Nisida

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI DI NISIDA

Via Nisida, 59 – 80124 Napoli (NA)
Tel: 0816192111
E-mail: ipm.nisida.dgm@giustizia.it
Posta certificata: ipm.nisida.dgm@giustizia.it
Istituto maschile e femminile
Collocazione extraurbana

Struttura

L’istituto penale di Nisida è isolato dal contesto urbano. Lo è al di là del senso figurato del termine: si trova in cima a un isolotto. E’ difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. In macchina, dalla stazione di Napoli, ci si arriva in circa 40 minuti. L’isola e l’area che la attornia sono di rara bellezza, tanto che da anni si pianifica un trasferimento dell’istituto per far posto a strutture turistiche. L’ultimo piano in ordine di tempo prevede il suo trasferimento a Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli.

L’isola di Nisida fu un tempo proprietà del duca di Amalfi. Nel corso degli anni ha conosciuto varie trasformazioni: da lazzaretto è diventata casa di rieducazione, negli anni Trenta, poi istituto di pena per minorenni. 

La struttura è composta da vari fabbricati, dislocati in una zona verde e a picco sul mare. Uno di questi ospita gli uffici della direzione e del personale amministrativo. In altri si trovano i reparti detentivi per ragazzi e ragazze. A Nisida, come pure a Roma, si trovano in effetti sia donne che uomini. Nella sezione femminile è presente anche il C.P.A. (centro di prima accoglienza, il luogo dove vengono portati i minori arrestati) che conta, in media, 10 ingressi all’anno.

In ultimo, in una posizione leggermente defilata rispetto agli edifici appena descritti, si trova un edificio ulteriore, che ospita il Centro studi sulla devianza minorile, in origine animato da alcuni esperti in materia che svolgevano attività di ricerca e di analisi. Oggi, per mancanza di fondi, il centro ospita solo due studiosi, che si occupano prevalentemente della raccolta di dati statistici. 

Condizioni generali delle celle

Quanto agli spazi di vita, le celle sono ampie e luminose. I bagni sono in buone condizioni, rimessi a nuovo di recente. L’acqua calda e il riscaldamento sono sempre disponibili. Nelle stanze ci sono una televisione, degli armadi e dei comodini. Come in qualsiasi carcere, non manca lo spioncino che permette agli agente di controllare sia l’interno della cella che quello del bagno.
Due celle sono dedicate all’isolamento. Chi si trova in isolamento non partecipa ad alcuna attività in comune, cosa che in giovane età può rivelarsi problematica e gravida di conseguenze negative. In genere i provvedimenti disciplinari con i quali si dispone l’isolamento hanno una durata di una settimana. Rispetto ad altri istituti a Nisida sono molto numerosi.

Reparti e/o sezioni

Gli spazi in cui vivono i ragazzi sono differenziati sulla base della tappa del percorso trattamentale a cui sono giunti. Al momento dell’ingresso e per tre mesi si viene ristretti in un ambiente in cui si è sotto osservazione: si fanno meno attività e si gode di minore autonomia. Poi, progressivamente e a seconda del comportamento interno, si passa al secondo e al terzo settore (dove ad esempio è possibile uscire dalle celle anche dopo le 19.30, quando tutte le attività del giorno e la cena sono finite, per andare in altre celle o nella stanza per la socialità, dotata di biliardino e tavolo da ping pong). Al terzo reparto segue il quarto e ultimo, dove si trovano i ragazzi in art. 21, coloro che lavorano all’esterno e che si gestiscono in maniera più autonoma. L’esterno, per chi è detenuto a Nisida, è l’isola. 

Spazi comuni interni

In un’ulteriore palazzina si svolgono le attività didattiche. Al suo interno si trova la biblioteca dell’istituto.
E’ presente un teatro, voluto a suo tempo da Eduardo De Filippo, che però  è chiuso per inagibilità. Vari spazi sono dedicati a laboratori di formazione professionale (ceramica, arte presepiale, formazione edile).

Spazi comuni esterni

Esiste anche un campo da calcio, chiuso per ristrutturazione al momento della visita (così come lo spogliatoio). Tra gli spazi comuni vi è un campo da pallavolo e basket allo stesso tempo. È stata di recente montata una yurta dedicata agli incontri tra padri e madri detenute e compagne o compagni in visita assieme ai figli. È uno spazio dedicato all’affettività e una sorta di palestra per la genitorialità, facente parte di un progetto ideato dall’associazione “Nati per leggere”, che utilizza la lettura come veicolo emotivo capace di coinvolgere genitori e figli. Capita che tra i ragazzi manchino abitudine e dimestichezza nel rapportarsi con i figli: a volte l’incapacità è conseguenza della lontananza dovuta alla detenzione, altre volte l’essere ristretti la accresce.

Staff

All’interno dell’IPM, a fronte di 42 ragazzi e ragazze, vi sono 85 agenti di polizia penitenziaria. Gli operatori sono 9 e lamentano di non essere sufficienti rispetto al numero di attività da svolgere.
Alle dipendenze dell’Istituto vi sono poi 1 medico, 3 infermieri e 2 psicologi. Vi è poi, a disposizione dei ragazzi, un servizio di psichiatria, ed è presente il personale competente del SERD, per il trattamento delle dipendenze.
Per ragioni legate al bilancio delle Asl il personale medico è disponibile soltanto nelle ore diurne; ciò causa, a detta del direttore, notevoli disagi nei casi in cui i ragazzi necessitano di assistenza medica durante la notte. In tali casi, tre quarti del personale notturno è costretto ad allontanarsi dall’istituto per accompagnare la persona detenuta in ospedale, lasciando la struttura quasi sprovvista di agenti in servizio.
I mediatori culturali sono previsti a chiamata degli operatori qualora se ne ravvisi la necessità.

Detenuti

Come in tutti gli IPM (e contrariamente a quanto avviene nelle carceri per adulti), non è previsto che ci si sottragga alle attività di formazione scolastica e professionale.
Com’è noto, negli istituti penitenziari per minori si trovano ragazzi la cui età arriva fino a 25 anni. Tutti i maggiorenni sono ristretti per reati commessi quando erano minori. Dall’entrata in vigore della riforma del 2018 è possibile richiedere al magistrato di sorveglianza che un ragazzo o una ragazza vengano trasferiti in un istituto per adulti in ragione della mancata aderenza al cosiddetto trattamento penitenziario stabilito a loro favore dai servizi sociali in collaborazione con gli operatori che lavorano all’interno dell’IPM.
Nella struttura femminile (al momento della visita erano presenti 6 donne) oltre alle celle vi sono una la palestra, una sala comune e  un nido (con fasciatoio, culla, box e diversi giochi).

Al 26 giugno 2019 risiedevano nell’IPM di Nisida, maschile e femminile, 42  persone detenute, di cui 15 minori e 27 maggiorenni. Tra i minorenni uno solo apparteneva alla fascia d’età 14-15 anni e 14 alla fascia d’età 16-17 anni. Tra i giovani adulti invece 18 erano compresi nella fascia d’età 18-20 anni e 9 nella fascia d’età 21-24 anni.
Per ciò che riguarda la provenienza dei detenuti, al 26 giugno gli stranieri erano 6: 2 rumeni, 1 serbo, 1 marocchino, 1 belga e 1 di origine ecuadoreña.
Nel corso del 2019 la presenza media è stata di 53 persone detenuti: in calo rispetto ai 64 del 2018.  

Reati

I reati che riguardano la popolazione detenuta a Nisida sono, come già negli anni passati, i reati contro il patrimonio (furti, rapine, rapine aggravate), reati di estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, violazione della legislazione sulle armi, violenza sessuale, lesioni, omicidi e tentati omicidi. 

I dati sui reati riferiti allo scorso anno mostrano in generale numeri di delitti molto più bassi, ma comunque legati soprattutto ai reati contro il patrimonio. A differenza dell’anno in corso tuttavia, nel 2018 i delitti più numerosi dopo quelli contro il patrimonio sono stati quelli legati alle violazioni della normativa sugli stupefacenti. 

Ingressi nell’IPM

La permanenza media all’interno dell’istituto è di 2-3 anni, con rari picchi di pene oltre i 10 anni.
Gli ingressi totali registrati nel 2018/2019 sono stati 117. Di questi, 64 nel 2018 (56 ragazzi e 8 ragazze) e 53 (45 ragazzi e 8 ragazze) nel 2019.

Uscite dall’IPM

Nel corso del 2019 le uscite per permessi premio sono state 40 e hanno riguardato in tutto 14 persone detenute; meno dell’anno 2018, quando le uscite sono state 56 e hanno riguardato 24 persone (anche tenendo conto della diminuzione in valori assoluti delle presenze in istituto).  Nel 2016 le uscite erano 122 (per 38 persone detenute) e nel 2017 121 (per 31 persone detenute). 

La giornata tipo di un detenuto, nell’istituto penitenziario minorile di Nisida si articola come di seguente indicato.

Dal lunedì al venerdì, in orario antimeridiano sono previste le attività di formazione culturale e di formazione professionale; dopo la pausa pranzo, sono, invece, previste le riprese di ulteriori attività formative, tranne il giovedì, giorno dedicato ai colloqui con i familiari e i conoscenti.
La seconda parte del pomeriggio è dedicata alla pratica di attività ludico sportive.
La giornata, infine, si conclude con la cena ed il rientro in stanza.

Scuola

Per quel che riguarda le attività scolastiche, tutti i ragazzi presenti vengono inseriti in un percorso scolastico. Il titolo di studio viene conseguito da coloro che frequentano il primo livello didattico mentre chi partecipa ai corsi successivi riceve dei crediti formativi. All’interno dell’IPM sono presenti: 2 docenti che si occupano di materie scientifiche, 2 che si occupano di materie letterarie, 1 docente di lingue e 2 docenti che si occupano dell’alfabetizzazione primaria. Non sono presenti mediatori culturali, ma i docenti, a detta degli operatori, svolgono costantemente corsi di aggiornamento e formazione che gli permettono di rispondere anche alle esigenze provenienti dai ragazzi di origine straniera.

La divisione dei ragazzi all’interno delle classi non avviene per età, ma per livelli e bisogni educativi; inoltre, per evitare la partecipazione passiva alle lezioni, è previsto che ad ogni cambio d’ora siano i ragazzi a cambiare aula e non il docente.

Le attività didattiche sono suddivise nei corsi di: 

  • alfabetizzazione (7 certificazioni di conoscenza della lingua italiana a un livello A2 sono rilasciato lo scorso anno)
  • corsi del primo periodo didattico, destinati a coloro che sono ancora in obbligo scolastico e non hanno conseguito il diploma di scuola media inferiore. Le certificazioni rilasciate tra il 2018 e il 2019 sono state 10.
  • corsi del secondo periodo didattico- 1° anno, destinati a coloro che hanno conseguito il titolo di licenza media 
  • corsi del secondo periodo didattico –  2° anno, anch’essi destinati a coloro che hanno conseguito il titolo di licenza media (9 certificazioni rilasciate, tra primo e secondo anno)
  • a questi vanno aggiunti i corsi integrativi delle competenze di base, per i quali sono state rilasciate 8 certificazioni
  • Infine, nel corso dello scorso anno scolastico una ragazza ha conseguito, da privatista, il diploma superiore in “biotecnologie sanitarie”. 

Formazione professionale

All’interno dell’IPM di Nisida, molti corsi di formazione professionale sono messi a disposizione dei detenuti e rientrano a pieno nel progetto trattamentale predisposto per loro. Tra questi: il corso di pizzeria tenuto con il supporto dell’associazione “Scugnizzi”, il corso di ceramica svolto dalla cooperativa sociale “ Nesis”, che permette ad alcuni dei partecipanti di svolgere un’attività lavorativa normalmente remunerata secondo le indicazioni contenute nel contratto collettivo nazionale; un corso di cucina e di pasticceria, rientranti nel progetto della onlus “Monelli ai fornelli”, che permette ai ragazzi che vi partecipano di svolgere attività lavorative di catering ed essere remunerati ex articolo 21 Ord. Pen. Sono inoltre attivi stage formativi e partecipazione a corsi professionalizzanti extramurari, in alcuni casi promossi dalla Regione Campania, che però, per motivi di bilancio e di scarsità dei fondi messi a disposizione, finiscono spesso per essere molto più brevi del previsto, risultando dunque non idonei e non rispondenti alle reali necessità dei ragazzi detenuti all’interno dell’IPM.

Attività ludico-ricreative

Tra le altre attività svolte all’interno dell’IPM di Nisida vi sono numerosi laboratori tenuti da volontari: un laboratorio di canto, un laboratorio teatrale, un laboratorio di arte presepiale, un corso per operatore edile ed un corso di operatore cinofilo comprendente attività di pet therapy. Dal confronto con gli operatori è risultato che le ultime due attività citate si sono rivelate molto utili per i ragazzi, rendendoli più propensi a parlare di sé, della propria sfera emotiva ed in generale più aperti al confronto e al dialogo.
Ciò che appare chiaro dalla visita all’Ipm di Nisida è il grande valore che gli operatori danno allo svolgimento di attività di tipo artistico. legate alle arti visuali: i muri delle palazzine che costituiscono l’intera struttura sono quasi tutti ricoperti da mosaici e murales, alcuni dei quali realizzati con l’aiuto di street artists di fama mondiale.
Nessuna delle associazioni succitate intrattiene un rapporto di dipendenza con l’istituto.

Rapporti con i familiari

Con il decreto legislativo n. 123 del 2018, emanato in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t) e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103, sono state introdotte, nell’articolo 19, alcune novità in tema di regolamentazione dei colloqui e diritto all’affettività.
In particolare, si allargano le possibilità di contatto con il mondo esterno e con figure familiari ed educative particolarmente importanti per il detenuto, attraverso la previsione di 8 colloqui mensili – a fronte dei precedenti 4 – di durata non inferiore a 60 minuti (per un totale di 8 ore mensili, a fronte delle 6 ore precedenti).
Allo stesso modo sono favoriti anche i colloqui telefonici.
Per quanto riguarda la tutela del diritto all’affettività dei detenuti, il comma 3 dell’articolo 19 disciplina l’istituto delle visite prolungate che il detenuto può intrattenere con determinati soggetti all’interno di unità abitative appositamente attrezzate nell’istituto che consentirebbero la riproduzione, per quanto possibile di un ambiente domestico. 

Eventi critici

Gli eventi critici segnalati dall’istituto penali per i minorenni nell’anno 2018 e nell’anno 2019 raggiungono un totale di 150 ed hanno riguardato episodi di autolesionismo, risse, violenze, suicidi.

Nel corso dell’anno 2019 si sono, inoltre verificate 2 evasioni.

 

 

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Guarire i ciliegi. Il quinto rapporto di Antigone sugli istituti penali per i minorenni

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