Istituto Penale per i Minorenni di Milano “Beccaria”
Indirizzo: Via Calchi Taeggi 20, 20152, Milano
Telefono: 02 414791
Email: ipm.milano.dgm@giustizia.it
PEC: ipm.milano.dgm@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Milano
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Milano
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Milano
L’Istituto in sintesi
L’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano è da anni al centro di un grande dibattito al punto da chiedersi se sia ancora una struttura in grado di garantire percorsi educativi e di reinserimento ai minori che ospita. Ad aprile 2024 tredici agenti di polizia penitenziaria sono stati arrestati e altri otto sospesi con l’accusa di maltrattamenti e tortura su minori detenuti, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che ha preso le mosse da segnalazioni, intercettazioni e immagini delle telecamere interne alla struttura. Gli episodi contestati si riferiscono a condotte ripetute tra il 2022 e il 2024. I numerosi eventi critici avvenuti nell’ultimo biennio hanno evidenziato un disagio diffuso tra gli ospiti della struttura. Nelle varie visite svolte negli ultimi anni si è riscontrata una situazione di crescente abbandono e condizioni detentive a dir poco precarie. Durante la visita effettuata a novembre 2024, molti ragazzi dormivano su materassi a terra, venivano utilizzate stanze di pernottamento all’interno di sezioni distrutte e inagibili, tutti gli ambienti comuni nelle sezioni erano vuoti e inospitali. Evidente era il ricorso massiccio a psicofarmaci, con numerosi ragazzi alle 12.00 di mattina ancora addormentati a letto chiusi in cella. Nonostante le tante risorse, pochi ragazzi sono coinvolti nelle attività professionali e scolastiche. L’assenza di una direzione stabile ha senz’altro influito sulla gestione dell’Istituto.
Struttura
L’Istituto è situato nella periferia milanese vicino alla fermata della metropolitana di Bisceglie, in un quartiere in forte espansione urbanistica. La struttura è un complesso demaniale del Comune di Milano degli anni Cinquanta, che ha richiesto negli ultimi vent’ anni significativi interventi di ristrutturazione, partendo dall’area detentiva. L’Istituto è composto da due palazzine simmetriche. Al momento della visita era prevista la riapertura di un’area detentiva appena ristrutturata e la chiusura di altre due per sottoporle a lavori, anche se probabilmente una continuerà ad essere parzialmente utilizzata per carenza di spazi.
Spazi detentivi
Originariamente la palazzina principale ospitava 7 gruppi detentivi. Al momento della visita ne ospitava 4, più i cosiddetti “’ex primo” ed “’ex secondo”. Ci sono poi due celle nel reparto infermeria, utilizzate principalmente per l’isolamento. La sezione che ospitava il Gruppo 2 al momento della visita era chiusa per ristrutturazione. I quattro gruppi detentivi hanno in teoria 10 posti ognuno. La divisione in gruppi non segue criteri legati all’età o alla fase del percorso detentivo. Le celle sono di dimensioni varie, ospitando un massimo di 4 a un minimo di 1 ragazzo. Tutte le celle hanno letto di metallo fissato al pavimento. Sono dotate di mobilio molto scarno, praticamente solo di un armadio aperto. I bagni sono ampi, con sanitari di metallo e doccia interna dotata di acqua calda, ma non sono attrezzati da nessun mobilio. Molti ragazzi segnalano la mancanza di carta igienica e alcuni di asciugamani.
Gruppo 1: erano presenti 7 ragazzi. Sezione più “tranquilla” della palazzina. In una cella da 3 era stato aggiunto un materasso per terra. Gruppo 3: erano presenti 13 ragazzi. Ad una cella doppia e ad una singola era stato aggiunto da circa una settimana un materasso per terra. Nella cella singola il materasso entrava a malapena, costringendo il ragazzo a dormire di sbieco. Due ragazzi erano in isolamento insieme in una cella. Gruppo 4: erano presenti 5 ragazzi. Due celle erano distrutte da eventi critici di tempo fa. L’intera sezione al momento della visita era da ristrutturare, ma veniva ancora utilizzata per carenza di posti. Una cella era in condizioni discrete, un’altra aveva due materassi per terra e una terza ospitava un solo ragazzo a seguito di un evento critico. Dopo uno scontro con un altro ragazzo, a detta del mediatore culturale, pare che avesse minacciato il suicidio e che gli fosse stato sequestrato un cappio. Al momento del nostro ingresso in sezione era molto agitato, senza maglietta e con evidenti segni di autolesionismo. Gruppo 5: erano presenti 9 ragazzi. Una cella era stata distrutta da un evento critico circa dieci giorni prima. Un ragazzo sosteneva di essere appena uscito da dieci giorni di isolamento. Sezione che il personale chiama “ex secondo”: erano presenti 11 ragazzi. Nonostante fossero circa le ore 12.00, tutti i ragazzi stavano ancora dormendo, con tutte le celle chiuse e le luci spente. Secondo il personale i ragazzi preferiscono fare tardi la sera e dormire tutta la mattina rifiutandosi di partecipare alle attività. Nell’unica cella singola della sezione c’era un ragazzo addormentato con in sottofondo un pc con forte musica coranica. Sezione che il personale chiama “ex primo”: erano presenti 3 ragazzi in un’unica cella. Il resto della sezione è distrutto e abbandonato (celle bruciate, parti del soffitto scoperchiate) a seguito degli eventi critici dello scorso agosto. Nonostante le terribili condizioni, la sezione continua ad ospitare ragazzi all’interno di una cella di dimensioni minuscole, con tre letti attaccati tra loro e un bagno senza porta (chiuso solo da un lenzuolo appeso). I tre ragazzi erano nella cella da periodi brevi (uno arrivato da due giorni per aggravamento dalla comunità, un altro per incompatibilità con altri ragazzi). Viene utilizzata come cella “protetta”. Oltre alla palazzina principale, in un edificio a sé è collocata una sezione a trattamento avanzato con una capienza di 6/8 posti. Al momento della visita i ragazzi presenti erano 9. Uno di loro era in semilibertà, due in articolo 21 esterno. Le celle sono dotate di più mobilio rispetto alle sezioni ordinarie e di una grande tv. Viene segnalato il malfunzionamento del riscaldamento. Il bagno non ha la doccia interna.
Spazi comuni
Gli spazi comuni appaiono spogli e poco vissuti. Le stanze per la socialità hanno un biliardino e tavoli con panche, spesso deteriorate o sfasciate. Vi è una stanza in sezione per effettuare le chiamate con i parenti, dotata solo di un divano, un telefono e un frigorifero. L’ambiente è molto sporco, con sigarette e spazzatura per terra. L’unico spazio esterno usato con continuità per tutto l’anno è adiacente alle sezioni detentive, circondato da alte mura, ed è piuttosto trasandato. A parte il calcio, non è attrezzato per la pratica di nessun altro sport. Sul retro, nei pressi delle mura perimetrali dell’Istituto, vi è un campo da rugby più grande e meglio tenuto e una piscina esterna, utilizzata solo utilizzata e solo in occasioni particolari (ad esempio durante alcuni appuntamenti sportivi). Sono presenti diversi spazi per le lavorazioni: una falegnameria, un laboratorio produttivo con 5 postazioni per percorsi formativi gestito dalla cooperativa Cidiesse e una cucina utilizzata per attività di pasticceria.
Ragazzi detenuti
Su una capienza di 46/48 posti, al momento della visita i ragazzi presenti erano 64. Di questi, 39 erano minori stranieri non accompagnati, 17 italiani e 8 di seconda generazione. Tra i MSNA il primo paese di provenienza è l’Egitto, con 14 ragazzi. Per quanto riguarda le posizioni giuridiche, 22 ragazzi erano in custodia cautelare, 2 definitivi puri ed il resto con posizioni giuridiche miste. Per quanti riguarda i reati, 46 ragazzi erano detenuti per reati contro il patrimonio (3 furti aggravati, il resto rapine), 11 per reati contro la persona, 4 per violazioni del testo unico stupefacenti e 3 per violenza sessuale. Quattro ragazzi erano in IPM a causa di aggravamenti dalla comunità. La maggior parte dei ragazzi rientra nella fascia tra i 16 e i 17 anni. Viene segnalata la presenza anche di 6 ragazzi giovanissimi (del 2009). Non vi è nessuna divisione tra minori e giovani adulti, né aree per i nuovi arrivati.
Personale
A novembre 2024 è stato rimosso il Direttore, in carica da appena un anno. Il Ministero ha indicato il Beccaria come Istituto da sottoporre a stretta sorveglianza, quindi “sede di incarico superiore” che necessita un dirigente con lunga esperienza. Al momento della visita la dott.ssa Maria Teresa Mazzotta, dirigente dell’Uiepe di Milano, svolgeva le funzioni di direttrice reggente. A settembre 2024 ha preso servizio il nuovo comandante Raffaele Cristofaro. Da novembre 2024 la direzione è stata affidata alla dott.ssa Raffaella Messina. Su una pianta organica che prevede tra le 80 e le 90 unità di polizia penitenziaria, a novembre 2024 ve ne erano assegnate 112 (di cui 40 inviate dal Dap o da altri Istituti). Sulle 112 unità, circa 80 risultavano effettivamente operative. Vi è quindi un numero di agenti ben superiore ai ragazzi presenti in Istituto. L’area educativa era composta da tre Funzionari della professionalità pedagogica (FPP), a cui tra fine 2024 e inizio 2025 se ne sono aggiunti altri otto per un totale di 11 FPP. Sedici educatori comunali collaborano nell’Istituto. E’ presente un mediatore culturale di lingua araba.
Sanità
Da una visita del Garante comunale è stato rilevato come la situazione complessa dell’estate del 2024 abbia avuto un forte impatto sulla farmacodipendenza nonché sul malcontento del personale sanitario, con diversi tra infermieri e medici che hanno preferito lasciare il lavoro o destinazione piuttosto che tornare in Ipm. Sempre secondo il Garante, rispetto al passato, l’Istituto ha una maggiore copertura oraria di medici (dalle 9.30 circa alle 22.00) compresi i festivi. E’ aumentato anche il numero dei medici, in totale 4, coordinati dalla dott.ssa Mannarini. Ci sono inoltre due neuropsichiatri, uno psichiatra, 8 psicologi clinici, un dentista, infermieri ed un’intera equipe (medici, educatori, assistenti sociali) del SERVIZIO SPAZIO BLU per le dipendenze. Tutto il personale è presente in Istituto quotidianamente. Sulla questione della farmacodipendenza è evidente che nell’ultimo tempo sia arrivata a livelli esponenziali, come denunciato da report e inchieste giornalistiche (cfr. Altreconomia). All’interno dell’infermeria vi è un ambulatorio odontoiatrico, un ambulatorio psicologi, un ambulatorio infermieristico, un ambulatorio primo soccorso, un ambulatorio medico e due camere di isolamento per ragioni sanitarie ma spesso utilizzate per motivi disciplinari. Le celle lisce, prive di qualsiasi mobilio e sono sempre piene, poiché i provvedimenti disciplinari sono frequenti e quindi anche gli isolamenti.
Eventi critici e sistema disciplinare
Gli eventi critici avvenuti nell’ultimo biennio hanno evidenziato un disagio diffuso tra gli ospiti della struttura che ci fanno comprendere che qualcosa all’IPM Beccaria non sta funzionando. Al momento della visita era in corso un evento critico, con un ragazzo collocato in una cella vuota in visibile stato di agitazione. Pare avesse minacciato di togliersi la vita con un cappio. Aveva anche chiari segni di autolesionismo recente. A settembre 2024 sono evasi tre ragazzi. Erano tutti nella sezione a trattamento avanzato dove però, a detta del personale, erano stati collocati a seguito di una “valutazione non condivisa”. Erano ragazzi non a fine pena, detenuti nel reparto avanzato principalmente per carenza di spazi negli altri reparti. Al momento della visita almeno 6 ragazzi erano in isolamento (4 in infermeria e 2 nel Gruppo 3). I quattro ragazzi in isolamento in infermeria erano suddivisi divisi in due celle entrambe con un letto, un materasso per terra e il bagno alla turca. Un ragazzo ha problematiche psichiatriche, un altro si è fatto male ad una mano e un altro si è tagliato. Uno di loro racconta che il giorno prima aveva compiuto 18 anni. A marzo 2025 si sono verificati due episodi di protesta: il primo nella notte tra il 12 e il 13 con un incendio, spento in breve tempo, che ha causato l’intossicazione di quattro ragazzi; il secondo il 24 con un incendio appiccato da due ragazzi diventati maggiorenni in carcere, contrari al trasferimento in un penitenziario per adulti in Sicilia. Fiamme domate subito, la situazione torna sotto controllo dopo qualche ora. A luglio 2025 è scoppiata un’altra protesta per alcuni mancati servizi e un gruppo di ragazzi si è rifiutato di rientrare in cella. Viene danneggiata una sezione dell’istituto intaccando mobili, luci e telecamere. Il 27 luglio 2025 un ragazzo di 17 anni evade scavalcando le inferriate. Era arrivato in istituto da poco tempo.
Scuola, lavoro e formazione professionale
Benché la visita si sia svolta in orari mattutini, solo quattro ragazzi erano in aula scolastica insieme ad un docente di informatica e uno di sostegno. Ognuno stava svolgendo attività diverse: un ragazzo (che ci è stato riferito essere analfabeta) sfogliava un libro di immagini, un ragazzo leggeva una fotocopia sull’effetto serra, un altro provava a compilare un difficile test di valutazione delle conoscenze informatiche e il quarto stava insieme al sostegno. Era evidente come non fosse in corso nessuna attività scolastica strutturata. Potenzialmente sono numerose le attività formative e professionalizzanti, essendo presenti sia diversi spazi per le lavorazioni sia numerose risorse esterne disposte a collaborare con l’Istituto. Nonostante questo, solo un ristretto numero di ragazzi è effettivamente coinvolto. E’ attivo un corso di falegnameria, uno di cucina e uno di pasticceria. All’interno dell’Ipm la cooperativa Cidiesse ha un laboratorio produttivo con 5 postazioni per percorsi formativi. Al momento della visita solo 3 ragazzi erano coinvolti, di cui due ancora in formazione interna e uno autorizzato ad uscire in articolo 21.
Giornata tipo
8.30 – 12.00: apertura per attività
12.00 – 13.00: chiusura in stanza
13.00 – 14.00: pranzo
14.00 – 15.00: chiusura in cella
15.00 – 18.30: apertura per attività
18.30- 19.00: cena
20.00: chiusura in stanza
Torna alla sezione Istituti Penali per minorenni
Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile











