Milano

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI DI MILANO

Via Calchi E Taeggi, 20 – 20152 Milano (MI)
Tel: 02414791
E-mail: ipm.milano.dgm@giustizia.it
Posta Certificata: ipm.milano.dgm@giustiziacert.it
Istituto maschile
Disclocazione urbana

Struttura

Il “Beccaria”, situato nella periferia milanese vicino alla fermata della metropolitana di Bisceglie, è storicamente uno degli Istituti Penali Minorili più importanti d’Italia, grazie al grande impegno (anche in termini di risorse economiche) delle istituzioni pubbliche e private milanesi, l’istituto diventò presto uno dei “modelli da seguire” della giustizia minorile italiane.
Ma da dieci anni a questa parte, si sono susseguiti numerosi problemi che hanno in parte offuscato quella fama.
Anzitutto problemi di carattere strutturale: l’istituto è in perenne ristrutturazione da molti anni, e cioè dal 2008, quando sono iniziati dei lavori che avrebbero dovuto concludersi in tre anni ma che sono stati interrotti per problemi legati all’assegnazione dell’appalto. Quei lavori hanno portato a chiudere un’intera ala dell’edificio, dimezzando i posti disponibili (da 50 ai 32 attuali) e trasferendo definitivamente il reparto femminile altrove. Ad oggi quei lavori non sono conclusi (nonostante le numerose “promesse” e scadenze fissate puntualmente derogate), costringendo operatori e giovani detenuti a non poter sfruttare appieno le potenzialità della struttura. Se e quando i lavori saranno terminati, la capienza regolamentare si aggirerà tra 70 e 80 posti, facendo del Beccaria uno degli istituti più grandi d’Italia.
Dall’autunno 2017 è stato inaugurato il nuovo padiglione detentivo, che ha finalmente permesso di trasferire tutte le persone detenute dal vecchio padiglione, ormai fatiscente.
Nonostante ciò, il Beccaria è uno dei pochi IPM italiani in condizioni di sovraffollamento, al momento della visita (giugno 2019) erano ristrette 40 persone, a fronte di una capienza di 32.
Durante il 2019 la media delle presenza si è attestata intorno alle 37 persone, equamente divisi tra Italiani e stranieri (forte presenza di latino-americani e di magrebini). I minori presenti al momento della visita erano 25 – alcuni giovanissimi, tra i 14 e i 16 anni, incarcerati in seguito ad inchieste e operazioni di polizia sulle c.d. “gangs” condotta sul territorio lombardo. 15 i giovani adulti.
Sono oltre 200 l’anno le persone che fanno ingresso al Beccaria.

Questa situazione di cronico sovraffollamento viene “governata” attraverso il sistematico uso dello “sfollamento”, una misura amministrativa adottata dal Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, che permette di trasferire verso altri istituti (soprattutto quelli prossimi, come Torino o Bologna) un certo numero di persone, dando loro poco o nessun preavviso e interrompendo ogni attività lavorativa, scolastica o trattamentale in corso. Nel 2019 si è ricorso a questo strumento anche una volta ogni 15 giorni.
Il rischio (financo la “paura”) di essere trasferiti – magari lontano dalla famiglia – è molto evidente tra gli ospiti dell’istituto. Occorre vigilare affinché gli “sfollamenti” non assumano alcun carattere punitivo o disciplinare, vietato dalla legge.

Reparti e/o sezioni

I reparti detentivi sono sostanzialmente divisi, prima ancora che per età, per “fase” del percorso detentivo, creando gruppi omogenei di persone in una fase “avanzata” del percorso detentivo (circa 6 su 40 ospiti), altri nella fase di “accoglienza” e altri ancora nella fase di “orientamento” (2 persone al momento della visita). Ogni gruppo ha operatori, programmi e attività dedicati, anche se sono frequenti le occasioni di incontro tra i vari gruppi.
La nuova sezione, ad oggi, è pulita e ben mantenuta, con camere da due, tre o quattro letti, ma dall’aspetto molto “carcerario”: le porte hanno il blindo e vetro antisfondamento, i letti e comodini ancorati al pavimento, le docce sono “a vista” a creano problemi di allagamento dei bagni.
Anche l’area sanitaria ha giovato del rinnovo strutturale dei locali e può ora disporre di ambulatori ampi e attrezzati.

Spazi interni comuni

Nella parte non ristrutturata dell’edificio rimangono le aule per attività trattamentali  (laboratori, scuola, corsi professionali) in spazi vetusti, ma comunque ben mantenuti. I laboratori professionali in particolare, soprattutto grazie a finanziamenti di enti pubblici e privati, possono contare su attrezzature professionali (un esempio su tutti: il laboratorio di panetteria e arte bianca  ha macchinari che permettono di vendere i prodotti sul libero mercato, idem per il laboratorio per le lavorazioni elettroniche e l’assemblaggio di impianti elettrici civili e industriali, gestito dalla cooperativa CIDIESSE).
Nel 2016 è stato inaugurato un grande teatro, stato ricavato all’interno del carcere, grazie al lavoro costante dell’Associazione Puntozero e al contributo di realtà importanti quali il Teatro alla Scala (le poltrone in platea provengono da qui), il Piccolo Teatro, la Fondazione Marazzina. L’obiettivo è quello di rendere il teatro fruibile dalla cittadinanza, inserendolo nel circuito dei teatri cittadini. 

Spazi esterni comuni

Le aree esterne sono due, la più piccola e anche la più attrezzata è occupata da un funzionale campetto da calcio in erba sintetica, costruito con fondi esterni. E’ stata riattivata anche la piscina, utilizzata nei mesi estivi.

Detenuti

Risiedono nell’IPM 40 detenuti, 25 minori 3 15 “giovani adulti”. Le nazionalità più presenti sono quelle dell’area del Maghreb (in particolare Marocco), seguite da quelle dell’area dell’America Latina (El Salvador, Ecuador e Perù), ma in diminuzione negli ultimi anni. In crescita la presenza di ragazzi provenienti dall’area sub sahariana, legata evidentemente ai flussi migratori degli ultimi mesi. Gli italiani provengono quasi esclusivamente dall’area lombarda.
La riorganizzazione degli spazi e la possibilità di poter usare soltanto un’area detentiva, ha causato una riorganizzazione complessiva della gestione degli ospiti. La suddivisione tra minorenni e giovani adulti non è sistematica, né costituisce una prassi. Soltanto nella suddivisione delle camere, quello dell’età è un criterio preferenziale.

Reati
I delitti più frequenti tra le persone detenute dell’IPM nel 2019 riguardano l’ambito dei reati contro il patrimonio, tra questi, la rapina e il furto sono le imputazioni più ricorrenti seguite dalle estorsioni.
I reati contro la persona sono la seconda categoria tra i delitti più commessi, in particolari gli omicidi volontari, e le lesioni personali.

Ingressi nell’IPM
Le età corrispondono all’andamento più frequentemente rilevato nei vari IPM: la maggior parte degli ingressi ha riguardato infatti ragazzi tra i 16 e i 20 anni. 

Gli operatori segnalano, rispetto agli anni passati, un aumento dei c.d. “aggravamenti”, cioè dei ritorni in IPM in seguito all’insuccesso di percorsi “esterni” in particolare nelle comunità territoriali: 39 nel solo primo semestre del 2019 (30 italiani e 9 stranieri).

Uscite dall’IPM
Le uscite dall’IPM sono state 130, la maggior parte (51) per trasferimenti in comunità , 7 le persone che hanno scelto di proseguire il loro percorso detentivo nel carcere per adulti

Scuola

Le attività trattamentali beneficiano della grande vitalità e dell’attenzione che le istituzioni pubbliche e private hanno verso il Beccaria.
Le attività scolastiche si svolgono principalmente al mattino (a partire dalle 9 alle 12:30) e comprendono corsi di alfabetizzazione, la scuola media e la scuola superiore.
I corsi di alfabetizzazione sono rivolti soprattutto ai ragazzi stranieri che non conoscono l’italiano. I ragazzi che hanno conseguito la licenza media nell’istituto o all’esterno, o quelli che frequentavano le scuole superiori prima di entrare nell’IPM possono scegliere di seguire dei corsi di scuola secondaria superiore, oppure dedicarsi alla formazione professionale, gestita da tre enti:

 

Formazione professionale

  • La cooperativa CIDIESSE che gestisce un laboratorio di quadri elettrici e elettrotecnica.
  • Il progetto “Buoni Dentro” si occupa del laboratorio di pasticceria e arte bianca con punto vendita all’esterno.
  • L’ente di formazione ENAIP Lombardia gestisce i laboratori di falegnameria gioielleria-lavorazione pietre dure, cucina, giardinaggio.

Attività ludico-ricreative

La visita è coincisa con l’avvio delle attività sportive estive, alla presenza di Diego Dominguez, ex capitano della nazionale italiana di rugby.

  • Il progetto di Rap “Potere alle parole” gestito con l’associazione “Il razzismo è una brutta storia”. 
  • Il “Progetto carcere” della Fondazione Don Gino Rigoldi, che mira a fornire un sostegno all’uscita dall’iter formale della giustizia minorile e per gli adulti, accompagnando la persona in un percorso di rielaborazione di ciò che sta vivendo.
  • Le molteplici attività culturali svolte dalla Associazione Puntozero con il progetto “Errare humanum est”, legate soprattutto allo spazio del Teatro. 

Nodi problematici

Oltre all’aspetto strutturale, l’altra difficoltà del Beccaria riguarda la continuità nella gestione: dal 2013 a seguito di un’ispezione ministeriale, venivano allontanati sia il Direttore che il Comandante; da allora si sono susseguiti periodi di reggenza della Vicedirettrice e periodi alquanto problematici di assegnazione di un Direttore in missione da altro Ipm. Solo nel 2019 la direzione dell’istituto è stata affidata, con la funzione di direttore reggente, a Cosima Buccoliero (Direttrice anche del carcere di Bollate, che garantisce la sua presenza la Beccaria soltanto per alcuni giorni a settimana); al momento della visita dunque, la gestione dell’istituto sembra finalmente attraversare una fase di serenità, ma resta la preoccupazione legata alla possibile conclusione di questa fase di reggenza e al problema di una direzione sempre in distaccamento. 

 

 

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