Torino

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI DI TORINO – FERRANTE APORTI

Via Berruti e Ferreri, 3 – 10135 Torino (TO)
Tel: 0116194201
E-mail: ipm.torino.dgm@giustizia.it
Posta certificata: ipm.torino.dgm@giustiziacert.it
Istituto maschile
Disclocazione: urbana

Struttura

L’istituto è stato inaugurato nel 2013 ed è stato costruito accanto allo storico IPM, ormai inadatto ad ospitare i giovani detenuti. Si trova in un quartiere popolare semi-periferico, ma ben servito dai mezzi pubblici (la fermata dell’autobus urbano più vicina è a 150 metri dall’ingresso dell’istituto, la stazione ferroviaria di Torino Lingotto è a circa un chilometro). Ospita solo maschi, nel nuovo edificio era prevista anche l’apertura di una sezione femminile, che però non si è più concretizzata. Accanto all’istituto sorge il Centro per la Giustizia minorile.

Condizioni generali delle celle

Nelle sezioni detentive le celle sono in due corridoi contigui, l’una accanto all’altra. La finestra permette di vedere l’esterno, mentre è impossibile il contatto visivo tra una camera detentiva e l’altra. Hanno una dimensione di circa 10 metri quadrati e ospitano in media 3 detenuti (le più capienti sono da 4 persone). Sono arredate con letti non a castello e armadietti. Il bagno (con doccia) è in un vano separato e dispone di acqua calda, le docce sono liberamente accessibili ad ogni orario.

Reparti e/o sezioni

La direzione mantiene la rigorosa divisione tra minori e giovani adulti, sia nelle sezioni che negli spazi comuni per le attività trattamentali, che comunque sono contigui.Tutta la vita detentiva è rigidamente separata, sia in termini di collocamento nelle sezioni e celle che per quanto riguarda le attività in comune.
I reparti detentivi, collocati ai piani superiori sono in buone condizioni strutturali, ma hanno problemi coibentazione e, in particolare d’estate, il caldo e l’impossibilità di avere ventilatori o impianti di condizionamento diventa motivo di tensione tra popolazione detenuta e operatori.
Oltre alle due sezioni detentive destinate ai giovani adulti e alla sezione destinata ai minori, è presente una mini-sezione composta da 2 celle, di fianco all’infermeria, dove i ragazzi appena entrati aspettano di effettuare la visita medica e i colloqui di primo ingresso, prima di essere collocati in sezione. Queste celle vengono utilizzate anche momentaneamente per collocare ragazzi coinvolti in episodi di risse e litigi.

Spazi comuni interni

Nel complesso l’edificio può essere considerato in buono stato. In particolare l’area al piano terra. dedicata ai laboratori e alle attività formative è in ottimo stato di manutenzione e, grazie alle donazioni e ai finanziamenti da enti esterni (fondazioni bancari, volontariato, enti locali) ha attrezzature all’avanguardia (soprattutto il reparto cucina e cioccolateria e il laboratorio di serigrafia e stamperia).
All’ingresso del piano terra, c’è una sorta di “piazza”, un ampio stanzone su cui si affacciano tutte le aule per le attività. Ai due lati opposti di questa sala si trovano le varie aule in cui sono organizzate, separatamente, le attività per i minori e quelle per i giovani adulti. Sono presenti un’ampia biblioteca, due palestre, una cappella e una sala fumatori, con calciobalilla (non è consentito fumare negli altri spazi comuni), utilizzata anche per eventi (come la messa di Natale alla presenza delle autorità cittadine). Nell’area destinata ai giovani adulti sono presenti anche delle aree destinate alle attività lavorative e formative, in particolare una tipografia e disegno grafico. Sono presenti inoltre un laboratorio di cucina (che si occupa solo di formazione e di catering all’esterno, non della preparazione dei pasti) e una cioccolateria, che produce e commercia tavolette di cioccolato, promuovendo laboratori professionali retribuiti. In prossimità della “piazza” c’è la “regia” con i monitor di videosorveglianza dei vari spazi, sempre presidiata da almeno un agente di polizia penitenziaria. Proprio di fronte a questo spazio, si trovano le camere dove vengono effettuati gli isolamenti.
Nelle sezioni sono presenti il “refettorio” per il consumo dei pasti piuttosto angusto e alcuni spazi per la socialità ricavati in antri del corridoio. 

Spazi comuni esterni

Sono presenti un campo da calcio in erba sintetica e una pista polivalente, entrambi in ottime condizioni (con annessi spogliatoi) c’è poi un ampio cortile destinato all’aria.

Staff

Direttore: Gabriella Picco (in attesa dell’assegnazione di un nuovo dirigente)
Polizia penitenziaria: 51, di cui 45 effettivamente in servizio
Educatori: 8
Psicologi: 2
È saltuaria ma costante la presenza di psichiatri e di operatori del Servizio Dipendenze.

L’assistenza religiosa è garantita da un cappellano cattolico,  entra saltuariamente in istituto anche un imam.
Il servizio di mediazione culturale funziona ed è presenza costante tra le attività dell’istituto.

Detenuti

Al 30 giugno 2019 sono presenti nell’istituto 41 ragazzi, di cui 12 italiani e 29 stranieri. Le provenienze più comuni sono Marocco (13, nel corso del 2019), Romania (7, nel corso del 2019) e l’Egitto (5, ne, corso del 2019). Rispetto all’anno precedente (2018) la presenza media di stranieri è del 54%, in leggero calo (era il 60% nel 2018). La presenza media giornaliera in istituto è di 40-42 ragazzi, pari alla capienza massima. Durante l’anno transitano dal Ferrante Aporti un’ottantina di persone, la maggior parte (circa il 60%, in aumento rispetto all’anno precedente) sono in custodia cautelare, mentre sono in calo le persone che fanno il loro ingresso con un titolo detentivo “definitivo”.

Ingressi

I minorenni entrati nel primo semestre del 2019 sono stati 48 (pari al 60% del totale), da notare la crescita esponenziale dell’ingresso di “giovanissimi” (14-15 anni): nel 2019 ne sono entrati 18 (11 italiani e 7 stranieri), rispetto ai “soli” 2 dello stesso periodo del 2018.
I giovani adulti entrati in IPM sono stati 30, in leggero calo rispetto all’anno precedente. 

Uscite

Da notare come la presenza in istituto è di media piuttosto breve, pari ai due mesi (63 mesi), quasi mai superano l’anno.
Si segnala l’impatto dei c.d “sfollamenti”, cioè di trasferimenti “coatti”, decisi dall’amministrazione penitenziaria per ragioni diverse (anche di carattere organizzativo, per evitare dunque il sovraffollamento dell’istituto). L’IPM di Torino si trova sistematicamente a dover accogliere giovani provenienti da altri istituti penitenziari, anzitutto dall’IPM Beccaria di Milano. Nel primo semstre 2019 gli ingressi per “sfollamento” da altri IPM sono raddoppiati rispetto all’anno precdente. Capita tuttavia che anche dall’istituto torinese vengano “sfollate” persone verso altri IPM (Bologna, ma anche Roma o Napoli).
Lo “sfollamento” è una pratica problematica, soprattutto se non si tiene conto dei rapporti con i famigliari e in generale con la società esterna. Può capitare che si trasformi in un ulteriore “sradicamento” della persona, con conseguente lesione dei suoi diritti, soprattutto se avviene (come nella maggior parte dei casi), in maniera repentina e senza preavviso, all’insaputa degli stessi operatori, che non possono in nessun modo “preparare” il giovane al trasferimento e si limitano a prendewre atto della decisione dell’amministrazione. Trovarsi, improvvisamente, in un altro contesto penitenziario, lontano dalla famiglia, interrompendo i percorsi scolastici e formativi intrapresi rischia di essere molto dannoso per il giovane. A questo proposito colpisce che, la provenienza più ricorrente degli ospiti del Ferrante Aporti è la Lombardia (23 persone) e non il Piemonte e la Liguria che sono il bacino di utenza dell’IPM.
Tra le note positive, si segnala una rinnovata relazione costruttiva con la magistratura (in particolare, con la magistratura di sorveglianza), più presente e maggiormente “interessata” all’IPM rispetto al recente passato.

Giornata tipo:

8.00: sveglia
9.00-12.00: partecipazione ad attività scolastiche o formative
12.00-13.15: chiusura in camera per il pranzo degli agenti
13.15-14.00: pranzo nei refettori
14.00-18.30: attività pomeridiane (aria, sport, attività ricreative, lavoro, ecc.)
18.30-19.45: chiusura in camera per cena agenti
19.45-20.30: cena nei refettori
20.30: chiusura in camera per la notte

 

Scuola

Tutte le attività sono rivolte separatamente ai minori e ai giovani adulti. Si svolgono prevalentemente al mattino (dalle 8 alle 12,30) e tutti ne usufruiscono. Salvo sanzioni disciplinari, gli operatori riferiscono che non si rilevano casi di persone che preferiscono permanere in sezione invece che partecipare alle attività.
I corsi scolastici sono organizzati per pluriclasse e dunque nello stesso orario e nei medesimi spazi vengono svolti corsi di alfabetizzazione della lingua italiana, scuola primaria, scuola secondaria inferiore, supporto per accesso a scuola secondaria superiore.
Essendo la permanenza media in istituto piuttosto breve, si segnalano problemi di continuità e di proposte che possano prevedere una continuazione anche all’esterno dell’istituto.
Quest’anno (2019) hanno ottenuto il diploma di scuola media inferiore 4 ragazzi.

La biblioteca dell’istituto è inserita nella rete di biblioteche comunali del Comunale di Torino.

Formazione professionale

Tutti i ragazzi sono inseriti nei percorsi di formazione professionale (nel periodo scolastico anche nelle classi di alfabetizzazione, scuola elementare e preparazione alla terza media). Al momento i corsi di formazione professionale sono organizzati in moduli e vengono riconosciuti dei crediti in base al tempo frequentato in attività.
I corsi sono retribuiti con sussidi di partecipazione.

Attività ludico-ricreative

Le attività ricreative (giornalino interno, attività sportive, giocoleria), concentrate in particolare il sabato, vengono curate da associazioni di volontariato storicamente presenti in istituto.

Rapporti con i familiari

Pochi ragazzi fanno regolarmente colloqui con i familiari. I colloqui si svolgono il giovedì e due sabati al mese. Sono disponibili 3 stanze con tavolini e sedie (ma senza finestre), una delle quali dispone di giochi per i bambini. E’ crescente il numero di persone detenuti con figli.

Sanità

Il servizio sanitario è stato di recente oggetto di riorganizzazione per via dell’accorpamento delle aziende sanitarie locali, per cui la strutturazione del servizio è stata unificata a quella della sanità penitenziaria che opera nella casa circondariale di Torino e affidata all’ASL Torino 1.
Un medico è presente in istituto per 4 ore al giorno (il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì di mattina, il giovedì di pomeriggio). Per quanto riguarda gli specialisti, le uniche figure presenti regolarmente sono il dentista (una volta a settimana per 4 ore), gli psichiatri e il personale del SerD. In caso di necessità di altre visite specialistiche si fanno traduzioni sui presidi esterni.
E’ presente un servizio di mediazione culturale Asl (con mediatore rumeno, wolof e arabo).
Il servizio infermieristico è a gestione mista: 230 ore mensili tramite cooperativa a cui si aggiunge un servizio poliambulatoriale (che presta assistenza anche all’ambulatorio dentistico). Tutti gli infermieri prestano servizio anche presso il CPA.
La questione delle dipendenze non viene segnalata come particolarmente critica, mentre è diffuso l’utilizzo di psicofarmaci (in particolare benzodiazepine) e sono frequenti soprattutto i casi di richiesta dei ragazzi di continuare terapie avviate in altri istituti.

Eventi critici

Dopo l’episodio ormai risalente a fine novembre 2017, quando tre ragazzi rimasero gravemente ustionati a causa di un materasso dato alle fiamme, non si sono registrati episodi così gravi. In seguito a tale evento, il personale di polizia penitenziaria è aumentato di 11 unità ed è stata prevista la presenza di un Commissario con il ruolo di Comandante della polizia penitenziaria in pianta stabile.  Si segnala che, al momento della visita, un giovane detenuto aveva deciso di “auto-isolarsi” da parecchie settimane, chiedendo di restare solo, non partecipare alle attività e rifiutandosi spesso di uscire all’aria. Il personale sanitario (in particolare lo psichiatra) monitorava quotidianamente la situazione.

 

 

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Guarire i ciliegi. Il quinto rapporto di Antigone sugli istituti penali per i minorenni

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