RAGAZZI DENTRO
Osservatorio sugli Istituti Penali per Minorenni
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TREVISO

ISTITUTO PENALE PER MINORENNI DI TREVISO

Nodi identificativi e problematici
Durante la visita sono emerse alcune criticità che influiscono sul clima generale dell’Istituto, legate sia ad aspetti strutturali che alla gestione delle attività. Relativamente agli aspetti strutturali, è da sottolineare la situazione dei bagni presenti nelle celle nei quali vi è una coincidenza tra la doccia e la turca: all’occorrenza infatti la turca viene ricoperta da una griglia metallica e usata come doccia. In merito agli spazi comuni la maggiore criticità riguarda invece il fatto che la sala colloqui non è abbastanza grande per garantire la privacy durante i colloqui.
Relativamente alla gestione delle attività educative e formative, esse si svolgono in sale che si trovano all’interno della sezione e affiancano le celle; questo comporta un’influenza del clima della sezione nello svolgimento delle attività.
La differente età dei detenuti presenti, da 14 a 25 anni, è vista dagli operatori come criticità. Infatti, se da un lato questa situazione in alcuni casi porta a processi di mentoring da parte dei più grandi nei confronti dei più giovani, dall’altro ci viene detto che tali processi non sempre si rilevano virtuosi. In particolare, l’inserimento di giovani adulti all’interno dell’IPM viene considerato problematico da parte degli agenti di Polizia Penitenziaria, i quali lamentano un incremento di proteste e atti autolesionistici da loro definiti “strumentali”.

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Struttura

L’Istituto penale per minorenni si trova nella stessa struttura che ospita la Casa Circondariale di Santa Bona, in un quartiere alla periferia di Treviso (la struttura fu realizzata intorno agli anni Quaranta). Un tempo era la sezione dei detenuti politici per reati di terrorismo, poi la sezione femminile. Dal 1981 è istituto per i minori, l’unico in Italia ad essere ancora inserito in una struttura penitenziaria per adulti. La collocazione e la struttura dell’edificio, piuttosto vetusto, mal si adattano a un istituto per i minori, ad esempio per quanto riguarda le recinzioni esterne, che qui sono le stesse del carcere, quindi doppie, con alte reti metalliche e garitte. Anche il cancello d’entrata e il piazzale esterno sono condivisi con la Casa Circondariale. Inoltre alcune pareti sono comuni e alcune zone comunicanti. Nonostante l’IPM sia di fatto un’ala della Casa Circondariale, gli spazi frequentati dai ragazzi detenuti sono divisi da quelli del carcere per adulti e l’unico caso in cui i ragazzi del minorile entrano di fatto negli spazi della Casa Circondariale è per usufruire del campo sportivo.
L’istituto si trova all’interno del centro urbano ed è facilmente raggiungibile con i mezzi, più linee dell’autobus raggiungono la zona dell’IPM (linee 6, 9, 11, 21, 55). La fermata dell’autobus si trova a 5-10 minuti a piedi dalla struttura.

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CPA (Centro di prima accoglienza)
L’IPM inoltre condivide la portineria con il CPA che si trova al piano di sopra di quest’ultima, di fronte alla sezione detentiva minorile. Il CPA, inaugurato a dicembre 2012, è un edificio ristrutturato di recente e separato dall’istituto: pur restando ubicato all’ingresso della struttura, ad esso sia ccede attraverso un percorso differenziato.Il CPA ha una capienza di otto posti letto, ospita sia maschi che femmine. Le permanenze durano un massimo di quattro giorni durante i quali è chiamato in servizio il personale dell’IPM, sia gli educatori che gli addetti alla sicurezza. Per il CPA passano una media di 35 soggetti l’anno.

Condizioni generali delle celle
Le celle sono 7, di cui 3 piccole e 4 grandi. In generale sono tutte abbastanza luminose e dotate di tv e acqua calda. Le celle piccole dispongono di un letto a castello di ferro, due armadietti e un lavandino esterno al bagno. In uno stanzino separato, di circa 1mq, vi è il tubo per doccia e una turca, che all’occorrenza può essere coperta  con una grata metallica per farsi la doccia sopra. Le celle grandi hanno due letti a castello, un bagno leggermente più spazioso, con lavandino interno e impianto di areazione; anche in queste celle la doccia è sopra alla turca.  Ai detenuti è consentito personalizzare la cella con poster e oggetti.

Luoghi per l’esercizio del culto
Di fatto non vi è una cappella e nemmeno altri luoghi per il culto. Un altare mobile viene trasportato nella sala colloqui per le celebrazioni cattoliche.

Sezioni
Il piano superiore della struttura coincide con la sezione detentiva. Oltre alle celle vi sono: il box degli agenti, una lavanderia dotata di lavatrici e asciugatrici e le due sale comuni per le attività. Una sala funge da aula per i corsi scolastici, ha una capienza di circa dieci persone, qualche banco e un tavolo; la stanza è inoltre dotata di LIM (lavagna digitale). L’altra stanza è un’aula informatica, più piccola, dotata di pc e di una stampante 3D; in questo luogo principalmente si svolgono le attività della “Bottega grafica”.
Al piano terra vi è un lungo corridoio, ai lati varie stanze. Troviamo lo studio medico e all’interno di esso un piccolo studiolo che ospita, quando è presente in struttura, lo psicologo. Di fronte c’è la stanza degli educatori, una piccola sala dotata di pc. Vi sono inoltre la sala da pranzo e la comunicante cucina. I detenuti consumano i pasti provenienti dall’esterno, mentre gli altri operatori e gli agenti hanno a disposizione la cucina; quest’ultima viene usata anche per alcune attività educative. Di fronte alla sala da pranzo c’è la stanza degli agenti di Polizia Penitenziaria, con sedie e tavoli; in situazioni di carenza di spazi quest’ultima ospita anche i colloqui con i familiari. Sempre a lato del corridoio centrale si trova la sala colloqui vera e propria, con qualche tavolo e sedie, armadi ai lati e cestoni con giochi per bambini. La stanza colloqui è piccola e molto luminosa, non garantisce la privacy. Infine, il box degli agenti, con i monitor per il controllo in videosorveglianza. In tutta la struttura non vi sono celle d’isolamento.

Spazi comuni esterni
Vi è una piccola zona verde che fa da attraversamento tra l’IPM e una sala comune ricavata all’interno di un prefabbricato posto in giardino e usato come sala ricreativa e palestrina. L’attrezzatura da palestra è limitata e non sempre accessibile al di fuori delle ore di educazione fisica in ambito scolastico. Nella sala c’è anche un ping-pong e le pareti sono decorate con murales fatti dai ragazzi detenuti.
Gli uffici dell’area amministrativa si trovano in un’altra struttura che affaccia su un cortiletto condiviso con la struttura del CPA e della sezione detentiva.

Detenuti

Nonostante la capienza massima dell’IPM sia di 12 posti, i detenuti presenti al 16 luglio 2018 sono 13, tutti maschi. Un solo ragazzo accede ai permessi premio.
Durante l’anno le presenze giornaliere in istituto sono in media di 12-14 detenuti, con picchi fino a 20. In generale si registra un calo delle presenze di minori stranieri non accompagnati (MSNA). Nel tempo la struttura ha ospitato un solo richiedente asilo. La provenienza dei detenuti italiani è perlopiù dal Triveneto. Per quanto riguarda gli stranieri questi provengono maggiormente da Maghreb ed Est Europa. Alla data della visita sono 7 i detenuti di origine straniera presenti. Convivono nell’istituto ragazzi con pene molto brevi e altri che sostano nell’istituto per molti anni. In generale si registra un aumento della lunghezza delle pene. Per quanto riguarda l’età, la maggioranza dei ragazzi ha tra i 16 e i 22 anni. Alla data della visita i “giovani adulti” (18-25 anni) sono 4 e non sono presenti detenuti tossicodipendenti, sieropositivi o con certificato disagio psichico.
Qualora i detenuti lo desiderino, la struttura è organizzata in modo tale da garantire il diritto al voto.
Non sono previste attività lavorative retribuite, alcuni ragazzi - a turnazione - svolgono delle mansioni (es. pulizie) e ricevono un contributo forfettario di pochi euro. Non sono previste attività lavorative svolte all’esterno.

Staff e volontariato

La Direttrice dell’istituto è lì in servizio da alcuni anni. 
Vi sono tre educatori che coprono, attraverso dei turni, la fascia oraria 7.30-18 dal lunedì al venerdì (3 mattine e due pomeriggi di presenza). Gli educatori lavorano anche nel CPA. 
Non vi sono assistenti sociali assegnati all’istituto.
Per quanto riguarda gli agenti di Polizia Penitenziaria, alla data della visita quelli effettivamente presenti erano 29. La pianta organica prevede 35 unità. Non vi è un nucleo traduzioni e piantonamenti. Ci dicono che in caso di emergenza e quindi di necessità di spostamenti questa carenza mette in difficoltà il personale. Molti degli agenti presenti nell’IPM hanno partecipato nel 2016 a un corso di formazione specifico per lavorare negli Istituti per minori.
I mediatori culturali sono assunti dal Dipartimento Giustizia Minorile per un monte ore totale di 60 ore mensili. Il loro intervento è organizzato sulla base della presenza in istituto di giovani di lingua araba, albanese, rumena e cinese. Il supporto dei mediatori è utilizzato sia dal personale sanitario che dagli agenti di Polizia Penitenziaria.
I volontari che frequentano l’istituto sono circa 15-20. In generale è scoraggiata la presenza di volontari singoli, si preferisce che i volontari entrino tramite associazioni o programmi strutturati.
In IPM vi è la presenza di un cappellano.

Condizioni materiali

Per quanto riguarda la collocazione nelle celle si cerca di rispondere alle esigenze che manifestano i ragazzi detenuti; solitamente il criterio proposto è quello della provenienza geografica. Capita che detenuti più “anziani” vengano inseriti con detenuti più giovani, per favorire una sorta di mentoring.
Non vi è la possibilità di cucinare all’interno delle celle. Sono offerti ai detenuti quattro pasti al giorno, l’IPM si affida ad un servizio di catering. Vengono prese in considerazione le intolleranze alimentari e l’esclusione della carne di maiale per i detenuti musulmani. Durante il periodo di ramadan l’IPM si è organizzato per garantire a tutti la possibilità di cambiare gli orari dei pasti.
L’istituto dispone di una mensa polifunzionale, che viene usata sia per le attività con i detenuti (es. laboratorio cucina multietnico) che per la preparazione dei pasti da parte della Polizia Penitenziaria.
La sezione detentiva dispone di una lavanderia con  lavatrici ed asciugatrici. Questo servizio è recente poiché è stato organizzato negli spazi che prima ospitavano le docce comuni.

Attività

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Non c’è nell’istituto una biblioteca vera e propria, bensì una mediateca. Inoltre, nel corridoio sottostante la sezione detentiva sono messi a disposizione vari libri.  Vi è un laboratorio informatico che dispone di alcuni pc e una stampante 3D; l’accesso è consentito solo durante le attività programmate. I detenuti possono tenere con sé quotidianamente dei lettori mp3, questi ultimi privati della funzione di registrazione.

Istruzione e formazione

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La presenza in IPM del “Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti” e altre collaborazioni con la Regione Veneto e le Regioni e Province limitrofe permette di costruire dei percorsi didattici e scolastici relativi alla scuola dell’obbligo. Altresì è possibile avviare corsi di formazione e attività sportive strutturate. L’assolvimento dell’obbligo scolastico è favorito dalla stesura di percorsi individualizzati. Recentemente (a.s. 2017-2018) i fondi MIUR hanno reso possibile l’organizzazione di vari corsi periodici formativi: corso Primo Soccorso; Corso salute e sicurezza sul lavoro; corso HACCP. Vi è un corso permanente di lingua e cultura italiana per stranieri.

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Si segnala il corso di educazione alla cittadinanza “Voci da dentro, voci da fuori” in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato e l’Associazione “Nat’s per…”: dal 2002 il progetto è attivo e coinvolge istituti superiori della provincia. Attraverso un percorso di peer education i ragazzi “fuori” producono degli elaborati su temi specifici e poi si confrontano con i ragazzi “dentro”; in questo senso sono previsti degli incontri all’interno dell’istituto penitenziario.  
Durante l’anno scolastico si fanno dei doposcuola con cadenza settimanale, questi vedono coinvolti i ragazzi detenuti e i ragazzi delle scuole superiori che partecipano al progetto. 
Di seguito viene riportata una tabella riassuntiva delle attività didattico-formative attivate presso l’IPM di Treviso nell’anno scolastico 2017/2018:

CORSO TOT. ORE INIZIO FINE SEDE N. ISCRITTI NOTE
Alfabetizzazione Annuale 24/09/2017 09/06/2018 IPM 9 N. 2 attestati conseguiti
Educazione fisica Annuale 10/10/2017 09/06/2018 IPM 45  
Scuola secondaria I grado Annuale 26/09/2017 09/06/2018 IPM 12 N. 3 diplomi conseguiti
Scuola secondaria II grado Annuale 26/09/2017 09/06/2018 IPM 20
N. 3 alunni I.S. "Giorgio Fermi" di TV
N. 1 alunno Liceo sportivo di Padova
N. 1 alunni I.T. "Palladio"
N. 1 alunno I.T. "Mazzotti"
Educazione alla cittadinanza 60 08/10/2017 30/05/2018 IPM 45 Progetto in collaborazione con ufficio educatori e scuole superiori provincia di Treviso
Attività studio assistito 39 07/11/2017 30/05/2018 IPM 13 Progetto in collaborazione con CSV di Treviso
Corso sicurezza 8 01/01/2018 30/06/2018 IPM 20 N. 15 attestati conseguiti
Corso BLSD 8 10/09/2017 12/09/2018 IPM   Da attivare
Corso italiano L2 30 01/07/2017 01/09/2017     Da attivare
Progetto sport 60 02/04/2018 20/09/2018      
Informatica di base   01/02/2018 09/06/2018 IPM 3 N. 2 attestati conseguiti
Bottega grafica Annuale     IPM 4  
Corsi di recupero           Da attivare
Haccp 8 01/06/2018 30/06/2018 IPM  
N.10 attestasti conseguiti
 

Dati forniti dalla direzione dell'istituto. I numeri si riferiscono ai ragazzi che hanno svolto l'attività in questione anche solo per poche ore nell'arco temporale 2017-2018

Attività ludico-ricreative

Nel corso dell’anno è stata avviata una collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’Associazione Italiana Arbitri attraverso la direzione di competizioni sportive realizzate con la comunità esterna. Nell’ambito del volontariato, l’associazione “La prima pietra” propone diverse attività laboratoriali e di animazione interne all’Istituto: animazione della S. Messa; attività ludico/sportive (es. danze popolari), conviviali (giochi, pizze, grigliate…); attività strutturate (laboratorio artistico, giornalino). Inoltre, la presenza nel territorio si esplica con la sensibilizzazione della comunità attraverso l’ascolto delle testimonianze (studenti, gruppi parrocchiali, gruppi scout) e l’organizzazione di eventi pubblici (manifestazioni, fiere).

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Nel periodo estivo, coincidente con la chiusura delle scuole, grazie a finanziamenti sia pubblici che privati  sono state nel tempo attivate delle attività laboratoriali (es. modellismo, restauro, riparazione biciclette). Inoltre, in collaborazione con i mediatori culturali dell’IPM, vengono proposti dei laboratori multietnici, tra cui il progetto “Pizza, falafel e sarma”, un laboratorio di cucina, finanziato da fondi ministeriali. Tutte queste attività per essere realizzate e andare a buon fine richiedono la disponibilità degli spazi e l’effettivo funzionamento degli strumenti a disposizione nella cucina. 
Infine, durante tutto il corso dell’anno, il progetto “Charlie Brown”, finanziato dal DGMC, favorisce la realizzazione di attività di animazione socio-culturale quali cineforum e organizzazione di giochi di società.

Lavoro

Come già anticipato non sono previste attività lavorative retribuite durante la detenzione. I ragazzi svolgono a turnazione delle attività per le quali ricevono un contributo-premio forfettario.
È prevista l’erogazione di due borse lavoro “computer grafica”, dall’importo di 200 euro al mese. Attraverso dei turni si cerca di coinvolgere tutti i ragazzi. In una prima fase tutti vengono coinvolti nel laboratorio attraverso la produzione di brochure, locandine e altro materiale grafico per agenzie esterne; in una fase successiva due ragazzi proseguono con borsa. 

Sanità

L’assistenza sanitaria si articola in un’unità operativa complessa costituita da due presidi sanitari distinti (operanti uno all’interno della Casa Circondariale e l’altro nell’IPM e annesso CPA). I presidi possiedono due coordinatori distinti, ma condividono il personale medico e infermieristico e assicurano un servizio di guardia medica attivo 24 ore su 24  e 7 giorni su 7.
L’ambulatorio medico dell’IPM invece è attivo 3 ore al giorno per 6 giorni su 7 ed è dotato di defibrillatore, farmaci per le emergenze e attrezzatura standard per un ambulatorio di medicina di base. Oltre a medici e infermieri collaborano in convenzione ULSS con l’IPM anche due psicologi e, su chiamata, un medico del Ser.D. e un odontoiatra.
Il personale medico e infermieristico è coinvolto nelle riunioni dell’équipe multidisciplinari dell’IPM che si svolgono circa ogni 15 giorni e che coinvolgono il personale educativo e sociosanitario.

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All’interno della Casa Circondariale vi è la strumentazione per eseguire radiografie ed ecografie, che all’occorrenza viene utilizzata anche dai ragazzi ristetti presso l’IPM. Qualsiasi altro tipo di visita specialistica invece viene svolto all’esterno in regime di esenzione da ticket. Il Coordinatore sanitario sottolinea come, grazie al rapporto positivo instaurato con l’ULSS di riferimento, vi sia una corsia preferenziale per la prenotazione delle visite specialistiche che assicura tempi di attesa normalmente non superiori ai 10 giorni.
Viene utilizzata la cartella clinica digitale.
Il Coordinatore dell’area sanitaria evidenzia alcuni aspetti positivi avvenuti in seguito alla riforma della sanità penitenziaria, tra cui anche il coinvolgimento in tavoli di lavoro con l’ULSS.
Valutazione dello stato di salute al momento dell’ingresso
Al momento dell’ingresso i nuovi giunti vengono sottoposti ad un’anamnesi e visita medica generale di routine (che include esami del sangue e screening luetico, tubercolare, per epatiti virali e HIV). Il drug test viene eseguito solo nel caso in cui il ragazzo dichiari di fare uso di droghe o sia stato arrestato per reati connessi all’uso e/o allo spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, i nuovi giunti entro le prime 24 ore di permanenza in istituto vengono sottoposti ad un colloquio clinico di primo ingresso con uno psicologo per indagare l’eventuale rischio suicidario o condizione di fragilità psicologica. In questa prima fase viene redatto un diario clinico, che costituisce il documento ufficiale in cui vengono riportate tutte le notizie di carattere sociosanitario e le indicazioni per eventuali accertamenti necessari. Il diario clinico accompagna l’utente anche in caso di trasferimento.
In generale le problematiche più frequentemente rilevate al momento dell’ingresso sono una cattiva igiene orale, problematiche psicologiche (principalmente disturbi dell’attenzione e iperattività) e dipendenza da sostanze. 
Dipendenze: fumo, alcool, droghe
La frequenza media dell’uso di sostanze stupefacenti tra i ragazzi che entrano in istituto è molto elevata se si include anche l’uso ricreativo, tuttavia i casi di vera e propria dipendenza da sostanze sono molti meno. Alla data della visita in istituto non era presente alcun detenuto con diagnosi di alcool-tossicodipendenza, ma in passato ve ne sono stati e l’IPM ha stabilito delle collaborazioni con il Ser.D e ha provveduto al trattamento con terapia sostitutiva di metadone o subuxone.
Informazione e prevenzione
Gli operatori della sanità penitenziaria si impegnano, tramite colloqui personali, affissioni di consigli in bacheca e lezioni frontali, a fornire informazioni sulla prevenzione, affrontando ogni mese una tematica differente. Ad esempio, danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e fumo, dall’uso di mezzi di fortuna per la produzione di tatuaggi, da una non corretta igiene del cavo orale e della persona, da una non corretta attività fisica e alimentare. Tra gli argomenti trattati fino ad ora non ci sono mai stati la sessualità e la contraccezione.
Traumi
I traumi, accidentali o da rissa, sono meno frequenti degli atti di autolesionismo. In caso di atti di autolesionismo, il protocollo dell’IPM prevede un immediato invio al pronto soccorso e controlli in istituto.
Gestione delle problematiche psicologiche
Le problematiche psicologiche sono piuttosto frequenti. Le più comuni sono disturbi dell’attenzione, iperattività, dipendenza da sostanze e depressione correlata allo stato detentivo. Tali problematiche vengono gestite principalmente attraverso colloqui di sostegno psicologico o psichiatrico. Solo in caso di necessità vengono prescritti psicofarmaci e tranquillanti, nonostante ci sia stato riferito che questi siano molto richiesti dai ragazzi ristretti “per anestetizzare la loro condizione di ansia e depressione collegata all’esperienza detentiva”.

Contatti con l’esterno

In questo istituto i colloqui non avvengono solo all’interno ma si cerca di organizzare anche degli incontri all’esterno.
Non c’è a disposizione una zona verde esterna per i colloqui. Attualmente i colloqui si prenotano, e in questo modo vengono evitate lunghe attese all’esterno della struttura. Nella sala colloqui vi sono dei giochi disponibili per i bambini. 
Per avere accesso alle telefonate i detenuti presentano una “domandina”.
Viene segnalata l’intenzione di avviare un servizio per i colloqui via Skype, anche se attualmente ciò non è possibile a causa di difficoltà tecniche.

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Eventi critici

Sistema Disciplinare
Nell’IPM non c’è una cella d’isolamento, bensì accade che come provvedimento disciplinare per fatti di maggior gravità si attui la sospensione dalle attività extrascolastiche. Non vengono agiti trasferimenti punitivi. I detenuti vengono trasferiti ad un altro istituto solo qualora si ritenga che la presenza a Treviso possa essere problematica per il soggetto o avere conseguenze negative sugli altri detenuti. Per quanto riguarda i trasferimenti, si tiene conto delle relazioni significative che il soggetto ha nel territorio.

Eventi critici
Ci viene detto che in caso di situazioni particolarmente emergenziali l’istituto incontra delle difficoltà nella gestione della crisi. La presenza – spesso - in sezione di un solo agente comporta l’impossibilità di dedicarsi interamente alla fonte della crisi, che sia il contenimento del singolo in stato di disagio o un problema ambientale (es. incendio). Anche in caso di necessità di trasferimento urgente, ad esempio presso l’ospedale, ci dicono che la situazione risulta critica poiché non vi è un nucleo traduzioni e piantonamento. Quanto delineato finora è vissuto con disagio dagli agenti di Polizia, che si dichiarano in un “costante stato d’allerta”.
I dati precisi sugli eventi critici, come suicidi e atti di autolesionismo, non sono stati forniti, tuttavia la stampa locale riporta la notizia di un incendio doloso appiccato in sezione ad opera di alcuni ragazzi ristretti nel mese di marzo 2018.