (tre celle), l’altro all’orientamento (tre celle).

Rispetto ai criteri di collocazione nei reparti Direttore e polizia penitenziari denunciano la difficoltà di realizzare l’intento di integrazione tra ragazzi italiani e stranieri e ragazzi di provenienze diverse, e soprattutto la separazione tra minorenni e maggiorenni.
La divisione dei ragazzi nei possibili gruppi sarebbe ragionata tra area sicurezza e area educativa, ma i ragazzi tendono ad opporsi saldamente a decisioni che li separino dai connazionali, anche quando questo comporta la convivenza tra maggiorenni e minorenni. Se si riscontrano problemi di convivenza tra i ragazzi si tentano le vie della comunicazione e mediazione, ma tendenzialmente il mantenimento dell’equilibrio passa per un compromesso. Il criterio della suddivisione dell’età, soffre peraltro della prevalenza di maggiorenni presenti.
La ditta del vitto è la “Serenissima Ristorazione”, che cucina in loco inviando ogni giorno 1 o 2 cuochi e 1 inserviente. Operatori ed educatori consumano i pasti insieme ai ragazzi. La qualità del cibo è apprezzabile, e c’è rispetto delle diete religiose, delle intolleranze e delle esigenze legate allo sviluppo e alla salute dei ragazzi. Non si sono verificati nel corso dell’ultimo anno episodi di sciopero della fame.

Spazi comuni interni

Lo spazio comune interno in senso stretto è invece costituito da un corridoio per la socializzazione piuttosto spoglio, con un paio di tavoli da calcio-balilla, e dalla mensa, dove i ragazzi consumano i pasti, pulita ed ordinata. La ditta “Serenissima” cucina i pasti in loco. Vi sono, oltre all’aula scolastica, altre cinque stanze per lo svolgimento di diverse attività: l’aula dedicata al laboratorio di pittura e disegno, un’aula per l’arte-terapia, una biblioteca piccola ma fornita, una cucina professionale per i corsi di formazione, la palestra interna grande e nuova (dove UISP porta di volta in volta le attrezzature), un altro paio di aule dove di volta in volta si svolgono attività diverse (laboratorio di video-riprese, laboratorio di giustizia riparativa, laboratorio “Sbullonati”, di sensibilizzazione al fenomeno del bullismo, etc…). L’aula che era invece destinata al laboratorio di falegnameria è stata recentemente trasferita dalle pertinenze dell’I.P.M. per essere annessa, a seguito di prossime ristrutturazioni, all’adiacente Tribunale.

Spazi comuni esterni

Nello spazio comune esterno ci sono: un grande campo sportivo da basket recentemente rinnovato (finanziato Miur-UISP), ed un’area verde adibita a orto, di cui i ragazzi si occupano quotidianamente insieme a educatori e volontari, e dove è presente anche una vermicompostiera per il riciclo dell’organico.

Servizi igienici, dotati anche di docce, sono presenti in ogni cella ed anche nello spazio comune interno, mentre all’esterno sono comunque presenti i soli servizi.

Staff

Oltre a Direttore e Comandante (1 incarico provvisorio – distaccato dalla Casa Circondariale “Dozza” a I.P.M. da gennaio), vi sono un Vicedirettore, nella persona del Direttore della limitrofa Comunità Ministeriale, e un Sostituto Commissario.
Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono 45, ma solo 37 risultano effettivamente in servizio. Il personale distaccato ammonta a 8 unità. Ci viene comunicato che il reparto di polizia soffre di una carenza ormai strutturale, e che gli agenti svolgono turni molto più frequenti e lunghi di quanto non dovrebbero (8 turni da 9 ore, invece che 4 da 6 ore). Anche la notte risulta problematica, dal momento che di frequente riescono ad essere presenti solo 3, a volte 4 agenti. La carenza di personale di polizia oltre ad aggravare il lavoro degli agenti in servizio, complicherebbe anche alcuni aspetti della detenzione. Viene segnalato dalla dottoressa di turno che, per esempio, risulta spesso difficile, per l’insufficienza di personale in servizio, realizzare le visite specialistiche esterne, necessarie per alcune specialità, e per le quali è obbligatorio l’accompagnamento da parte di una scorta di almeno due funzionari di polizia.
È assente qualsiasi tipo di servizio di supporto psicologico per il personale impiegato nell’Istituto.
Gli educatori effettivamente in servizio sono 4, tra cui un Coordinatore dell’area tecnica.
Non vi sono assistenti sociali assegnati.

Per quanto riguarda il servizio di mediazione linguistica-culturale, l’I.P.M. ha la presenza fissa di mediatore di lingua araba, mentre ha stipulato una convenzione con il servizio Eurostreet per l’attivazione di mediazioni in altre lingue (frequenti albanese, wolof e rumeno).

Detenuti

Al momento della visita i detenuti in carico all’I.P.M. erano 23, di cui uno non presente perché in permesso premio presso una Comunità imolese.
I ragazzi, in quest’occasione come negli ultimi anni, provengono per la maggior parte da Tunisia, Marocco, Albania, Romania, Bosnia-Erzegovina, con una più spiccata rappresentazione delle zone del Maghreb piuttosto che dell’Est-Europa. I ragazzi con cittadinanza straniera erano al momento della visita 18, di cui 4 nati in Italia. 2 ragazzi sarebbero invece di seconda generazione in senso stretto, ovvero nati in Italia, con cittadinanza italiana, da genitori stranieri. Dei detenuti 4 sarebbero rom o sinti. Circa la metà dei ragazzi in carico al momento della visita erano maggiorenni, ed in particolare 10 avrebbero un’età compresa tra i 18 e i 21 anni, e solo 2 tra i 22 e i 25 anni (cd. “giovani adulti”). Non erano presenti al momento della visita ragazzi in semilibertà o semidetenzione, né detenuti ammessi al lavoro esterno.
Nell’arco di tempo tra 01/01/2018 e 01/06/2019, hanno fatto ingresso nell’Istituto, secondo i dati comunicati: 152 ragazzi, di cui 108 stranieri, 18 rom o sinti, 20 nati in Italia con cittadinanza straniera e 26 maggiorenni (di cui solo uno sopra i 22 anni).
Per quanto riguarda i reati, nello stesso lasso temporale, i più diffusi sono i furti (27%) e le rapine (25%), ma risultano significativi anche i reati contro la persona (18%) e relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti (10%).
I dati comunicati rilevano 13 detenuti con posizione definitiva, 1 in primo giudizio, 4 appellanti e 5 in misura di aggravamento. Non risultano posizioni di semi-libertà o semi-detenzione.

Non vengono effettuate statistiche sulla recidiva ma Dirigente e Comandante (sostituto) affermano che la recidiva si attesta in media intorno al 40% degli ingressi stabili.

Giornata tipo

La sveglia è tra le 7.45 e le 8.00, e la giornata inizia con la pulizia della camera. Alle 8.30 c’è la colazione e subito a seguire iniziano le attività secondo il foglio delle attività settimanali individualizzato. Considerata l’obbligatorietà dell’adesione al progetto educativo e formativo, è prevista una tolleranza di un massimo di 15 minuti di ritardo sull’inizio dell’attività, tale per cui se il ragazzo non si presenta puntuale, perde l’opportunità di partecipare a tutte le attività previste per la mattinata, o per il pomeriggio e deve restare in cella.
Il pranzo è alle 13.00 quando è attiva la scuola, e alle 12.30 nei periodi in cui è sospesa. Le ore d’aria sono alle 14.00 alle 16.00 in inverno e dalle 17.00 alle 19.00 in estate. Nel pomeriggio si intervallano socializzazione ed attività varie formative e ludiche. Quando non sono previste attività, le alternative sono la permanenza in cella, oppure nelle aree comuni. L’ora di cena è prevista per le 19.00 e quella di rientro in cella per le 20.00. La televisione deve essere spenta alle 00.30. 

Scuola

Oltre alla scuola dell’obbligo, gestita per I ciclo e II ciclo I grado dal CPIA, nella quale quest’anno 4 ragazzi hanno ottenuto la licenza media, è attivo nell’istituto un corso di alfabetizzazione che coinvolge di volta in volta 4 ragazzi, a turnazione.
Per la scuola superiore è attivo il corso per la qualifica di II grado del II ciclo di istruzione ad indirizzo professionale Alberghiero, realizzato con la collaborazione fra l’Istituto Alberghiero “Scappi” di Castel San Pietro (Bo) e il CPIA di Bologna, frequentato quest’anno da 3 ragazzi, tutti promossi. Nel corso della pausa estiva, è previsto un corso scolastico di 30 h, per i ragazzi che non sono inseriti nelle altre attività.

Formazione professionale

Sono attivi corsi di formazione professionale, ma non opportunità attuali di lavoro, né interno né esterno. Un problema per attivare il lavoro, soprattutto esterno, e che riguarda anche i tirocini formativi da svolgere all’esterno è, a detta del direttore, la mancanza dei documenti di soggiorno degli stranieri.

  • È attivo un corso formativo per il settore edile, gestito dall’ente IIPLE e finanziato con sussidio dalla Regione Emilia Romagna, che attualmente impiega 6 ragazzi e per cui sono previsti moduli a turnover – falegnameria, allestimento, carpenteria, decorazione. 
  • L’altro settore per cui è attivo un corso di formazione professionale è quello della ristorazione, per sviluppare il quale l’istituto è stato dotato di una cucina professionale grande e perfettamente attrezzata. Il corso, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, è gestito dall’ente di formazione Fomal di Bologna ed è rivolto a 6 giovani detenuti, anch’essi in turnazione. Da settembre-ottobre dovrebbe partire il progetto Taverna, per cui, sotto il coordinamento dello Chef del Bologna FC, la cucina professionale dell’IPM verrà occasionalmente aperta al pubblico impiegando nel lavoro in sala e in cucina i ragazzi dell’istituto.

Tirocini professionali retribuiti all’esterno dell’Istituto vengono attualmente svolti tramite l’ente di formazione Fomal di Bologna, di norma solo da ragazzi italiani.

Attività ludico-ricreative

Non è avanzata da parte dei ragazzi nessuna richiesta particolare con riferimento all’esercizio del culto religioso. Da almeno un paio di anni i ragazzi musulmani non presentano neanche richiesta per la convocazione di un Imam nel periodo di Ramadan. Non ci sono luoghi specifici per l’esercizio di culto diverso dal cattolico, per cui c’è una Chiesa, ma i pochi ragazzi che in effetti praticano (comunque in modo discontinuo) il culto musulmano usano senza proteste la cella. Non sono rappresentate, o quantomeno percepite dal personale, altre professioni.

Attività ulteriori sono rappresentate da:

  • Laboratorio di teatro – gestito dalla Cooperativa Teatro del Pratello, in cui vengono impiegati 8-9 ragazzi fissi, che stanno predisponendo quattro rappresentazioni
  • Progetto orti-giardini per la gestione dell’area verde – finanziato dall’amministrazione centrale ed attualmente gestito dall’Associazione “Gramigna”. Si sta avviando in questi giorni e coinvolgerà con turn-over 4 ragazzi alla volta
  • Laboratorio di Giustizia Riparativa 
  • Laboratorio “Sbullonati” – volto alla prevenzione di atti di bullismo
  • Laboratorio di falegnameria e scenotecnica – molto partecipato, con turnazione costante (IIPLE)
  • Laboratorio di pittura, cui hanno partecipato almeno 10 ragazzi in 2 anni, producendo opere che sono affisse alle pareti di tutto il piano terra della struttura e nelle aule
  • Arte-terapia, prevista in sessioni individuali per i casi difficili
  • Giocoleria – gestita direttamente dal DAP
  • Corso pratico e teorico alimentarista
  • Laboratorio per le video-riprese
  • Laboratorio di decorazione gestito dall’associazione Bettina
  • Attività sportiva gestita dall’associazione UISP di Bologna, nell’ambito del progetto Sport e legalità, che organizza le attività, favorisce le interazioni dei detenuti rispetto all’esterno introducendo di volta in volta in IPM squadre locali con cui organizzare i tornei per i diversi sport praticati, e fornisce l’attrezzatura per la palestra interna e per le attività esterne. Di recente è stato attivato il circuito di allenamento funzionale.

Rapporti con il territorio

La presenza del volontariato nell’IPM di Bologna è importante e intensa. Tra le associazioni più rilevanti l’associazione U.V.A. P.ass.A., la Cooperativa Terra Verde (coinvolta anche nella formazione), Agevolando (gestisci gruppi di promozione del benessere settimanali), l’Associazione di Mondi, la CARITAS, l’Art Therapy Italiana Bologna, la Cooperativa IT2 Bologna, la Palestra Sempre Avanti/CSI Bologna, etc. Anche il DAP promuove progetti di volontariato, e UCI-Uniti per crescere insieme gestisce attività settimanali di giocoleria.
Le attività di volontariato occupano prevalentemente i fine-settimana, ma possono richiedere, e ottengono spesso, spazi anche infra-settimanali (UVA p.ass.a entra con la pizza il giovedì a cena ad esempio; tornei pomeridiani,…).

Rapporti con i familiari

I colloqui si tengono 2 giorni a settimana, in 2 stanze dedicate: il mercoledì alle 9.00 alle 12.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00. Durano di solite 1 o 2 ore. 3 ore è il limite massimo per un colloquio individuale, previsto solo se la sala è disponibile. Ciascun ragazzo ha un massimo di 4 ore mensili per i colloqui, ed ultimamente sono aumentate le richieste, sia con riferimento alle telefonate, che ai colloqui, verso i quali Direttore ed agenti mostrano una certa flessibilità sugli orari canonici. Le richieste relative alle telefonate sono concesse previa verifica del contatto telefonico. L’educatrice segnala che attualmente i minori che risultano completamente privi di una rete nel territorio sarebbero solo due.
Non vi è stato un adeguamento, a detta del Direttore per ragioni di carattere strutturale, al comma 3 dell’art. 19 del D.Lgs. n. 121 del 2018, ovvero alle disposizioni che prevedono che vengano istituite all’interno dei penitenziari minorili unità abitative attrezzate per riprodurre un ambiente domestico, dove possano essere svolte visite prolungate volte a favorire le relazioni affettive.
Il Direttore comunica di avere invece intenzione di contattare il Telefono Azzurro per predisporre all’interno dell’area verde una zona attrezzata, da tenere separata, con giochi per i bambini delle famiglie dei detenuti, che di norma ad oggi vengono invece portati in struttura dal personale.

Sanità

Vi sono 2 psicologi assegnati dell’ASL (1 per i maggiorenni e 1 per i minorenni). Dal lunedì al sabato è in servizio, dalle 9.00 alle 14.00, un medico dell’ASL (4 medici che turnano), mentre 1 infermiere professionale è garantito mattina e pomeriggio (5 a rotazione in tre turni quotidiani). Tra le 20.00 e le 8.00 e nei festivi e prefestivi è in servizio la Guardia medica. Vi sono 4 medici specialisti convenzionati, per le aree sanitarie di neuropsichiatria infantile, psichiatria, tossicologia gestita dal SERT e odontoiatria. Il personale del SERT fa ingresso ogni lunedì. Le visite specialistiche vengono effettuate con la frequenza media di una volta a settimana.
Sono stati recentemente attivati, in conformità con l’art. 14, n. 2 del Decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 120, due protocolli operativi interni che coinvolgono ASL e I.P.M., C.P.A., C.G.M. in percorsi formativi e di prevenzione (soprattutto del rischio suicidario), e che si rivolgono anche al personale di polizia penitenziaria
Le prestazioni specialistiche più richieste sono in ambito ortopedico, cardiologico, pneumologo, dermatologico ed oculistico. Odontoiatra ed infettivologo fanno ingresso con frequenza, mentre le altre visite specialistiche sono organizzate all’esterno, il che richiede un’organizzazione complicata dalla carenza di personale di polizia utile a formare la scorta necessaria (lunghe attese e appuntamenti saltati).
Al momento della visita non erano presenti sieropositivi, e l’Area Sanitaria segnalava 3 tossicodipendenti.  Ciononostante ampia parte dell’utenza risulterebbe, in ingresso, positiva a THC e meno – ma non in modo del tutto marginale – alla cocaina. Per quanto riguarda il disagio psicologico vi è diffusione ampia di disturbi sotto la soglia (14 ragazzi), mentre in generale i disturbi strutturati sono pochi e non gravi. Un ragazzo presenta il problema dell’abuso di psico-farmaci.
Esistono, a detta del personale medico, problemi con l’aumento negli ultimi anni di soggetti con diagnosi border-line e disagi psicologici della sfera comportamentale, che spesso risultano in ragione di abbandoni famigliari, problemi di alcolismo e dipendenza o determinati, successivamente all’interno, dallo stesso ambiente detentivo.

Sistema disciplinare ed eventi critici

A seguito dell’intervento normativo dettato dal Decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 120 (G.U. 26 ottobre 2018), che esclude la presenza del medico dalla composizione del Consiglio di Disciplina, attualmente si riuniscono nell’attività di mediazione il direttore, almeno un educatore, uno psicologo e un assistente Sociale dell’USSM. Le sanzioni comminate sono solitamente, salvi casi gravi, dei periodi brevi di esclusione dalle attività, tranne la scolastica, durante i quali i ragazzi rimangono in cella e lì consumano anche i pasti. L’ora d’aria è comunque concessa, ma in orari diversi da quelli ordinari, per escludere la socialità. Nel corso del periodo è intensificata la sorveglianza. L’isolamento per ragioni disciplinari non è previsto né praticato. In casi gravi viene invece utilizzato il trasferimento (recentemente per un caso di infrazione grave è stato richiesto e disposto decreto di incompatibilità con struttura penitenziaria minorile, con conseguente trasferimento a penitenziario per adulti). Le infrazioni più frequenti riguardano risse e atteggiamenti oppositivi e aggressivi nei confronti degli altri utenti.
Com’è noto, le modifiche normative di pochi anni fa hanno permesso l’ingresso negli IPM dei giovani adulti di un’età massima di 25 anni, condannati per reati commessi quando erano minori. L’ultima e già citata riforma ha permesso al direttore di chiedere all’Autorità Giudiziaria, con apposita relazione, il trasferimento di una persona detenuta in un istituto per adulti a causa della refrattarietà al trattamento. Questo accade talvolta su esplicita richiesta della persona detenuta, che specie se già incanalata in un percorso criminale strutturato non vuole restare in un’istituzione che percepisce come un luogo per devianti di bassa lega. Secondo quanto riportato dal direttore ciò accade con una certa frequenza.

L’evento critico più grave degli ultimi tempi è l’evasione di un ragazzo, accaduta l’11 maggio 2018.
Gli eventi critici più frequenti sono i danneggiamenti dei beni della struttura. Sono segnalati ufficialmente con comunicazione successiva alla visita, come dati pervenuti dall’Area Sanitaria e trasmessi dall’Ufficio di Segreteria dell’I.P.M., tra inizio 2018 e giugno 2019: 25 atti di autolesionismo, 6 risse, 1 tentativo di suicidio e 7 atti di eterolesionismo, ovvero lesione a danni di terzi.
Rispetto agli eventi critici la procedura di gestione prevede, oltre la tempestiva segnalazione a Ministero, l’attivazione di un periodo minimo di 7-10 gg. di regime di attenzionamento con osservazione del ragazzo, per il quale viene istituita una équipe di sostegno coordinata da uno psichiatra o neuropsichiatra infantile.

 

 

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