RAGAZZI DENTRO
Osservatorio sugli Istituti Penali per Minorenni
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BOLOGNA

ISTITUTO PENALE PER MINORENNI DI BOLOGNA

Video - Guardiamo Oltre - Istituto penale per minorenni di Bologna
Guardiamo Oltre - Istituto penale per minorenni di Bologna

Nodi identificativi e problematici

In generale le condizioni di vivibilità dell’Istituto sembrano piuttosto buone. Al di là di un non troppo significativo stato di sovraffollamento, i ragazzi vivono in spazi che sembrano adeguati sia per dimensione, che per pulizia, luminosità e funzionalità. Gli spazi comuni, ed in particolare lo spazio esterno ed ogni aula/stanza dedicata alle attività formative, ricreative e allo sport, sono curati, spaziosi e ben adibiti per ciascuna funzione. Molti degli spazi sono decorati con lavori creativi e colorati svolti dai ragazzi nei laboratori. In particolare la cucina professionale per i corsi di formazione, la palestra interna, il campo da gioco esterno e l’area verde con orto-giardino sono recenti e molto ben tenuti. I dati identificativi positivi sono rappresentati da un uso partecipato e piuttosto libero degli spazi comuni, anche dettato dall’ampia offerta di attività a cui i detenuti accedono continuamente, ed a turnazione. Al momento della visita (che veniva svolta un mercoledì mattina), di 23 detenuti presenti solo 2, per loro scelta, si sottraevano all’uso degli spazi comuni o allo svolgimento delle attività in atto (orto e video) e restavano in cella a guardare la televisione. Nel complesso i ragazzi, pur con le loro preoccupazioni, sembrano apprezzare la gestione dell’istituto.

Tra i nodi problematici rientra invece la stasi dei lavori di ristrutturazione che dovrebbero riguardare l’area del sotto-tetto e del secondo piano, ancora inagibili ed utilizzate come deposito (vi si trovano accatastate cose di ogni tipo, dal mobilio di ricambio o danneggiato a materassi bruciati e televisioni rotte). La situazione, presente dal 2012, dovrebbe, a detta del dirigente, essere oggetto di prossimi lavori, che tuttavia ci erano stato annunciati come tali già dal 2015. In generale, per quanto gli spazi (agibili) della struttura siano stati ottimizzati ed adeguati ai servizi, la struttura (architettata come convento), nel complesso, non sembra comunque idonea ad ospitare un istituto minorile (l’area comune per la socializzazione è situata in un corridoio).
Un altro dato che incide negativamente sulla vita in Istituto è la carenza di personale di polizia che, oltre ad aggravare il lavoro degli agenti in servizio, complica anche alcuni aspetti della detenzione. Viene segnalato dall’infermeria che, per esempio, risulta spesso difficile, per la mancanza di sufficiente personale di polizia in servizio, realizzare le visite specialistiche per cui si richiede l’accompagnamento dei ragazzi in strutture mediche esterne.  
 
Struttura

L’istituto è collocato in centro storico, in prossimità di una delle più importanti piazze di Bologna, piazza San Francesco, ed è perciò facilmente raggiungibile e perfettamente collegato alla rete dei trasporti pubblici. L’IPM, che trova sede presso un ex convento del Quattrocento, per quanto struttura indipendente, si trova in un complesso di edifici che, in un quadrilatero tra via De Marchi e via del Pratello, ospita: CPA con annessa Comunità, Uffici dell’USSM e del CGM, Tribunale penale e civile dei Minorenni e relativa Procura della Repubblica. 
L’edificio dell’IPM è sottoposto alla tutela della soprintendenza per i beni culturali, e soggetto alle relative restrizioni che ne rendono assai complesse procedure di modifica strutturale che potrebbero aiutare a ottimizzare l’uso degli spazi e renderli più funzionali alle attività. A partire da un sisma del 2012 il tetto risulta danneggiato ed a causa delle infiltrazioni d’acqua che ne sono derivate negli anni successivi il secondo piano ed il sottotetto risultano ad oggi inagibili. Ciò ha comportato negli ultimi anni una diminuzione della capienza regolamentare, che attualmente si attesta a 22 detenuti.
La sezione è unica ed esclusivamente maschile, e si articola in due reparti speculari in un unico piano, l’uno devoluto all’accoglienza (tre celle), l’altro all’orientamento (tre celle). 
Le celle sono complessivamente 6, tutte di dimensioni intorno ai 4 m * 4 m,  4 delle quali ospitano 4 detenuti ciascuna, e 2 delle quali hanno invece capienza di 3 posti letto. 
I posti letto regolamentari sono quindi 22, e, al momento della visita non si sono notate situazioni irregolari, nonostante i detenuti effettivamente presenti fossero 23 + 1 detenuto in trasferta per ragioni di Giustizia.
Il blindo delle celle viene, per il tempo della stagione estiva, lasciato aperto 24 h per decisione della Dirigenza. 
Vi sono inoltre 2 celle singole, che vengono utilizzate per l’isolamento di tipo esclusivamente sanitario. Le celle singole sono infatti usate per i controlli sanitari dei nuovi giunti, che, salve complicazioni, vi si fermano solo in attesa della visita; oppure per eseguire terapie nel momento in cui risultano malattie contagioso-infettive. Nel caso in cui il detenuto debba, per ragioni sanitarie, trattenersi più a lungo di tre/quattro giorni, la cella di isolamento viene dotata di televisore.
Ogni cella è dotata di servizi igienici, doccia, televisione e mobilio. Il mobilio è usurato dagli anni e per ampia parte rovinato da atti di danneggiamento compiuti dai ragazzi, ma è in fase di rinnovo.
Per il culto cristiano c’è una Chiesa, mentre i ragazzi musulmani (in media nell’istituto molto poco praticanti) pregano nelle celle.
Nello spazio comune esterno ci sono: un grande ed appena rinnovato campo sportivo da basket (finanziato Miur-UISP), ed un’area verde entro cui i ragazzi e gli educatori stanno al momento lavorando per la crescita di un orto.
Lo spazio comune interno in senso stretto è invece costituito da un corridoio per la socializzazione piuttosto spoglio, con un paio di tavoli da calcio-balilla e dalla mensa dove i ragazzi consumano i pasti, pulita ed ordinata; mentre vi sono molte stanze per lo svolgimento di diverse attività: l’aula dedicata al laboratorio di pittura e disegno, un’aula scolastica, un’aula per l’arte-terapia, una stanza per la falegnameria, una biblioteca molto fornita ma ad oggi in fase di ristrutturazione (al momento la biblioteca è collocata nell’aula del cappellano), una cucina professionale per i corsi di formazione, la palestra interna grande e nuova (dove UISP porta di volta in volta le attrezzature), un altro paio di aule dove di volta in volta si svolgono attività diverse (al momento della visita laboratorio video per la produzione di un film).
Servizi igienici, dotati anche di docce sono presenti in ogni cella ed anche nello spazio comune interno, mentre all’esterno sono comunque presenti i soli servizi.

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Detenuti

Al momento della visita i detenuti in carico all’I.p.m. erano 24, di cui 1 non presente perché in trasferta per motivi di giustizia (2 unità sopra la capienza regolamentare).
I ragazzi provengono per la maggior parte da Tunisia, Marocco, Albania, Romania, con una più spiccata rappresentazione delle zone del Maghreb piuttosto che dell’Est-Europa. Presenti anche 5 italiani, tra cui alcuni sinti. Nonostante gli stranieri (per dato di cittadinanza) rappresentino quasi l’80% della popolazione detenuta al momento della visita, ben 16 ragazzi risultano nati in Italia. 
Al momento della visita sono presenti 5 minorenni, comunque prevalentemente prossimi alla maggiore età, mentre la fascia d’età più rappresentativa è tra i 18 ed i 20 anni (nessun 21enne; 1 22enne; 1 23enne).
Non sono presenti né sieropositivi né tossicodipendenti conclamati, mentre ampia parte dell’utenza risulta, in ingresso, positiva a THC e meno – ma non marginale – alla cocaina (in 6 anni solo per 1 utente si è avuto il ricorso a percorsi individuali di cura con il SERT ma la consulenza è attiva 1 giorno ogni 7 o 15 giorni). Per quanto riguarda il disagio psicologico vi è diffusione ampia di disturbi sotto la soglia (40% c.a.), mentre in generale i disturbi strutturati sono pochi e non gravi (2-3 al momento)
Esistono, a detta del personale infermieristico, problemi con l’aumento negli ultimi anni di soggetti con diagnosi border-line e disagi psicologici della sfera comportamentale, che spesso risultano in ragione di abbandoni famigliari, problemi di alcolismo e dipendenza.
13 detenuti hanno posizione definitiva, mentre 1 è in primo giudizio, 4 sono appellanti e 5 in misura di aggravamento. Non risultano posizioni di semi-libertà o semi-detenzione.
Non vengono effettuate statistiche sulla recidiva ma Dirigente e Comandante (sostituto) affermano che la recidiva si attesta in media intorno al 40% degli ingressi stabili.
I reati più frequenti sono spaccio e rapina. Diffuse anche le violenze sessuali, i furti e i tentati omicidi, meno frequenti ma presenti gli omicidi.

Staff

Oltre a Direttore e Comandante (sostituto al momento della visita), non c’è il vicedirettore ma un sostituto Educatore, mentre mancano nel personale strutturato l’Ispettore ed i Sovrintendente che – a detta di Direttore e Comandante – potrebbero costituire un ponte tra Comando e Agenti di reparto.
Gli agenti di Polizia Penitenziaria effettivamente in servizio sono 38. Ci dicono che la struttura necessiterebbe di 5-6 agenti in più. 2 agenti sono distaccati.
Gli educatori effettivamente in servizio sono invece 5 (1 è in aspettativa) ma risultano per l’amministrazione abbastanza sufficienti.
Non vi sono assistenti sociali assegnati. Ci sono 2 psicologi assegnati dell’ASL (1 per i maggiorenni e 1 per i minorenni). Dal lunedì al sabato c’è, per 3 ore nel mattino, un medico dell’ASL, mentre 1 infermiere è garantito mattina e pomeriggio. Dopo le 20.00 e nei festivi e prefestivi è in servizio la Guardia medica. 
Le prestazioni specialistiche più richieste sono in ambito ortopedico, cardiologico, pneumologo, dermatologico ed oculistico. Odontoiatra ed infettivologo fanno ingresso con frequenza, mentre le altre visite specialistiche sono organizzate all’esterno, il che richiede un’organizzazione complicata dalla carenza di personale di polizia utile a formare la scorta necessaria (lunghe attese e appuntamenti saltati).
C’è un solo mediatore culturale, per la lingua araba.

Volontari

La presenza del volontariato nell’IPM di Bologna è importante e intensa. Tra le associazioni più rilevanti l’associazione U.V.A. P.ass.A., la Cooperativa Terra Verde (coinvolta anche nella formazione), l’Associazione di Mondi,  la CARITAS, l’Art Therapy Italiana Bologna, la Cooperativa IT2 Bologna, la Palestra Sempre Avanti/CSI Bologna, etc. Anche il DAP promuove un progetto di volontariato incentrato sulla giocoleria.
Le attività di volontariato occupano prevalentemente i fine-settimana, ma possono richiedere, e ottengono spesso, spazi anche infra-settimanali (UVA p.ass.a entra con la pizza il giovedì a cena ad esempio; tornei pomeridiani,...).

Condizioni Materiali

Rispetto ai criteri di collocazione nei reparti è generalmente favorita l’integrazione tra italiani e stranieri di diverse nazionalità. La divisione dei ragazzi nei possibili gruppi è ragionata tra area sicurezza e area educativa. Non vengono divisi maggiorenni e minorenni perché tendenzialmente i numeri non lo consentono vista l’assoluta predominanza dei primi. Se si riscontrano problemi di convivenza tra i ragazzi si tentano le vie della comunicazione e mediazione.
Le docce, oltre che nel piano, sono in ogni cella e l’utilizzo è agile. I servizi sembrano funzionali e puliti.
La ditta del vitto è la CAMST, che cucina in loco mandando ogni giorno 1 o 2 cuochi e 1 inserviente. La qualità del cibo è apprezzabile, e c’è un rispetto delle diete religiose o delle esigenze legate allo sviluppo e alla salute dei ragazzi.

Giornata Tipo

La sveglia è alle 8.00, e la giornata inizia con la pulizia della camera. Alle 8.30 c’è la colazione e subito a seguire iniziano le attività secondo i programmi educativi ed i corsi di formazione. Il pranzo è alle 13.00 quando è attiva la scuola, e alle 12.30 nei periodi in cui è sospesa. Le ore d’aria sono alle 14.00 alle 16.00 in inverno e dalle 17.00 alle 19.00 in estate. Nel pomeriggio si intervallano socializzazione ed attività varie formative e ludiche. L’ora di cena è prevista per le 19.00 e quella di rientro in cella per le 20.00.

Scuola, lavoro e attività

ISTRUZIONE                                                                                                                                  
Oltre alla scuola dell’obbligo, gestita per I ciclo e II ciclo I grado da CPIA, nella quale quest’anno 4 ragazzi hanno ottenuto la licenza media, è attivo nell’istituto un corso di alfabetizzazione che coinvolge di volta in volta 4 ragazzi, con turn-over. 
Per la scuola superiore è attivo il corso per la qualifica di II grado del II ciclo di istruzione ad indirizzo professionale Alberghiero, realizzato con la collaborazione fra l'Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro (Bo) e il CPIA di Bologna, frequentato quest’anno da 3 ragazzi, tutti promossi. Nel corso della pausa estiva, è previsto un corso scolastico di 30 h, per i ragazzi che non sono inseriti nella altre attività.

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LAVORO
Sono attivi corsi di formazione professionale, ma non opportunità attuali di lavoro, né interno né esterno. Un problema per attivare il lavoro, soprattutto esterno, e che riguarda anche i tirocini formativi da svolgere all’esterno è, a detta del direttore, la mancanza di documenti.

FORMAZIONE PROFESSIONALE

- E’ attivo un corso formativo per il settore edile, gestito dall’ente IIPLE e finanziato con sussidio dalla Regione Emilia Romagna, che attualmente impiega 6 ragazzi e per cui sono previsti moduli a turnover – falegnameria, allestimento, carpenteria, decorazione. 
- L’altro settore per cui è attivo un corso di formazione professionale è quello della ristorazione, per sviluppare il quale l’istituto è stato dotato di una cucina professionale grande e perfettamente attrezzata. Il corso, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, è gestito dall'ente di formazione Fomal di Bologna ed è rivolto a 6 giovani detenuti, anch’essi in turnazione. Da settembre-ottobre dovrebbe partire il progetto Taverna, per cui, sotto il coordinamento dello Chef del Bologna FC, la cucina professionale dell’IPM verrà occasionalmente aperta al pubblico impiegando nel lavoro in sala e  in cucina i ragazzi dell’istituto.
Tirocini professionali retribuiti all’esterno dell’Istituto vengono attualmente svolti con l’ente di formazione Fomal di Bologna solo da italiani. 

ATTIVITA’

Attività ulteriori sono rappresentate da:
- Laboratorio di teatro – gestito dalla Cooperativa Teatro del Pratello, in cui vengono impiegati 8-9 ragazzi fissi;
- Progetto orti-giardini per la gestione dell’area verde – finanziato dall’amministrazione centrale. Si sta avviando in questi giorni e coinvolgerà con turn-over 4 ragazzi alla volta.
- Laboratorio di falegnameria e scenotecnica – molto partecipato, con turnazione costante (IIPLE)
- Laboratorio di pittura, cui hanno partecipato almeno 10 ragazzi in 2 anni, producendo opere che sono affisse alle pareti di tutto il piano terra della struttura e nelle aule
- Arte-terapia, prevista in sessioni individuali per i casi difficili
- Giocoleria – gestita direttamente dal DAP
- Corso pratico e teorico alimentarista 
- Laboratorio per le video-riprese
- Laboratorio di decorazione
- Attività sportiva gestita dall’associazione UISP di Bologna, nell'ambito del progetto Sport e legalità, che organizza le attività, favorisce le interazioni dei detenuti rispetto all’esterno introducendo di volta in volta in IPM squadre locali con cui organizzare i tornei per i diversi sport praticati, e fornisce l’attrezzatura per la palestra interna e per le attività esterne.

 Sanità

- La guardiola interna è ben fornita e funzionale. Le attrezzature risultano, per il personale infermieristico, adeguate, con facilità a reperire e ottenere eventuali farmaci e strumenti non inclusi nel materiale standard. L’infermiera con cui abbiamo potuto parlare al momento della visita sembrava avere buona conoscenza dei ragazzi e delle loro condizioni di salute.
- L’accesso alle diete è garantito e agile per ciascuna esigenza
- La tendenza all’abuso di farmaci e psicofarmaci è frequente e diffusa. La richiesta più insistente riguarda psicofarmaci, questione che il personale sanitario interno cerca di gestire e trattenere con la somministrazione di ansiolitici. Valium e Tavor sono i farmaci più richiesti e somministrati, mentre il Talofen è comunque diffuso, con più premure. Il dosaggio è sempre stabilito e modificato dal medico o dallo psichiatra.
- L’odontoiatra e l’infettivologo sono facili da reperire e fanno ingresso in IPM – la ASL ha predisposto un gabinetto dentistico attivo ogni 15 giorni – mentre le altre visite specialistiche sono complicate da realizzare (viene motivato con la carenza di personale per effettuare gli spostamenti con scorta).
- Il personale sanitario tende a informare con precisione i ragazzi; è stato contattato a volte il mediatore per assicurare la comprensione degli stranieri di lingua araba.

Assistenza Religiosa

Non è avanzata da parte dei ragazzi nessuna richiesta particolare con riferimento all’esercizio del culto religioso. L’anno scorso alcuni ragazzi musulmani hanno chiesto in occasione dell’inizio del periodo di Ramadan la convocazione di un Imam, che è stato contattato e ha fatto ingresso. I ragazzi hanno poi comunque interrotto spontaneamente il Ramadan e non hanno rinnovato la richiesta per quest’anno. Non ci sono luoghi specifici per l’esercizio di culto diverso dal cattolico, per cui c’è una Chiesa, ma i pochi ragazzi che in effetti praticano (comunque in modo discontinuo) il culto musulmano usano senza proteste la cella. Non sono rappresentate, o quantomeno sentite, altre professioni.

Vita Interna e Contatti con l'Esterno

CONTATTI CON L’ESTERNO
I colloqui si tengono 2 giorni a settimana: il mercoledì alle 9.00 alle 12.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00. Durano di solite 1 o 2 ore. 3 ore è il limite massimo per un colloquio individuale, previsto solo se la sala è disponibile. Ciascun ragazzo ha un massimo di 4 ore mensili per i colloqui, ma in verità solo 12-13 ragazzi ricevono visite dalla famiglia.

RECLAMI E DOMANDINE
Le richieste dei ragazzi vengono, come di norma, evase attraverso le domandine. Per i colloqui la domanda è secondo il modello 393. Anche i reclami vengono avanzati attraverso modelli, ma più spesso vengono gestiti attraverso comunicazioni dirette e mediazioni tra le diverse professionalità e il ragazzo.

CLIMA INTERNO
I ragazzi sembrano, tutto considerato, a loro agio con l’ambiente e, apparentemente, con il personale. Al momento della nostra visita il morale generale era allegro, sia intorno all’attività dell’orto, dove agenti di polizia, educatori, la maggior parte dei ragazzi e il direttore lavoravano e chiacchieravano insieme riguardo all’avvio e alla sistemazione delle colture, sia nel laboratorio per la produzione di video, dove c’erano alcuni ragazzi e 2-3 educatori che giravano riprese e scherzavano. Abbiamo potuto notare un generale buon livello di comunicazione tra il personale e i ragazzi. Alcuni ragazzi che venivano da esperienze di detenzione in altri istituti hanno tenuto a dirci che erano contenti lì, che vivevano bene e che erano contenti delle guardie e del direttore, che li ascoltano e li trattano bene. Ciò sembra un po’ contrastare con l’opinione dell’area sanitaria riguardo un aumento di casi problematici tendenti a disagi psicologici border-line della sfera del comportamento. Sembrano invece piuttosto non contenti della Magistratura di Sorveglianza.

 
Eventi critici

SISTEMA DISCIPLINARE
Il sistema disciplinare prevede di norma la mediazione di un Consiglio di Disciplina composto da Direttore, almeno un educatore e almeno un professionista dell’area sanitaria. Le sanzioni comminate sono solitamente, salvi casi gravi, dei periodi brevi di esclusione dalle attività, durante i quali i ragazzi rimangono in cella e lì consumano anche i pasti. L’ora d’aria è comunque concessa, ma in orari diversi da quelli ordinari per escludere la socialità. L’isolamento per ragioni disciplinari non è previsto né praticato. In casi gravi viene invece utilizzato il trasferimento punitivo. Le infrazioni più frequenti riguardano risse e atteggiamenti oppositivi e aggressivi nei confronti degli altri utenti.

EVENTI CRITICI 
L’evento critico più grave degli ultimi tempi è l’evasione di un ragazzo, accaduta l’11 maggio 2018.
Dall’inizio dell’anno i ragazzi hanno invece causato alcuni incendi (2-3), di materassi e suppellettili della cella. Gli eventi critici più frequenti sono le risse e i danneggiamenti dei beni della struttura. Sono frequenti atti di autolesionismo lievi (tagli), mentre si registrano alcuni fatti più gravi, legati a tentativi di impiccagione. Per quanto riguarda i tentati suicidi, ci viene detto che i protocolli di osservazione in équipe danno solo il risultato di placare il ragazzo per un po’, soprattutto se l'intento era quello di attirare l'attenzione, mentre non sono affatto utili per alcuni che semplicemente soffrono stati di ansia continui ed insopportabili.
Rispetto agli eventi critici la procedura di gestione prevede, oltre la tempestiva segnalazione a Ministero, l’attivazione di un periodo minimo di 7-10 gg. di regime di attenzionamento con osservazione del ragazzo, per il quale viene istituita un équipe di sostegno coordinata da uno psichiatra/neuropsichiatra infantile.

 
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