Istituto Penale per i Minorenni de L’Aquila
Indirizzo: Via Giuseppe Mezzanotte, 67100 L’Aquila AQ
Telefono: 0862 26446
Email: ipm.laquila.dgm@giustizia.it
PEC: ipm.laquila.dgm@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile
Dislocazione: zona extra-urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: L’Aquila
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: L’Aquila
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: L’Aquila
L’Istituto in sintesi
L’IPM de L’Aquila ha aperto a fine ottobre 2025 dopo la lunga chiusura seguita al terremoto del 2009. Quello de L’Aquila è uno degli IPM riaperti in fretta dal Ministero della Giustizia a causa del sovraffollamento che, per la prima volta nella storia, ha interessato il sistema penitenziario minorile italiano. L’apertura accelerata ha comportato che l’istituto sia diventato operativo nonostante molte aree siano ancora soggette a lavori di ristrutturazione e altre siano, di fatto, inagibili in quanto non rispondono ai criteri di sicurezza. Ne consegue una grave carenza di spazi per attività all’aperto. Al momento della visita erano presenti 12 ragazzi, proveniente dal territorio abruzzese e molti trasferiti dall’IPM di Roma. Il numero di presenze basso consente di non utilizzare una sezione detentiva, comunque pronta e predisposta ad accogliere nuovi ragazzi. Anche sotto il profilo delle attività e dei percorsi scolastici, l’istituto sconta le difficoltà legate alla recente apertura, per cui gran parte risultano ancora in fase di attivazione.
Struttura
L’Istituto Penale Minorile de L’Aquila è collocato in una zona extra-urbana difficilmente raggiungibile tramite trasporto pubblico. Si compone di un totale di tre palazzine: una destinata agli uffici del personale amministrativo con parte dell’edificio destinato alla caserma; una destinata alle attività ove si trova anche la mensa del personale di polizia penitenziaria; una palazzina detentiva. Non vi sono spazi adeguati per lo svolgimento di attività all’aperto. Si presenta come una struttura essenziale che fa i conti con i lavori di ristrutturazione ancora in corso e con spazi spesso inadeguati per le attività che si vorrebbero garantire.
Spazi detentivi
Le sezioni detentive sono complessivamente tre, site all’interno della medesima palazzina: una al primo piano, vuota al momento della visita, e due al piano superiore. La capienza complessiva è di 27 posti. La sezione sita al piano terra si compone di tre camere da tre posti ciascuna cui si aggiunge una sala ricreativa. La prima sezione del primo piano si compone di cinque camere: tre doppie, una tripla e una singola per complessivi dieci posti. La seconda sezione del primo piano si compone di quattro camere detentive di cui una singola, due doppie e una tripla. Le camere si presentano in buone condizioni, evidente conseguenza della recente ristrutturazione complessiva, tutte dotate di piccole scrivanie, armadi e comodini. I bagni sono dotati di doccia, lavabo e water. I ragazzi accedono separatamente al refettorio e alle attività in base alla sezione in cui sono collocati. I presenti al momento della visita erano tutti coinvolti nelle attività disponibili, ad eccezione di coloro che erano rimasti in camera per problemi di salute e coloro che si trovavano in isolamento. Presso l’infermeria è collocata una stanza che viene utilizzata per gli isolamenti sanitari.
Spazi comuni
L’area destinata ai passeggi era ancora in fase di ristrutturazione al momento della visita. Ciò comporta che i ragazzi fanno l’aria nelle stanze della socialità oppure in un piccolo spazio interamente in cemento del tutto spoglio cui si accede dal corridoio della palazzina attività. Quest’ultima si presenta con spazi piuttosto bui e di piccole dimensioni. Si compone di una serie di stanze ove si svolgono i corsi scolastici. Tra queste aule è presente anche uno spazio da destinare a biblioteca, ancora vuota al momento della visita. Sempre in tale palazzina è collocata l’aula per i video-colloqui, quella per i colloqui in presenza e la stanza per i colloqui con gli Avvocati. La mensa è gestita tramite catering ma è in corso un appalto per la mesa. Il refettorio viene utilizzato per gruppi di ragazzi, non è loro consentito pranzare tutti insieme. La situazione viene rappresentata come in continuo divenire. La fretta con la quale hanno dovuto aprire ha comportato che molti aspetti non fossero ancora conclusi e con destinazioni chiare. Sperano di riuscire a riconvertire alcuni spazi in modo da fornire maggiori opportunità ai ragazzi ma hanno dei vincoli da rispettare.
Ragazzi detenuti
Al momento della visita erano presenti 12 ragazzi, di cui tre maggiorenni. Per lo più si tratta di ragazzi di origine abruzzese trasferiti da altri istituti minorili, in particolare provenienti dall’Ipm di Roma. Circa il 40% dei presenti era di origine straniera. I ragazzi si presentano nel complesso tranquilli, seppur soffrono la carenza di attività e la lunga permanenza all’interno delle celle. Anche l’assenza di uno spazio adeguato per le ore d’aria viene avvertito come soffocante, così come l’impossibilità di pranzare insieme, che dati i numeri ristretti comporta spesso che i gruppi di ragazzi siano davvero esigui. Coloro che consumano i pasti nelle camere detentive si ritrovano ad avere contatti soltanto con la persona con cui condividono lo spazio.
Personale
La struttura ha una direttrice incaricata, ma nessun vicedirettore. Il personale dell’area educativa è composto da 7 funzionari della professionalità pedagogica che, rispetto alla capienza dell’istituto, rappresentano un numero adeguato a garantire opportunità per i ragazzi. Per ciò che concerne l’area sicurezza, la pianta organica del personale di polizia penitenziaria conta 42 unità, con effettivi presenti circa una trentina. Si riscontra la mancanza di personale graduato, in specie ispettori e sovrintendenti. Il personale indossa la divisa, nel rispetto delle nuove disposizioni. Viene segnalata l’assenza di un funzionario contabile, di un assistente e un operatore amministrativo. E’ presente una mediatrice di lingua araba grazie ad una collaborazione con l’Arci che la vede in Istituto 20 ore la settimana. Due volte al mese accede uno sportello della CGIL per questioni legate ai permessi di soggiorno. La recente apertura non ha consentito di avviare ancora percorsi religiosi strutturati seppur si siano già presi contatti con un cappellano che inizierà a breve a frequentare l’istituto, mentre non è ancora stato individuato un Imam.
Sanità
Il personale sanitario è composto da circa 6-7 medici presenti tutta la settimana, compresi sabato e domenica, per 12 ore al giorno. Tra i professionisti accedono un oculista e un odontoiatra. Da un breve colloqui con i referenti dell’area sanitaria è emerso come al momento della visita non vi siano ragazzi con diagnosi psichiatrica seppure due di loro assumono stabilizzanti dell’umore. Si tratta di due ragazzi stranieri trasferiti dall’Ipm di Roma Casal Del Marmo dove già assumevano la terapia, che pertanto è stata mantenuta. Il Ser-D interno ha in carico gli stessi due ragazzi. Al momento della visita vi erano, inoltre, due ragazzi in isolamento sanitario per scabbia, collocati all’interno della medesima camera detentiva, e un ragazzo in ospedale a causa di una distorsione al ginocchio. Per ciò che concerne l’area di salute mentale è presente una neuropsichiatra infantile che effettua le visite di primo ingresso e una psichiatra. Vi è anche una psicologa che segue tutti i ragazzi ed è presente per tre giorni a settimana.
Eventi critici e sistema disciplinare
Nel breve periodo di apertura non si sono registrati eventi critici di particolare gravità, si respira un clima complessivamente sereno con qualche difficoltà legata alla presenza di due ragazzi con patologie di tipo psichico. La situazione di tali ragazzi è abbastanza grave, si ritiene che alcuni loro comportamenti potrebbero condurre anche all’apertura di nuovi procedimenti penali a loro carico. I due ragazzi, al momento della visita, si trovavano isolati all’interno della medesima camera detentiva, con esclusione dalle attività in comune. Sino al momento della visita non si erano verificati né episodi di autolesionismo né tentativi di suicidio.
Scuola, lavoro e formazione professionale
Risultano attivi soltanto i corsi elementari e le medie. All’occorrenza viene attivato un percorso con un’insegnante volontaria e con un preside in pensione per il grado superiore. Tra i corsi professionalizzanti sono già attivi un corso di barberia e di giardinaggio. Quest’ultimo, per il momento, ha avviato solo le lezioni teoriche. Nessuno dei due rilascia attestati ufficiali. Sono in corso dei dialoghi a livello regionale per cercare di avviare opportunità di formazione professionale. Tuttavia si riscontrano non pochi problemi a causa dell’assenza di spazi adeguati.
Attività ricreative, culturali e sportive
Al momento della visita non erano ancora presenti attività sportive. L’istituto è dotato di un grande campo da calcio ancora da mettere in sicurezza e che, pertanto, risulta inutilizzato. Sono in attesa delle autorizzazioni per individuare uno spazio dedicato alla palestra. Tra le attività ricreative si possono menzionare un corso di musica rap, un’attività teatrale svolta grazie al lavoro di una cooperativa di Roma e un cineforum, concluso da poco.
Giornata tipo
08.00: apertura celle, pulizia e igiene personale
08.30: colazione
09.00 – 12.00: attività scolastiche e ricreative
12.30: pranzo (un gruppo al refettorio, un altro gruppo in stanza)
13.00-15.00: chiusura celle
15.30-18.30: attività, telefonate e aria
18.45-19.00: cena (separata)
19/19.15: chiusura celle
24.00: spegnimento TV
Contatti con l’esterno
I contatti con i familiari avvengono su due turni il mercoledì e il venerdì cui si aggiunge un sabato al mese, generalmente il primo. All’occorrenza sarebbero disponibili a garantire qualche colloquio prolungato seppur non secondo le previsioni di cui al D.Lgs. del 2018. Non sono stati previsti spazi appositi né per i colloqui prolungati né per i colloqui intimi.
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Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile













