Treviso

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI DI TREVISO

Indirizzo: via Santa Bona 5d, 31100 Treviso
Tel: 0422 – 432936
Fax: 0422 – 234979
Email: IPM.treviso.dgm@giustizia.it
Posta certificata: ipm.treviso.dgm@giustiziacert.it
Istituto maschile
Dislocazione: Urbana
L’istituto si trova all’interno del centro urbano ed è facilmente raggiungibile con i mezzi (linee dell’autobus 6, 9, 11, 21, 55). La fermata si trova a 5 minuti a piedi dalla struttura.

Struttura

L’Istituto penale per minori si trova nella stessa struttura che ospita la Casa Circondariale di Santa Bona, in un quartiere alla periferia di Treviso (la struttura fu realizzata intorno agli anni Quaranta). Un tempo era la sezione dei detenuti politici per reati di terrorismo, poi la sezione femminile. Dal 1981 è istituto per i minori, l’unico in Italia ad essere ancora inserito in una struttura penitenziaria per adulti. La collocazione e la struttura dell’edificio, piuttosto vetusto, non permettono di rispettare alcuni criteri fissati per gli istituti per i minori, ad esempio le recinzioni esterne, che qui sono le stesse del carcere, quindi doppie, con alte reti metalliche e garitte. Anche il cancello d’entrata e il piazzale esterno sono condivisi con la Casa Circondariale, inoltre alcune pareti sono comuni e alcune zone comunicanti. Nonostante l’IPM sia di fatto un’ala della Casa Circondariale gli spazi frequentati dai ragazzi detenuti sono divisi da quelli del carcere per adulti e l’unico caso in cui i ragazzi del minorile entrano di fatto negli spazi della Casa Circondariale è per usufruire del campo sportivo, situato all’interno degli spazi della CC. 

CPA (Centro di prima accoglienza)

L’IPM inoltre condivide la portineria con il CPA che si trova al piano di sopra di quest’ultima, di fronte alla sezione detentiva minorile. Il CPA, inaugurato a dicembre 2012, è un edificio ristrutturata di recente e separato dall’istituto: pur restando ubicato all’ingresso della struttura, ad esso si accede attraverso un percorso differenziato. Il CPA ha una capienza di otto posti letto, ospita sia maschi che femmine. Le permanenze durano un massimo di quattro giorni durante i quali è chiamato in servizio il personale dell’IPM, sia gli educatori che gli addetti alla sicurezza. Per il CPA passano una media di 35 soggetti l’anno.

Condizioni generali delle celle

Le celle sono 7, di cui 3 piccole e 4 grandi. In generale sono tutte abbastanza luminose e dotate di tv e acqua calda. Le celle piccole dispongono di un letto a castello di ferro, due armadietti e un lavandino esterno al bagno. In uno stanzino separato, di circa 1mq, vi è il tubo per doccia e una turca, che all’occorrenza può essere coperta con una grata metallica per farsi la doccia sopra. Le celle grandi hanno due letti a castello, un bagno leggermente più spazioso, con lavandino interno e impianto di areazione; anche in queste celle la doccia è sopra alla turca.  Ai detenuti è consentito personalizzare la cella con poster e oggetti.
La coincidenza tra la doccia e la turca è un aspetto critico da un punto di vista strutturale. Solleva infatti degli interrogativi, sia rispetto alle condizioni igienico-sanitarie, che alla gestione dei turni tra i detenuti per quanto riguarda l’uso del bagno. 

Luoghi per l’esercizio del culto

Di fatto non vi è una cappella e nemmeno altri luoghi per il culto. Un altare mobile viene trasportato nella sala colloqui per le celebrazioni cristiane-cattoliche.

Reparti e/o Sezioni

Il piano superiore della struttura coincide con la sezione detentiva. Oltre alle celle vi sono: il box degli agenti, una lavanderia dotata di lavatrici e asciugatrici e le due sale comuni per le attività. Una sala funge da aula per i corsi scolastici, ha una capienza di circa dieci persone, qualche banco e un tavolo; la stanza è inoltre dotata di LIM (lavagna digitale). L’altra stanza è un’aula informatica, più piccola, dotata di pc e di una stampante 3D; in questo luogo principalmente si svolgono le attività della “Bottega grafica”.

Al piano terra vi è un lungo corridoio, ai lati varie stanze. Troviamo lo studio medico e all’interno di esso un piccolo studiolo che ospita, quando è presente in struttura, lo psicologo. Di fronte c’è la stanza degli educatori, una piccola sala dotata di pc. Vi sono inoltre la sala da pranzo, comunicante con la cucina. I detenuti consumano i pasti provenienti dall’esterno, mentre gli altri operatori e gli agenti hanno a disposizione la cucina; quest’ultima viene usata anche  per alcune attività educative. Di fronte alla sala da pranzo c’è la stanza degli agenti di Polizia Penitenziaria, con sedie e tavoli; in situazioni di carenza di spazi quest’ultima ospita anche i colloqui con i familiari. Sempre a lato del corridoio centrale si trova la sala colloqui vera e propria, con qualche tavolo e sedie, armadi ai lati e cestoni con giochi per bambini. La stanza colloqui è piccola e molto luminosa, non garantisce la privacy. Infine, il box degli agenti, con i monitor per il controllo in videosorveglianza. In tutta la struttura non vi sono celle d’isolamento.

Spazi comuni esterni

Vi è una piccola zona verde che fa da attraversamento tra l’IPM e una sala comune ricavata all’interno di un prefabbricato posto in giardino e usato come sala ricreativa e palestrina. L’attrezzatura da palestra è limitata e non sempre accessibile al di fuori delle ore di educazione fisica in ambito scolastico. Nella sala c’è anche un ping-pong e le pareti sono decorate con murales fatti dai ragazzi detenuti.
Gli uffici dell’area amministrativa si trovano in un’altra struttura che affaccia su un cortiletto condiviso con la struttura del CPA e della sezione detentiva-

Staff

Nonostante l’edificio in cui è collocato l’IPM sia contiguo a quello della Casa Circondariale due diverse amministrazioni regolano il lavoro all’interno dei due penitenziari. Gli operatori dei due istituti entrano in contatto solo in situazioni particolari o d’emergenza, è il caso del nucleo traduzioni del carcere adulti, il quale si mette a disposizione dell’istituto minorile per garantire gli spostamenti dei detenuti ad altri luoghi, come ad esempio per raggiungere un centro medico specialistico in caso di visita ambulatoriale. Anche alcuni ambulatori medici della Casa Circondariale, dotati di particolari strumentazioni, vengono messi a disposizione dell’IPM in caso di necessità. È comune tra i due istituti il presidio sanitario, anche le riunioni settimanali vengono svolte in copresenza.
La direttrice dell’istituto è la Dott.ssa Carla Sorice, presente da alcuni anni nella struttura. Formalmente la pianta organica prevede 5 funzionari giuridico pedagogici (educatori) ma alla data della visita nell’istituto ce ne sono 4 di effettivamente presenti e una tirocinante. Gli educatori e le educatrici sono presenti in struttura nei giorni infrasettimanali e perlopiù durante la mattinata. Gli stessi lavorano anche nel CPA quando questo ospita delle presenze.
Non vi sono assistenti sociali assegnati all’istituto, l’ULSS locale assicura invece alcune ore di presenza dello psicologo, quest’ultimo risulta una figura preziosa soprattutto per coloro che non possono godere del beneficio di una rete familiare e sociale d’appoggio durante la fase detentiva.
L’istituto conferma la presenza di un mediatore per 60h al mese, per la lingua araba e albanese. La direzione segnala la difficoltà a rispondere anche ad altre lingue come gambiano, cinese e pakistano.  Il supporto dei mediatori è utilizzato sia dal personale sanitario che dagli agenti di Polizia Penitenziaria.
Per quanto riguarda gli agenti di Polizia Penitenziaria la pianta organica prevede 35 unità e alla data della visita gli agenti presenti sono 28, molti di loro hanno partecipato nel 2016 ad un corso di formazione specifico per lavorare negli Istituti per minori.
La tutela della salute fisica dei ragazzi in IPM è a carico del medico che coordina il presidio sanitario minorile ed è presente in struttura 5 giorni a settimana per 3h al giorno. In caso d’emergenza vi è la possibilità di consultare la guardia medica che risponde 24h. non vi è quindi la continuità di una presenza medica fissa.
Volontari e volontarie sono una presenza importante all’IPM di Treviso. Alla data della visita sono circa 20 le persone impegnate in attività proposte su base volontaria. In generale è scoraggiata la presenza di volontari singoli, si preferisce che i volontari entrino tramite associazioni o programmi strutturati, come ad esempio l’Associazione culturale “La prima pietra” che propone attività di carattere artistico. Tra i progetti attivi su base volontaria si segnalano anche un doposcuola e attività a carattere ludico o ricreativo.
In IPM vi è infine la presenza di un cappellano.

Detenuti

La capienza dell’istituto è di 12 posti regolamentari. Al momento della visita i detenuti presenti erano 14, di cui 10 di origine straniera. Dato l’elevato numero di detenuti stranieri l’amministrazione ha predisposto la consegna del regolamento disciplinare in varie lingue per i detenuti in entrata.
Secondo i dati ufficiali le tre nazionalità più presenti in istituto nel 2018 sono state quella albanese, marocchina e romena. In generale la provenienza dei detenuti italiani è perlopiù dal Triveneto.
Nel 2018 gli ingressi totali sono stati 74, con un numero medio di presenze giornaliere di 15 detenuti (con picchi che arrivano fino a 20).
Convivono nell’istituto ragazzi con pene brevi e anche lunghe (alcuni anni). La direttrice informa che in generale si sta riscontrando un aumento della lunghezza delle pene.
Attualmente l’età minima per entrare in IPM è 14 anni, all’istituto di Treviso convivono ragazzi minorenni e ragazzi fino ai 25 anni d’età. I giovani adulti, vale a dire la fascia compresa fino a 25 anni di età che, in seguito alla riforma del 2014, varata per adempiere alle raccomandazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in seguito alla sentenza Torreggiani, possono rimanere all’interno degli IPM a scontare la pena sono 6 alla data della visita nell’istituto veneto. Attualmente né tra i minorenni, né tra i giovani adulti sono presenti ragazzi con figli. La differente età dei detenuti presenti, da 14 a 25 anni, è vista dagli operatori come criticità. Infatti, se da un lato questa situazione in alcuni casi porta a processi di mentoring da parte dei più grandi nei confronti dei più giovani, dall’altro va detto che tali processi non sempre si rivelano virtuosi. In particolare, l’inserimento di giovani adulti all’interno dell’IPM viene considerato problematico da parte degli agenti di Polizia Penitenziaria, i quali lamentano un incremento di proteste e atti autolesionistici da loro definiti “strumentali”.
La struttura permette di esercitare il diritto di voto qualora la persona desiderasse farlo.
All’ IPM di Treviso non sono previste delle attività retribuite da svolgere all’interno a all’esterno della struttura. A turnazione però i detenuti si impegnano in attività quali ad esempio la pulizia delle aree interne ricevendo un contributo forfettario per il loro operato.
Per quanto riguarda la collocazione nelle celle si cerca di rispondere alle esigenze che manifestano i ragazzi detenuti; solitamente il criterio proposto è quello della provenienza geografica. Capita che detenuti più “anziani” vengano inseriti con detenuti più giovani, per favorire una sorta di mentoring.
Non vi è la possibilità di cucinare all’interno delle celle. Sono offerti ai detenuti quattro pasti al giorno, l’IPM si affida ad un servizio di catering. Vengono prese in considerazione le intolleranze alimentari e l’esclusione della carne di maiale per i detenuti musulmani. Durante il periodo di ramadan l’IPM si è organizzato per garantire a tutti la possibilità di cambiare gli orari dei pasti.
L’istituto dispone di una mensa polifunzionale, viene usata sia per le attività educative con i detenuti (es. laboratorio cucina multietnico) che per la preparazione dei pasti da parte della Polizia Penitenziaria.
La sezione detentiva dispone di una lavanderia con lavatrici ed asciugatrici, questo servizio è recente poiché è stato organizzato negli spazi che prima ospitavano le docce comuni.
Gli spostamenti dalla sezione agli spazi del piano terra (mensa, passeggi e area verde, palestra, campo sportivo, ambulatorio medico) sono abbastanza problematici a livello di sicurezza e richiedono l’autorizzazione da parte del personale addetto alla sorveglianza.
Gli spazi dell’IPM in cui è possibile praticare attività fisica consistono nel campo sportivo, situato all’interno del perimetro della Casa Circondariale per adulto, e nella palestra.
Le attività scolastiche e ricreative vengono svolte nelle poche aree comuni sia al mattino che al pomeriggio. Capita frequentemente che tutte le stanze siano contemporaneamente occupate.  

Scuola

La presenza in IPM del “Centro Provinciale per l’Istruzione Adulti” (CPIA) e altre collaborazioni con la regione Veneto e le regioni e province limitrofe permette di costruire dei percorsi didattici e scolastici relativi alla scuola dell’obbligo, altresì è possibile avviare corsi di formazione e attività sportive strutturate. L’assolvimento dell’obbligo scolastico è favorito dalla stesura di percorsi individualizzati.
Attualmente è previsto che i ragazzi in articolo 21 possano uscire per frequentare la scuola, tuttavia gli operatori riportano che finora non si è mai verificata una situazione di questo tipo. L’offerta scolastica viene dunque interamente realizzata all’interno dell’istituto.
All’interno dell’IPM vengono dunque proposti corsi di alfabetizzazione e la possibilità di frequentare la scuola secondaria di primo e secondo grado. Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado viene garantita la possibilità di frequentare le lezioni di tutte le tipologie di scuole superiori. Normalmente si cerca inoltre di favorire la continuità tra ciò che il ragazzo studiava prima dell’ingresso. Le materie di base vengono insegnate dai docenti del CPIA, mentre per le materie specifiche di indirizzo vengono coinvolti di volta in volta dei docenti MIUR sulla base delle esigenze specifiche. Durante l’anno non è prevista alcuna gita/uscita didattica.
Per quanto riguarda le attività scolastiche, si segnala inoltre il corso di educazione alla cittadinanza “Voci da dentro, voci da fuori” in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato e l’Associazione “Nat’s per…”: dal 2002 il progetto è attivo e coinvolge istituti superiori della provincia. Attraverso un percorso di peer education i ragazzi “fuori” producono degli elaborati su temi specifici e poi si confrontano con i ragazzi “dentro” durante incontri a cadenza mensile che si svolgono all’interno dell’IPM.
Durante l’anno scolastico su base volontaria vengono realizzati anche dei doposcuola con cadenza settimanale. 

Formazione professionale

L’IPM propone alcune attività di formazione professionale. Al momento della visita era attivo un corso di pasticceria-panetteria, gestito dalla Cooperativa. Lepido Rocco, il quale funge anche da opzione per l’alternanza scuola-lavoro. Negli anni precedenti sono stati attivati corsi di vario genere, come ad esempio quello per saldatori. La Direzione riporta di consultare i ragazzi nel momento in cui viene stabilito che tipo di attività proporre.
Generalmente i corsi di formazione professionale sono intensivi e focalizzati (circa 300h). Essi non consentono il rilascio di un certificato vero e proprio, ma vengono riconosciuti dei crediti formativi (CFU).

Lavoro

All’IPM di Treviso non è previsto che i detenuti svolgano attività lavorative retribuite né all’interno né all’esterno dell’istituto. Di fatto accade che alcuni siano impegnati a turnazione in attività quali la pulizia delle scale, delle zone comuni, delle zone esterne etc. A seguito del loro “impegno” in questo genere di attività viene dato loro un rimborso forfettario; non è stato chiarito durante la visita a quanto ammonta il “premio lavoranti”.
È prevista l’erogazione di due borse lavoro “computer grafica”, dall’importo di 200 euro. Attraverso dei turni si cerca di coinvolgere tutti i ragazzi in questa opportunità. In una prima fase tutti vengono coinvolti nel laboratorio attraverso la produzione di brochure, locandine e altro materiale grafico per agenzie esterne; in una fase successiva due ragazzi proseguono con borsa. Si segnala che alla data della visita (maggio 2019) non è chiaro se il progetto Bottega Grafica continuerà ad essere finanziato.

Attività ludico-ricreative

Non c’è nell’Istituto una biblioteca vera e propria, bensì una mediateca. Inoltre, nel corridoio sottostante la sezione detentiva sono messi a disposizione vari libri.  Vi è un laboratorio informatico che dispone di alcuni pc e una stampante 3D; l’accesso è consentito solo durante le attività programmate. I detenuti possono tenere con sé quotidianamente dei lettori mp3, questi ultimi privati della funzione di registrazione.
Relativamente alla gestione delle attività educative e formative, esse si svolgono in sale che si trovano all’interno della sezione e affiancano le celle, questo comporta un’influenza del clima della sezione nello svolgimento delle attività.
Nel corso dell’anno è stata avviata una collaborazione con la Federazione Italiana Calcio e l’Associazione Italiana Arbitri attraverso la direzione di competizioni sportive realizzate con la comunità esterna. Nell’ambito del volontariato, l’associazione “La prima pietra” propone diverse attività laboratoriali e di animazione interne all’Istituto: animazione della S. Messa; attività ludico/sportive (es. danze popolari), conviviali (giochi, pizze, grigliate…); attività strutturate (laboratorio artistico, giornalino). Inoltre, la presenza nel territorio si esplica con la sensibilizzazione della comunità attraverso l’ascolto delle testimonianze (studenti, gruppi parrocchiali, gruppi scout) e l’organizzazione di eventi pubblici (manifestazioni, fiere).
Nel periodo estivo, coincidente con la chiusura delle scuole, grazie a finanziamenti sia pubblici che privati sono state nel tempo attivate delle attività laboratoriali (es. modellismo, restauro, riparazione biciclette). Inoltre, in collaborazione con i mediatori culturali dell’IPM, vengono proposti dei laboratori multietnici, tra cui il progetto “Pizza, falafel e sarma”, un laboratorio di cucina, finanziato da fondi ministeriali Tutte queste attività per essere realizzate e andare a buon fine richiedono la disponibilità degli spazi e l’effettivo funzionamento degli strumenti a disposizione nella cucina.
Infine, durante tutto il corso dell’anno, il progetto “Charlie Brown”, finanziato dal DGMC, favorisce la realizzazione di attività di animazione socio-culturale quali cineforum e organizzazione di giochi di società.

Rapporti con i familiari

I colloqui con familiari e persone significative sono garantiti a tutti i detenuti, durano un’ora ma in caso di richiesta particolare si arriva anche a due ore. Ad oggi tutti i colloqui interni alla struttura sono sorvegliati dagli agenti, non è ancora possibile quindi ricevere visite private che facilitino momenti di intimità e affetto. L’amministrazione su richiesta autorizza l’accesso a persone significative per il ragazzo anche se non si tratta di un parente. In particolare dall’estate del 2018 è attivo il progetto “Ti voglio bene”, in collaborazione con il cappellano della struttura, che permette ad alcuni di ricevere dei permessi premio per fare dei colloqui all’esterno della struttura, ad esempio in giardini pubblici; a questi incontri “speciali” i ragazzi si recano in autonomia. Si sta cercando di rafforzare la possibilità di avere colloqui con figure “attivatrici” di relazioni virtuose per i ragazzi, come psicologi o volontari che sopperiscano con la loro presenza a situazioni di assenza di una rete socio-familiare di riferimento per il giovane.
Nell’IPM non vi è a disposizione un’area verde esterna per i colloqui. Attualmente i colloqui si prenotano, in questo modo vengono evitate lunghe attese all’esterno della struttura. Nella sala colloqui vi sono dei giochi disponibili per i bambini. Tuttavia la sala colloqui non risulta essere abbastanza grande da garantire la privacy durante gli stessi.
Per avere accesso alle telefonate i detenuti presentano una “domandina” all’Amministrazione. Generalmente il ragazzo ha a disposizione 3 telefonate a settimana della durata di 20 minuti ciascuna. L’apparecchio telefonico disponibile è solo uno e si trova al secondo piano nella cabina degli agenti; è possibile telefonare solo in orari predefiniti.
Viene segnalata l’intenzione di avviare un servizio per i colloqui via Skype, anche se attualmente ciò non è possibile a causa di difficoltà tecniche.

Sanità

La sanità penitenziaria si articola di un’unità operativa complessa costituita da due presidi sanitari distinti (operanti uno all’interno della Casa Circondariale e l’altro nell’IPM e annesso CPA). I presidi possiedono due coordinatori distinti, ma condividono il personale medico e infermieristico e assicurano un servizio di guardia medica attivo 24 h su 24 7/7.
L’ambulatorio medico dell’IPM invece è attivo 3 ore al giorno per 6 giorni su 7, ed è dotato di defibrillatore, farmaci per le emergenze e attrezzatura standard per un ambulatorio di medicina di base. Oltre a medici e infermieri collaborano in convenzione ULSS con l’IPM anche due psicologi, e, su chiamata, un medico del Ser.D. e un odontoiatra.
Il personale medico e infermieristico è coinvolto nelle riunioni dell’equipe multidisciplinari dell’IPM che si svolgono circa ogni 15 giorni e che coinvolgono il personale educativo e sociosanitario.
All’interno della Casa Circondariale vi è la strumentazione per eseguire radiografie ed ecografie, che all’occorrenza viene utilizzata anche dai ragazzi ristretti presso l’IPM. Qualsiasi altro tipo di visita specialistica invece viene svolto all’esterno in regime di esenzione da ticket. Il Coordinatore sanitario sottolinea come, grazie al rapporto positivo instaurato con l’ULSS di riferimento, vi sia una corsia preferenziale per la prenotazione delle visite specialistiche che assicura tempi di attesa normalmente non superiori ai 10 giorni.
Viene utilizzata la cartella clinica digitale.
Il Coordinatore dell’area sanitaria evidenzia alcuni aspetti positivi avvenuti in seguito alla riforma della sanità penitenziaria, tra cui anche il coinvolgimento in tavoli di lavoro con l’ULSS.

Valutazione dello stato di salute al momento dell’ingresso

Al momento dell’ingresso i nuovi giunti vengono sottoposti ad un’anamnesi e visita medica generale di routine (che include esami del sangue e screening luetico, tubercolare, per epatiti virali e HIV). Il drug test viene eseguito solo nel caso in cui il ragazzo dichiari di fare uso di droghe o sia stato arrestato per reati connessi all’uso e/o allo spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, i nuovi giunti entro le prime 24 ore di permanenza in istituto vengono sottoposti ad un colloquio clinico di primo ingresso con uno psicologo per indagare l’eventuale ideazione suicidaria o condizione di fragilità psicologica. In questa prima fase viene redatto un diario clinico, che costituisce il documento ufficiale in cui vengono riportate tutte le notizie di carattere sociosanitario e le indicazioni per eventuali accertamenti necessari. Il diario clinico accompagna l’utente anche in caso di trasferimento.
In generale le problematiche più frequentemente rilevate al momento dell’ingresso sono una cattiva igiene orale, problematiche psicologiche (principalmente disturbi dell’attenzione e iperattività) e dipendenza da sostanze. 

Dipendenze: fumo, alcool, droghe

La frequenza media dell’uso di sostanze stupefacenti tra i ragazzi che entrano in istituto è molto elevata se si include anche l’uso ricreativo, tuttavia i casi di vera e propria dipendenza da sostanze sono molti meno. Alla data della visita in istituto non era presente alcun detenuto con diagnosi di alcool-tossicodipendenza, ma in passato ve ne sono stati e l’IPM ha stabilito delle collaborazioni con il Ser.D e ha provveduto al trattamento con terapia sostitutiva di metadone o subuxone.

Informazione e prevenzione

Gli operatori della sanità penitenziaria si impegnano, tramite colloqui personali, affissioni di consigli in bacheca e lezioni frontali, a fornire informazioni sulla prevenzione, affrontando ogni mese una tematica differente. Ad esempio, danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e fumo, dall’uso di mezzi di fortuna per la produzione di tatuaggi, da una corretta igiene del cavo orale e della persona, dalla necessità di una corretta attività fisica e alimentare. Tra gli argomenti trattati fino ad ora non ci sono mai stati la sessualità e la contraccezione.

Traumi

 I traumi, accidentali o da rissa, sono meno frequenti degli atti di autolesionismo. In caso di atti di autolesionismo il protocollo dell’IPM prevede un immediato invio al Pronto Soccorso e controlli in Istituto.

Gestione delle problematiche psicologiche

Le problematiche psicologiche sono piuttosto frequenti. Le più comuni sono disturbi dell’attenzione, iperattività, dipendenza da sostanze e depressione correlata allo stato detentivo. Tali problematiche vengono gestite principalmente attraverso colloqui di sostegno psicologico o psichiatrico. Solo in caso di necessità vengono prescritti psicofarmaci e tranquillanti, nonostante ci sia stato riferito che questi siano molto richiesti dai ragazzi ristretti “per anestetizzare la loro condizione di ansia e depressione collegata all’esperienza detentiva”.

Eventi critici

L’IPM ha recentemente sottoscritto il piano nazionale per la prevenzione del rischio suicidario. Sulla scia delle linee guida proposte all’interno del piano nazionale, agli operatori viene chiesto di compilare delle schede finalizzate all’individuazione dei fattori di rischio. Nei casi in cui siano identificati dei fattori di rischio suicidario vengono proposti degli interventi a carattere preventivo.  La direttrice parla di atti di autolesionismo in calo in seguito alla sistematica messa in atto di questo protocollo per la prevenzione del rischio suicidario.
In caso di situazioni particolarmente emergenziali l’istituto incontra delle difficoltà nella gestione della crisi. La presenza –spesso- in sezione di un solo agente comporta l’impossibilità di dedicarsi interamente alla fonte della crisi, che sia il contenimento del singolo in stato di disagio o un problema ambientale (es. incendio). Anche in caso di necessità di trasferimento urgente, ad esempio presso l’ospedale, la situazione risulta critica poiché non vi è un nucleo traduzioni e piantonamento. Quanto delineato finora è vissuto con disagio dagli agenti di Polizia che si dichiarano in un “costante stato d’allerta”.
I dati precisi sugli eventi critici, come suicidi e atti di autolesionismo, non sono stati forniti dall’Amministrazione Penitenziaria. L’analisi della stampa riporta la notizia di un incendio doloso appiccato in sezione ad opera di alcuni ragazzi ristretti nel mese di marzo 2018.
Nell’IPM non c’è una cella d’isolamento, bensì accade che come provvedimento disciplinare per fatti di maggior gravità si attui la sospensione dalle attività extrascolastiche. Non vengono agiti trasferimenti punitivi. I detenuti vengono trasferiti ad un altro istituto solo qualora si ritenga che la presenza a Treviso possa essere problematica per il soggetto, o avere conseguenze negative sugli altri detenuti. Per quanto riguarda i trasferimenti si tiene conto delle relazioni significative che il soggetto ha nel territorio.

 

 

Torna alla sezione Istituti Penali per minorenni

Guarire i ciliegi. Il quinto rapporto di Antigone sugli istituti penali per i minorenni

Ragazzidentro.it
© 2019 - Associazione Antigone
Via Monti di Pietralata 16 – 00157 – Roma
tel. +39 06.4511304 – fax +39 06.62275849 - segreteria@antigone.it
Sito web a cura di Emiliano Nieri