Istituto Penale per i Minorenni “Pietro Siciliani” di Bologna
Indirizzo: Via De’ Marchi 5/2 , 40122 Bologna
Telefono: 051233290
Email: ipm.bologna.dgm@giustizia.it
PEC: prot.ipm.bologna@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Bologna
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Bologna
Ufficio Servizio Sociale Minorenni (USSM) di riferimento: Bologna
L’Istituto in sintesi
Il 2025 è stato per l’IPM del Pratello un anno di transizione, segnato da diversi cambiamenti organizzativi e gestionali. Tra i fattori che hanno inciso vi è stata anche l’apertura, presso il carcere per adulti della città, di una sezione minorile, rimasta attiva per sei mesi, dal 24 marzo al 30 settembre. Questo ha comportato una temporanea redistribuzione del personale tra le due strutture: alcuni funzionari giuridico-pedagogici e operatori di polizia penitenziaria sono stati dislocati, mentre il Direttore ha dovuto dividersi tra i due istituti. Rimandiamo alla trattazione specifica di questa esperienza nello speciale pubblicato nel Rapporto Minori.
L’apertura della sezione giovani adulti presso il carcere per adulti della città non è stato l’unico cambiamento che ha esercitato un impatto sull’IPM. Nel corso dell’anno vi è stato un avvicendamento alla Direzione, con il pensionamento del Direttore che era in carica presso l’istituto da più di dieci anni e la nomina di un suo successore. Anche il comandante della polizia penitenziaria è cambiato. Si tratta di movimenti che si collocano sullo sfondo di una fase complessivamente instabile, durante la quale l’IPM è stato oggetto di forte attenzione pubblica, soprattutto a livello locale, per alcuni episodi critici che lo hanno riguardato, ma anche, e in primo luogo, per le sue condizioni detentive.
Nella prima visita svolta da Antigone nel 2025, a maggio, l’istituto appariva in uno stato di grave abbandono. Il degrado era evidente e diffuso: sporcizia, incuria e trasandatezza caratterizzavano tanto gli spazi comuni quanto le celle. Il primo piano, destinato ai minorenni, versava nelle condizioni peggiori. In una cella che ospitava quattro ragazzini diciassettenni e che era arredata esclusivamente con quattro brande e una televisione, senza tavoli né sedie né armadietti, vi erano cumuli di spazzatura (bottigliette di plastica vuote, incarti di biscotti o di merendine, cartacce) e polvere lanosa, che i ragazzi la raccoglievano carponi con la spazzola di una scopa priva di manico e concentravano in un unico punto della stanza, non avendo a disposizione una paletta con cui raccoglierla. Il secondo piano, destinato ai giovani adulti, appariva meno compromesso, ma comunque segnato da un clima di generale trascuratezza. Alcune situazioni, più di altre, restituivano con immediatezza il senso di quella condizione. In particolare, avevamo incontrato un ragazzo con evidenti sofferenze psichiatriche, detenuto da solo in una cella in condizioni degradanti, in cui rimaneva chiuso tutto il giorno. La cella non aveva vetri alla finestra; il materasso era privo di lenzuola; il lavandino era rotto; a terra vi erano sporco e perdite d’acqua; l’odore era acre. Altri ragazzi, con lo schermo della televisione bloccato su canali di cucina, ci raccontavano di non avere il telecomando per cambiare canale, di non avere i soldi per comprarlo e di essere in attesa dei sussidi, che avrebbero voluto utilizzare anche per questo. Dettagli minori, in apparenza, ma che contribuiscono a definire la qualità concreta della vita quotidiana. Il giorno della visita di maggio, i ragazzi detenuti erano 43, a fronte dei 60 registrati solo pochi mesi prima, tra febbraio e marzo. Si tratta di una diminuzione molto rapida, spiegata a suo tempo con alcuni trasferimenti in comunità grazie a misure favorevoli concesse dai magistrati di sorveglianza, e altri trasferimenti all’IPM di Torino e, in misura minore, alla sezione giovani adulti aperta nel frattempo alla Dozza. 21 su 43 erano minori stranieri non accompagnati.
Nella visita di dicembre, il quadro appare diverso. L’istituto è interessato da interventi di riorganizzazione e riqualificazione. Il giorno della visita era appena arrivato un grande schermo destinato a una nuova sala cinema, pensata anche come biblioteca. Nelle celle, i vecchi arredi venivano progressivamente sostituiti con mobili nuovi, colorati. Anche la presenza numerica risulta ridotta: a dicembre, i ragazzi erano 37. Il nuovo Direttore descrive un progetto di riorganizzazione che punta a restituire centralità agli spazi e alla vita comune. L’obiettivo è riaprire e rendere nuovamente attraversabili gli ambienti della socialità, riattivare le mense — quattro in totale, due per piano —, rendere accessibile la palestra, recentemente rinnovata grazie alla UISP, e ampliare le possibilità di contatto con l’esterno, anche attraverso postazioni per i colloqui a distanza. Nel suo racconto, la possibilità stessa di questo cambiamento è legata a una trasformazione della popolazione detenuta, descritta come più gestibile e più calma. Questo consentirebbe di tenere i ragazzi meno confinati nelle celle, segnando una discontinuità rispetto al recente passato. Si tratta, tuttavia, di un processo che non avviene senza resistenze da parte, in particolare, del comparto sicurezza, che ritiene di non avere risorse sufficienti per assicurare il quieto procedere delle attività. L’ipotesi del Direttore è di coinvolgere maggiormente il personale giuridico-pedagogico anche nella gestione quotidiana degli spazi e delle attività.
Il Pratello appare dunque in una fase di riassetto, orientato verso un modello che rivendica una più forte vocazione trattamentale. Per comprendere la portata di questo passaggio, è utile collocarlo in una prospettiva più ampia. Tra il 2020 e il 2023 il funzionamento dell’istituto aveva già subito trasformazioni profonde. Superata la fase più acuta della pandemia, fino alla fine del 2021 il carcere aveva mantenuto un equilibrio relativamente consolidato, fondato su una capienza ridotta (circa 20 posti distribuiti in un unico piano) e su un’organizzazione che favoriva le relazioni, le attività educative e una gestione complessivamente aperta. La riapertura del secondo piano, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, con il ritorno alla capienza di 40 posti (come era stato fino al 2012) e la separazione tra minorenni e giovani adulti, aveva però alterato questo equilibrio. Le visite svolte nel 2022 avevano restituito l’immagine di un istituto più rigido, più compartimentato, con risorse educative insufficienti rispetto all’aumento dei numeri, una crescita delle tensioni e una maggiore difficoltà a sostenere percorsi individuali. Il carcere appariva più chiuso, più segnato da esigenze di controllo. Negli anni successivi questo assetto si è consolidato, pur tra criticità e tentativi di riequilibrio. Oggi, tuttavia, sembra delinearsi una nuova inversione di tendenza. La presenza di 9 funzionari giuridico-pedagogici e 3 esperti ex art. 80 – un numero mai raggiunto prima – e gli interventi sugli spazi indicano la volontà di ridefinire il funzionamento dell’istituto. Questa rinnovata vocazione trattamentale, tuttavia, sembra accompagnarsi a una gestione selettiva della popolazione detenuta. Il giorno della nostra visita, a fine giornata, due ragazzi sono stati trasferiti, verosimilmente verso il circuito per adulti. I trasferimenti verso altri istituti o verso le carceri per adulti appaiono frequenti e sembrano costituire il contrappunto necessario a mantenere un equilibrio interno compatibile con il modello che si intende perseguire.
All’orizzonte vi è inoltre un intervento di ristrutturazione radicale, previsto per l’estate. Gli uffici saranno spostati in una palazzina adiacente, uno spazio inutilizzato dal 2003, mentre il piano terra dovrebbe essere destinato a un laboratorio per i ragazzi e agli uffici degli educatori. Resta da capire come questi lavori, nel corso della loro durata, incideranno sulla vita dell’istituto e sulla presenza dei ragazzi. Permane, infine, una difficoltà strutturale già più volte rilevata: la scarsità di comunità disponibili ad accogliere i minori in uscita dal carcere. La mancanza di alternative concrete alla detenzione nel territorio di riferimento continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla costruzione di percorsi individuali credibili.
Il Pratello si trova oggi in un punto di passaggio. I segni del cambiamento sono visibili. Resta da comprendere quale direzione prenderanno e a quale prezzo.
Struttura
L’Istituto è collocato nel centro storico, in prossimità di una delle piazze più vive di Bologna, piazza San Francesco, ed è perciò facilmente raggiungibile e perfettamente collegato alla rete dei trasporti pubblici. L’IPM, che dal 2009 trova sede presso un ex convento del Quattrocento, per quanto struttura indipendente, si trova in un complesso di edifici che, in un quadrilatero tra via De Marchi e via del Pratello, ospita: CPA con annessa Comunità (che dovrebbe ripartire a marzo 2026), Uffici dell’USSM e del CGM, Tribunale penale e civile dei Minorenni e relativa Procura della Repubblica. L’edificio dell’IPM è sottoposto alla tutela della soprintendenza per i beni culturali e soggetto alle relative restrizioni. Ciò rende assai complesso l’avvio delle procedure di modifica strutturale, che potrebbero aiutare a ottimizzare l’uso degli spazi e a renderli più funzionali alle attività. A seguito del ripristino del secondo piano detentivo, avvenuto all’inizio del 2022 dopo un periodo di inagibilità protrattosi dal 2012, la struttura si articola attualmente su tre piani. A partire da giugno 2026 sono previsti lavori di ampliamento, finalizzati al recupero di spazi in una palazzina adiacente, inutilizzata dal 2003. Il progetto prevede il trasferimento in tali locali di parte degli uffici e dell’infermeria, così da destinare gli spazi attualmente occupati al primo piano ai laboratori per i ragazzi e agli uffici del personale giuridico-pedagogico.
Spazi detentivi
L’istituto ha una capienza di 44 posti. Il primo e secondo piano sono speculari e prevedono entrambi aule presso cui si svolgono attività scolastiche, formative e laboratoriali, 2 refettori, 2 cabine per le telefonate, 2 stanze per la socialità presso ogni piano e due reparti speculari con 6 celle detentive, alcune con capienza per 4 e altre con capienza per 3 posti letto. Presso ogni piano sono presenti 2 celle per l’isolamento sanitario che dovrebbero essere destinate al pernottamento di nuovi giunti di notte e persone affette da malattie contagiose. Si segnala che, nel corso di entrambe le visite — quella di maggio e quella di dicembre 2025 — abbiamo riscontrato la presenza di ragazzi collocati da soli in queste celle. A maggio, il ragazzo in cella singola presentava evidenti disturbi psichiatrici; a dicembre, invece, il ragazzo collocato da solo sembrava trovarsi in quella condizione per la sua indisponibilità a condividere la cella con altri. Ci segnalano inoltre la presenza fino a poco tempo prima di un ragazzo che era stato per qualche tempo in isolamento e che era da poco uscito in prova.
Il primo piano detentivo (con 17 ragazzi presenti il giorno della visita di dicembre) accoglie i minorenni, mentre nel secondo (con 21 ragazzi presenti nella visita di dicembre) sono collocati neo-maggiorenni e giovani adulti. I minorenni sono collocati al piano dei maggiorenni in caso di sovraffollamento del primo piano o in caso risultino di particolare difficile gestione in prossimità degli altri minorenni. Ogni cella è dotata di servizi igienici, doccia, televisione e mobilio. Il mobilio stava venendo rinnovato proprio durante la nostra visita di dicembre.
Sia al primo che al secondo piano è presente un locale lavanderia con due lavatrici e un’asciugatrice. Il Direttore comunica la volontà di riaprire le mense, due per ogni piano, a sinistra e a destra. Per far ciò, tuttavia, il reparto sicurezza lamenta scarsità di risorse e ritengono necessario ripristinare dei cancelli per impedire l’accesso incontrollato al piano ammezzato.
Spazi comuni
Il piano terra è destinato a uffici amministrativi, 2 sale colloqui, palestra, cucina professionale (FOMAL – Brigata del Pratello), spazio comune esterno. Nello specifico, al primo piano, sul lato sinistro, si trovano lo spazio adibito a laboratorio di barberia e i locali destinati alla scuola; sul lato destro si collocano invece gli spazi per la socialità, dotati di biliardino, e un ambiente recentemente ritinteggiato, al momento vuoto, destinato a diventare la nuova sala cinema. In questo spazio verrà collocato un grande schermo, in consegna il giorno della visita di dicembre, e si prevede inoltre la realizzazione di una biblioteca specialistica dedicata ai ragazzi, i cui libri dovrebbero essere accessibili in prestito anche alla cittadinanza esterna. Nel piano ammezzato si trovano il casellario dei detenuti e il magazzino dell’istituto. Al secondo piano, sul lato destro, è presente un ulteriore spazio per la socialità, anch’esso dotato di biliardino, e la nuova bella palestra, di dimensioni contenute ma ben attrezzata, recentemente rinnovata grazie alla UISP che la gestisce. I ragazzi vi accedono a rotazione, in gruppi di quattro. La palestra dispone di attrezzature nuove, tra cui una panca con bilanciere, una cyclette, pesi per le braccia e macchine per l’allenamento degli arti superiori e inferiori. Anche a questo livello, nel piano ammezzato, si trovano un magazzino e il casellario. Sul lato sinistro del secondo piano sono collocate le aule per le attività e la nuova aula per le videochiamate. Quest’ultima è dotata di tre postazioni con computer e di un telefono, con la previsione di aggiungerne un ulteriore. L’accesso è consentito il martedì e il mercoledì pomeriggio. Secondo quanto riferito dalla Direzione, questo nuovo sistema sostituisce il precedente utilizzo dei tablet, ritenuto meno adeguato a garantire un controllo effettivo delle comunicazioni con l’esterno. Sempre sul lato sinistro, un ulteriore spazio è destinato a essere convertito in aula scolastica per il potenziamento delle competenze informatiche. Per quanto riguarda la libertà di culto, all’interno dell’istituto è presente una chiesa destinata alle funzioni cristiane. I ragazzi di religione musulmana utilizzano invece, per i momenti di preghiera, uno spazio individuato nella palestra al piano terra. Si segnala inoltre la recente sottoscrizione di un protocollo tra il Centro per la Giustizia Minorile, la Curia e l’UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), che prevede l’ingresso in istituto di un imam con cadenza mensile. Tale iniziativa, oltre a garantire la possibilità di praticare il culto islamico e offrire un riferimento religioso ai ragazzi, si inserisce anche nell’ambito delle attività di prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione. Nello spazio comune esterno sono presenti un grande campo sportivo (finanziato Miur-UISP), un’area passeggio ed un’area verde adibita a orto (IeFP FOMAL orto-giardino). All’esterno è presente un’area che, nella stagione estiva, può essere utilizzata per colloqui all’aperto.
Ragazzi detenuti
Al momento della visita di dicembre 2025 i ragazzi in carico all’IPM erano 38, di cui uno in art. 21, 2 in art. 20 e 4 permessanti. I ragazzi di nazionalità straniera erano 27 e quelli di nazionalità italiana 11. Nello specifico, i ragazzi con cittadinanza straniera vengono da: Algeria (1), Camerun (1), Egitto (3), Gambia (1), Ghana (1), Marocco (2), Nigeria (1), Tunisia (13), Pakistan (1), Moldova (1), Ucraina (1), Romania (1). 4 hanno 14-15 anni, 16 hanno 16-17 anni e 18 sono giovani adulti. Per ciò che attiene le posizioni giuridiche, solo 1 (giovane adulto) risulta avere una condanna definitiva; 11 hanno una condanna mista con definitivo (2 minori e 9 giovani adulti); 6 sono indagati (4 minori e 2 giovani adulti); 6 sono imputati (2 minori e 4 giovani adulti); 14 hanno una condanna mista senza definitivo (12 minori e 2 giovani adulti). 15 di questi si trovano in carcere dopo fallimenti di percorsi in comunità; 18 sono invece i trasferimenti da altri istituti. I minori stranieri non accompagnati sono 13, in diminuzione rispetto ad altri periodi.
Personale
Il nuovo direttore è in servizio dall’agosto 2025. Nei primi mesi del proprio mandato ha seguito anche l’apertura dell’IPM di Rovigo, oltre alla sezione giovani adulti Dozza. In precedenza, ha maturato esperienze presso il CPA, l’IPM femminile di Pontremoli e il Centro per la Giustizia Minorile. Per quanto riguarda l’area della polizia penitenziaria, non è stato possibile raccogliere dati puntuali sulla consistenza dell’organico. Si segnala tuttavia il recente avvicendamento del Comandante, con la nomina di un nuovo responsabile successivamente sostituito nella tarda primavera. Permane, secondo quanto riferito, la carenza di personale nel comparto della sicurezza, criticità già evidenziata in passato e risalente almeno alla riapertura del secondo piano detentivo. L’area educativa risulta composta da un numero particolarmente elevato di operatori rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti. Sono presenti 10 funzionari della professionalità pedagogica, tra cui una coordinatrice d’area, affiancati da 3 esperti ex art. 80, 4 mediatori culturali — prevalentemente di lingua araba — e un’assistente sociale distaccata dall’USSM. È stato inoltre riferito che due funzionari della professionalità pedagogica verranno assegnati al CPA al momento della sua riapertura.
Le richieste dei ragazzi vengono generalmente presentate al preposto di turno, attraverso il quale possono essere inoltrate istanze di colloquio con il Comandante o con il Direttore.
Sanità
Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria generale, il personale è composto da 2 medici, presenti dal lunedì al venerdì nella fascia 8–20 e il sabato dalle 8 alle 14; non è prevista una copertura medica h24. Si segnala che l’organico medico è stato incrementato a partire da marzo 2025: in precedenza era infatti presente un solo medico (internista). Il servizio infermieristico è garantito da 8 infermieri, presenti dal lunedì al sabato nella fascia 8–20; la domenica è assicurata la presenza per la sola somministrazione delle terapie.
Per quanto riguarda l’area psicologica e psichiatrica, sono presenti due psicologhe: una dedicata all’area minorenni e una all’area giovani adulti, presenti due volte a settimana (15 e 30 ore). È inoltre presente uno psichiatra con cadenza settimanale, nonché due neuropsichiatre anch’esse presenti una volta a settimana. È infine garantita la presenza di un medico del SerD, che accede in istituto una volta a settimana. È inoltre attivo, a partire da gennaio 2023, un servizio di pronta disponibilità per le giornate festive e i fine settimana. All’ingresso in istituto, i ragazzi vengono sottoposti, entro 24 ore, a una valutazione psicologica e psichiatrica, sia nei giorni feriali sia nei festivi. Secondo il protocollo in uso, al primo colloquio seguono ulteriori tre incontri nel corso del primo mese di permanenza, al fine di monitorare le condizioni psicologiche e individuare eventuali situazioni di vulnerabilità. Al momento della visita risultano tre persone in carico al servizio sanitario con prescrizione di terapia psicofarmacologica. Il servizio si avvale inoltre di una rete di professionisti composta da 7 psicologi, 3 neuropsichiatri e 1 psichiatra, che operano in regime di pronta disponibilità e intervengono, ove necessario, a supporto delle situazioni cliniche più complesse. L’assistenza è garantita in collaborazione con i servizi territoriali dell’Azienda USL, in particolare con l’Unità Operativa Complessa di Psicologia territoriale e con l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Psichiatria forense. È inoltre presente il riferimento della neuropsichiatria, nella persona del dott. Costa, per la valutazione e il monitoraggio delle condizioni di salute mentale dei minori e dei giovani adulti.
Si segnala infine la presenza di momenti strutturati di confronto tra le diverse aree professionali. Con cadenza settimanale si svolge un briefing tra l’area sanitaria e quella trattamentale, finalizzato alla condivisione delle situazioni che richiedono particolare attenzione, tra cui i nuovi ingressi, i casi con problematiche psichiatriche o in fase di acutizzazione, gli episodi di autolesionismo o altri elementi di criticità, nonché le situazioni di maggiore isolamento o chiusura relazionale. Sono inoltre previsti briefing quotidiani al piano, a metà giornata, tra personale di polizia penitenziaria, operatori dell’area educativa e personale sanitario, finalizzati allo scambio di informazioni sull’andamento della sezione, su eventuali eventi critici e sulle condizioni dei singoli ragazzi. Sono altresì attive équipe multidisciplinari due volte a settimana, distinte tra minorenni e giovani adulti. Per quanto riguarda il coordinamento interno all’area sanitaria, si svolgono una riunione settimanale tra i medici e una riunione mensile congiunta tra medici e personale infermieristico; con riferimento all’area delle dipendenze, l’équipe SerD (con i vertici) si riunisce una volta ogni due mesi.
Per quanto riguarda le visite specialistiche esterne, persiste una criticità legata alla difficoltà di evadere tutte le richieste. Secondo quanto riferito, ciò dipende in larga misura dalla limitata disponibilità di risorse del comparto della sicurezza per effettuare le traduzioni presso le strutture sanitarie esterne. A titolo esemplificativo, nel mese di dicembre, a fronte di 11 richieste di visite specialistiche, ne sono state effettuate 4. Di norma si riesce a garantire mediamente una visita specialistica esterna a settimana, un numero che appare insufficiente rispetto al fabbisogno e che, secondo quanto riferito, determina anche difficoltà nei rapporti con le strutture ospedaliere di riferimento. In caso di urgenza sanitaria, l’accesso alle cure viene comunque assicurato mediante invio al Pronto soccorso.
Per quanto riguarda le condizioni di salute mentale dei ragazzi detenuti, il personale sanitario segnala che i disturbi più frequentemente riscontrati riguardano difficoltà legate al sonno. La prescrizione di terapie farmacologiche appare complessivamente contenuta e, nella maggior parte dei casi, è finalizzata proprio alla gestione dei disturbi del sonno. Nel secondo semestre del 2025, i dati sanitari dell’IPM del Pratello evidenziano un ricorso complessivamente contenuto alla terapia farmacologica. La quota di ragazzi che non assume alcun farmaco risulta infatti maggioritaria per tutto il periodo, attestandosi stabilmente intorno o al di sopra della metà della popolazione detenuta. Tra coloro che assumono terapie, i farmaci più frequentemente prescritti appartengono all’area dei regolatori del sonno e degli antidepressivi sedativi, in particolare la melatonina e il trazodone. Risulta invece più limitato il ricorso a farmaci antipsicotici e stabilizzatori dell’umore.
Le terapie psicofarmacologiche vengono inoltre talvolta prescritte in relazione a specifici episodi di fragilità, tra cui comportamenti autolesivi, o proseguono trattamenti già avviati in precedenti contesti detentivi. In alcuni casi, il personale sanitario si trova a gestire terapie di transizione relative a ragazzi trasferiti da altri IPM, che arrivano con prescrizioni farmacologiche non sempre coerenti con i protocolli terapeutici adottati a livello regionale. Sono stati citati, a titolo esemplificativo, farmaci come il Rivotril e il Lyrica, la cui prescrizione non rientra più nelle prassi correnti regionali. I dati confermano infatti la presenza di ragazzi già in terapia al momento dell’ingresso, rendendo necessario per il servizio sanitario garantire la continuità e la rivalutazione dei trattamenti avviati in precedenti contesti detentivi o territoriali. Secondo quanto riferito, tale aspetto assume particolare rilievo anche in considerazione della frequente mobilità della popolazione detenuta, legata all’elevato numero di trasferimenti in ingresso e in uscita, che comporta la necessità di rivalutare e armonizzare i trattamenti farmacologici preesistenti. Nel complesso, il quadro restituisce una popolazione detenuta che presenta fragilità psicologiche diffuse ma che, nella maggioranza dei casi, non è oggetto di interventi farmacologici intensivi. Un’ulteriore criticità riguarda l’assenza di un coordinatore sanitario dedicato all’IPM Pratello: attualmente il Direttore sanitario è unico e responsabile sia per la popolazione adulta della Dozza sia per quella minorile del Pratello.
Eventi critici e sistema disciplinare
Per quanto riguarda gli eventi critici registrati nel secondo semestre del 2025, i dati forniti dall’istituto evidenziano complessivamente 32 episodi di autolesionismo, 29 episodi di lesioni o colluttazioni tra detenuti e 5 episodi di sciopero. In particolare, gli episodi di autolesionismo risultano concentrati soprattutto nei mesi di settembre (11 episodi) e dicembre (9 episodi), mentre i mesi di luglio, agosto e ottobre presentano rispettivamente 4, 5 e 3 episodi, e nessun episodio risulta registrato nel mese di novembre. Per quanto riguarda le lesioni o colluttazioni tra pari, si registrano 6 episodi a luglio, 3 ad agosto, 8 a settembre, 9 a ottobre, nessuno a novembre e 3 a dicembre. Gli scioperi della fame o della terapia risultano complessivamente più contenuti, con 1 episodio nei mesi di luglio, agosto e settembre, 2 episodi a ottobre, e nessun episodio nei mesi di novembre e dicembre.
Non è stato possibile reperire informazioni dettagliate sulle modalità di gestione disciplinare dei ragazzi all’interno dell’istituto. Tuttavia, il trasferimento presso altri istituti, per minorenni o per adulti, sembra essere utilizzato con una certa frequenza. Il giorno stesso della visita, ad esempio, due ragazzi sono stati trasferiti dall’IPM di Bologna verso altro istituto, senza che sia stato possibile accertare se si trattasse di una struttura per minorenni o per adulti. Più in generale, nel corso della visita è emersa l’impressione di un ricorso relativamente frequente a tale misura. Non è stato tuttavia possibile acquisire dati sistematici sul numero e sulle motivazioni dei trasferimenti. Le considerazioni sopra riportate si basano pertanto su elementi raccolti nel corso dei colloqui svolti durante la visita e appaiono, peraltro, coerenti con l’impostazione del cosiddetto decreto Caivano, che ha ampliato la possibilità di disporre il trasferimento dei neomaggiorenni anche verso istituti per adulti, rafforzando il ricorso a tale strumento nella gestione dei minori ritenuti problematici.
Scuola, lavoro e formazione professionale
La scuola dell’obbligo è gestita dal CPIA Metropolitano di Bologna, che cura i percorsi di alfabetizzazione e quelli per il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione. A dicembre 2025 risultano iscritti ai corsi di alfabetizzazione 4 o 5 studenti, mentre non è stato possibile rilevare il numero degli studenti che frequentano il corso per il conseguimento della licenza media. Per quest’ultimo sono previste lezioni dal lunedì al venerdì per due ore al mattino, oltre al rientro del mercoledì pomeriggio, per un totale di 14 ore settimanali. I corsi di alfabetizzazione si svolgono invece per 12 ore settimanali, distribuite in quattro mattine.
Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, è attivo il corso per il conseguimento della qualifica professionale a indirizzo alberghiero, realizzato in collaborazione tra l’Istituto Alberghiero “Scappi” di Castel San Pietro Terme e il CPIA di Bologna. A tale percorso risultano iscritti circa 12 ragazzi detenuti: in media 8 o 9 frequentano il biennio e 4 il triennio. Non sono previsti percorsi scolastici o formativi all’esterno dell’istituto.
Le lezioni del biennio si svolgono, secondo l’orario formale, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, per un totale di 20 ore settimanali. Tuttavia, nella pratica, la durata effettiva delle lezioni risulta spesso ridotta. I ragazzi tendono infatti ad arrivare in aula intorno alle 9.30 e vengono frequentemente richiamati in cella prima delle 12, con la conseguenza che le attività didattiche si svolgono, di fatto, per circa due ore al giorno invece delle tre previste. Secondo quanto riferito, l’orario era stato anticipato di mezz’ora proprio per ovviare a queste criticità — in precedenza le lezioni si tenevano dalle 9.30 alle 12.30 ed erano considerate troppo prossime all’orario del pranzo, comportando il fatto che i ragazzi venissero richiamati in cella prima della fine delle lezioni. Tuttavia, tale modifica non ha prodotto i risultati sperati: i ragazzi continuano infatti a raggiungere l’aula intorno alle 9.30 e vengono comunque riaccompagnati in cella prima delle 12, con la conseguenza che la durata effettiva delle lezioni resta mediamente di circa due ore giornaliere, invece delle tre previste.
Per quanto riguarda i corsi professionali, si segnala preliminarmente che l’elenco che segue non è esaustivo di tutte le attività attivate all’interno dell’istituto. Tra queste, è attivo un corso di barberia, che si svolge due volte alla settimana e che vede la partecipazione di 6 ragazzi: durante le lezioni, alcuni svolgono attività pratica sotto la supervisione di un barbiere professionista, mentre altri partecipano come modelli.
È inoltre attivo un corso in ambito igienico-sanitario, anch’esso frequentato da 6 ragazzi, e un corso di ristorazione. Nell’ambito di quest’ultimo, al momento della visita risultano iscritti ai corsi promossi dall’ente FOMAL 6 ragazzi detenuti. I moduli hanno una durata di circa un mese e mezzo. Nell’ambito del medesimo percorso risultano sempre operative anche le attività dell’Osteria formativa “Brigata del Pratello”, che rappresenta uno spazio centrale per la formazione pratica.
Non risultano ragazzi iscritti a corsi universitari, in quanto nessuno è attualmente in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. In passato, tuttavia, alcuni dei ragazzi presenti erano iscritti all’Università. Con l’Università di Bologna è attiva una specifica convenzione finalizzata a favorire il proseguimento degli studi universitari; in assenza di sezioni a custodia attenuata, la partecipazione in presenza alle lezioni avveniva tramite la concessione di permessi.
Al momento della visita, un detenuto risulta ammesso al lavoro esterno ai sensi dell’art. 21 dell’ordinamento penitenziario, mentre due risultano impiegati in attività lavorative interne ai sensi dell’art. 20, con mansioni legate alla gestione dei rifiuti, alle pulizie e alla distribuzione del vitto.
Attività culturali, sportive e ricreative
Per quanto riguarda le attività trattamentali, educative e ricreative, l’istituto si avvale della collaborazione di diverse associazioni del territorio.
È attivo un laboratorio di podcast curato dall’associazione CULT, che coinvolge sia i minorenni sia i giovani adulti e rappresenta uno spazio espressivo e di rielaborazione delle esperienze personali attraverso il linguaggio audio.
Le attività sportive sono gestite dall’associazione UISP di Bologna nell’ambito del progetto “Sport e legalità”. L’associazione organizza attività sportive tutte le mattine e promuove occasioni di incontro con l’esterno, anche attraverso l’organizzazione di tornei cui partecipano, di volta in volta, squadre locali di calcetto e pallavolo. La UISP contribuisce inoltre alla fornitura e al rinnovo delle attrezzature sportive, sia per la palestra interna sia per le attività all’aperto.
Risulta sempre attivo anche il laboratorio teatrale curato dalla compagnia teatrale di Paolo Billi, che costituisce una delle esperienze trattamentali più consolidate dell’istituto. Il laboratorio prevede la realizzazione di spettacoli aperti anche alla cittadinanza, che talvolta si tengono presso il teatro Arena del Sole di Bologna e vedono la partecipazione congiunta di persone detenute e attori liberi.
L’associazione di volontariato U.V.A. P.ass.A. propone attività di animazione e ludico-ricreative, tra cui giochi da tavolo, momenti musicali e occasioni di dialogo informale. I volontari operano stabilmente su entrambi i piani detentivi.
Si segnala, infine, che l’accesso dei volontari, sospeso a seguito dei disordini avvenuti nel periodo pasquale del 2025, è ripreso a partire dal mese di settembre dello stesso anno.
Giornata tipo
7.45 – 8.00: sveglia
8.30 – 9.00: colazione
9.30 – 12.30: attività scuola, formazione
13.00: pranzo (12.30 quando sono sospese le attività scolastiche)
14.00 – 16.00: attività all’area aperta in inverno / 17.00 – 19.00: attività all’area aperta in estate
16.00 – 19.00: attività pomeridiane (alcune attività scolastiche fino alle 19.00)
19.00: cena
20.00: rientro in cella
00.30: vengono spente le televisioni
Contatti con l’esterno
I colloqui con i familiari si svolgono con modalità conformi alla normativa vigente, sia per quanto riguarda il numero sia per la durata. Essi hanno luogo nelle giornate di martedì e sabato. Per quanto riguarda i contatti telefonici, sono previste tre telefonate settimanali della durata di 20 minuti ciascuna. Sono inoltre consentite due videochiamate settimanali della durata di un’ora ciascuna. Si segnala che il precedente sistema basato sull’utilizzo di tablet per le videochiamate è stato recentemente sostituito con postazioni fisse dotate di computer. Secondo quanto riferito dalla Direzione, tale modifica è stata introdotta al fine di garantire un maggiore controllo sulle comunicazioni con l’esterno. In particolare, è stato evidenziato che l’utilizzo dei tablet rendeva più difficile limitare le chiamate ai soli numeri autorizzati e poteva dar luogo a un utilizzo non uniforme dello strumento tra i ragazzi. Si segnala che nel 2021 il precedente Direttore riportava che non vi erano stati adeguamenti, per ragioni di carattere strutturale, all’art. 19 del D.Lgs. n. 120 del 2018, ovvero alle disposizioni che prevedono l’istituzione di unità abitative attrezzate per riprodurre un ambiente domestico, dove possano svolgersi visite prolungate volte a favorire le relazioni affettive. Tali strutture risultano non ancora presenti.
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Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile









