Istituto Penale per i Minorenni di Pontremoli (MS)
Indirizzo: Via IV Novembre 15, 54027 Pontremoli (MS)
Telefono: 0187 830135
Email: ipm.pontremoli.dgm@giustizia.it
PEC: prot.ipm.pontremoli@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni femminile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Genova
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Genova
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Genova
L’Istituto in sintesi
L’Istituto Penitenziario per Minorenni di Pontremoli è l’unico in tutta Italia ad essere destinato esclusivamente a ragazze detenute. Situato in provincia di Massa Carrara, l’Ipm ospita ragazze da tutte le regioni settentrionali. Al momento della visita, svolta a novembre 2025, le ragazze presenti erano 9, un numero contenuto rispetto a qualche mese fa quando l’Istituto ha conosciuto periodi di sovraffollamento, arrivando ad ospitare fino a 22 ragazze. I percorsi educativi risultano strutturati, anche alla luce del numero esiguo di ragazze e del personale presente che soddisfa pienamente quanto previsto dalla pianta organica. L’efficacia dei percorsi resta comunque subordinata ad una permanenza media che va dai 2/3 mesi ai 7/8 mesi; ciò non toglie che gli uffici territoriali vengano attivati tempestivamente e si tenta di dare continuità ai percorsi anche una volta fuoriusciti dall’Istituto. Diversamente dall’ultima visita, non siamo stati autorizzati ad entrare nelle sezioni detentive.
Struttura
L’Istituto si trova all’interno della cittadina di Pontremoli ed è raggiungibile o in macchina o in treno. Dalla stazione dei treni ci si impiega circa 10 minuti a piedi. L’edificio, essendo stato in passato una casa mandamentale e poi una piccola casa circondariale femminile, strutturalmente è in tutto e per tutto un carcere: alte mura di cinta, larghi corridoi su cui si affacciano le stanze detentive, spazi all’aperto piuttosto angusti e “ristretti”. L’IPM si trova vicino al centro dell’abitato di Pontremoli, circondato da edifici residenziali e poco distante da un complesso scolastico.
Spazi detentivi
Diversamente dall’ultima visita, non siamo stati autorizzati ad entrare nelle sezioni detentive. Al piano superiore della struttura in unico corridoio si trovano tutte le 5 stanze detentive, che ospitano in media 3/4 persone. La capienza massima è di 17 posti.
Spazi comuni
Gli spazi comuni, sia interni che esterni, si presentano sufficientemente adeguati per 9 ragazze ma probabilmente insufficienti per un numero maggiore di detenute. Al piano terra, dopo l’ingresso, si trovano le stanze per i colloqui (con postazione per colloqui via Skype), alcuni laboratori, gli uffici del personale e l’Ufficio matricola. Dalla stanza dei colloqui, di dimensioni ridotte, si accede ad una piccola corte interna attrezzata con un gazebo, fruibile come area verde per i colloqui con i bambini e in alcuni casi come spazio per le attività. Sempre dal piano terra si accede al cortile, angusto e poco in linea con la vocazione trattamentale dell’Istituto, coperto con un prato di erba sintetica e attrezzato con alcune panchine, qualche sedia e poco altro. Non ci sono piante o alberi, solo le mura dell’Istituto e quelle di recinzione. Al terzo piano è presente una biblioteca (sfornita di libri in lingua), un’ampia cucina in cui si pranza, arredata come se fosse una cucina “di casa”; vi è poi una palestra e una zona delimitata destinata a svolgere alcuni laboratori. Non vi sono spazi per liturgie religiose.
Effetti del Decreto Caivano
Il DL Caivano non avrebbe prodotto effetti pregiudizievoli rilevanti, quantomeno sotto il profilo degli ingressi in carcere (diversamente da quanto riferito alla precedente visita del 2023). Negli ultimi mesi ci sono stati due trasferimenti verso Istituti per adulti: il primo verso fine aprile/inizio maggio, il secondo a fine giugno, quest’ultimo deciso per tutelare le altre ragazze detenute.
Ragazze detenute
L’Istituto è destinato esclusivamente a ragazze, prevalentemente provenienti dalle regioni settentrionali. La capienza massima è di 17 posti. Al momento della visita erano presenti 9 detenute, di cui 2 definitive e 3 a seguito dell’aggravamento della misura cautelare. Ci sono 2 maggiorenni e la più piccola ha 14 anni. Tutte sono di nazionalità italiana ad eccezione di una ragazza di nazionalità marocchina. Da anni è stato riscontrato un cambiamento della popolazione detenuta in ordine sia alla tipologia (più italiane rispetto al passato, anche di seconda generazione) e ai titoli di reato, dunque non più per reati contro il patrimonio ma, prevalentemente, reati contro la persona.
Personale
La direttrice ha iniziato a svolgere le sue funzioni nell’ottobre 2024, non sono presenti vicedirettori. Per quanto concerne la Polizia Penitenziaria, l’attuale Comandante, che sarà effettiva da dicembre, è ancora affiancata, per una/due volte a settimana, dal precedente Comandante e vice-comandante. La Polizia veste in divisa e, sul punto, non hanno riscontrato alcun cambiamento né problematicità stante il rispetto che le ragazze avrebbero per il ruolo del personale di polizia, sia che esso indossi o meno la divisa. Inoltre, diversamente da altri istituti, nessuna problematicità di sorta è stata riscontrata in relazione alla poca differenza d’età che intercorre tra la polizia e le ragazze detenute; sul punto è stato sottolineato come l’uso della divisa agevoli il rispetto nei confronti soprattutto delle/degli agenti più giovani. Infine, per quanto riguarda la formazione, specificatamente per i minori, è limitata ad appena 3 mesi. Ci è stato riferito di un incontro organizzato dal Dipartimento in occasione del quale venivano coinvolti sia la Direttrice che il Comandante e veniva chiesto loro suggerimenti che potessero essere accolti dall’amministrazione. La direttrice ha rilevato la mancanza di capacità informatiche delle nuove leve della polizia penitenziaria, soprattutto in ordine all’utilizzo dei sistemi interni. Il Comandante ha suggerito la presenza di facilitatori a supporto dei nuovi agenti. Il personale è poi composto da quattro Funzionari della professionalità pedagogica, un operatore socio-pedagogico, un esperto ex art. 80 (psicologo). Gli assistenti sociali non sono previsti da pianta organica ma lo scorso anno ne era coinvolto uno, distaccato dall’Ussm di Firenze. Il mediatore culturale è presente solo su chiamata, quando vi sono ragazze straniere che non parlano adeguatamente l’italiano (nessuna al momento della visita; l’anno scorso è stato presente per un paio di mesi circa). Come ministro di culto è presente solo il Cappellano il quale ha un buon rapporto con tutte le ragazze detenute. Per quanto riguarda altri ministri, è entrato solo un pastore evangelico, su richiesta. Infine entrano degli educatori esterni, pagati dalla Caritas, che svolgono attività ludiche.
Sanità
L’infermeria risulta composta dalla stanza del medico il quale è presente in struttura tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, o la mattina o il pomeriggio. Il fine settimana è disponibile la sola guardia medica. Non vi sono specialisti fissi ma solo su chiamata (prevalentemente visite dentistiche e ginecologiche). Il medico dell’Ipm, essendo anche primario del Pronto Soccorso, spesso agevola gli appuntamenti per le visite richieste. La psicologa Asl è presente due volte a settimana (anche al momento della visita) e si occupa della salute mentale delle nuove giunte. Insieme al medico hanno descritto una situazione – almeno nel periodo precedente alla visita – relativamente buona e tranquilla. Ciò è dovuto alla coesione del gruppo di ragazze presenti, più o meno coetanee; hanno invece riscontrato maggiori problematiche nel momento in cui sono presenti le ragazze più grandi le quali, avendo esigenze e comportamenti diversi, possono determinare una maggiore conflittualità. E’ stato inoltre riscontrato un disagio psichico soprattutto in tre momenti: al momento dell’ingresso, dopo 2-3 mesi dall’ingresso e quello in prossimità dell’uscita. Detto ciò, in ordine alle problematiche di salute e di dipendenza, ne è emersa una situazione apparentemente “rosea”. Il medico ha fatto presente che la somministrazione di farmaci è tutta indirizzata alla riduzione e che, quando escono dal carcere, le ragazze stanno bene. Durante l’ultima visita (si suggerisce la lettura del rapporto 2024), viene riferita la quasi assenza di somministrazione di terapie se non a livelli bassissimi (ad esempio, non risultano tossicodipendenti ed il metadone, nell’ultimo anno, è stato somministrato un paio di volte). Sul punto preme evidenziare che ci è stata indicata una delibera della regione Toscana del 2023 la quale prevede, appunto, una riduzione di somministrazione di psicofarmaci. Tuttavia, ci è stata segnalata la presenza di un’infermiera per la somministrazione della terapia tre volte al giorno ma non ci sono stati forniti i dati sulle terapie in corso. Da un’inchiesta realizzata da Altreconomia, emerge come nel biennio 2022-2024 la spesa per l’acquisto di antipsicotici sia considerevolmente aumentata in molti Ipm, tra i quali quello di Pontremoli dove la spesa è cresciuta del 435%. L’inchiesta dipinge dunque un quadro assai diverso da quello descritto durante la visita.
Maternità
L’Ipm risulterebbe attrezzato anche per ospitare madri con bimbi piccoli, che tuttavia non erano presenti al momento della visita. Al momento della visita non erano presenti donne in stato di gravidanza. E’ stato però riferito che, tempo fa, una ragazza è stata fatta partorire all’interno del carcere, senza il supporto di adeguato personale medico.
Eventi critici e sistema disciplinare
Per quanto concerne sia gli eventi critici che il sistema disciplinare sorprende il cambiamento che, in direzione quasi opposta rispetto alla visita del 2023, emerge invece in quella più recente. Non è da escludere che il miglioramento sia dovuto sia al cambio di direzione che all’assenza di eventi critici rilevanti (diversamente da quanto accaduto nel 2022). Ciò non toglie che, a seguito della richiesta di informazioni circa “eventi critici”, è stato negato qualsivoglia accadimento. Solo in un secondo momento, durante la conversazione, è emerso che vi sono stati casi di autolesionismo nonché casi di aggressione al personale. Per quanto riguarda l’autolesionismo, gli episodi sono riconducibili – così come riferitoci – a “sfoghi di natura personale” e non, invece, per protesta. La Direzione ha evidenziato che le ragazze si sfogano su di sé, invece che sugli altri, e che “anche fuori tutti si tagliano”, come a voler minimizzare i suddetti episodi. Per quanto riguarda i fatti di aggressione e minacce nei confronti del personale di polizia, sono state irrogate sanzioni disciplinari (al massimo 5 giorni di esclusione Attività Comune ma senza l’isolamento effettivo, in apposita cella) ma non sono stati in grado di riferire se si sono poi trasformati o meno anche in procedimenti penali.
Scuola, lavoro e formazione professionale
In merito all’attività scolastica, vi è un’unica classe e vi sono ragazze delle scuole medie e primo superiore le quali seguono percorsi paralleli con le insegnanti. In caso di trasferimento viene comunque rilasciato loro un certificato inerente al percorso affrontato fino a quel momento. Nel giugno 2025 sono state tre le ragazze promosse ed una si è diplomata. In merito all’attività lavorativa, nessuna lavora poiché tutte rientrano nell’età dell’obbligo scolastico. Solo per la ragazza che si è diplomata a giugno 2025, non potendo più frequentare le scuole, si sono attivati per la ricerca di percorsi formativi e lavorativi. Infine, in merito alla formazione, questa si basa quasi esclusivamente sul progetto TRIO, cioè corsi online, su diverse materie, con il supporto di insegnanti esterni.
Attività ricreative, culturali e sportive
Diversamente dalla visita precedente, caratterizzato da un clima di maggior chiusura, in quella del 2025 è stata riscontrata una maggiore apertura e una programmazione giornaliera ricca di attività. Vengono svolte attività sportive (pugilato, calcio con ingresso della squadra di calcio femminile Carrarese under19, karate, yoga, palestra e corpo libero), culturali e ricreative (laboratorio rap, ascolto musicale, educazione emotiva, corso chitarra, scrittura narrativa).
Giornata tipo
Sveglia prevista alle 7.30 ma capita che si alzino, effettivamente, anche alle 8.15. Iniziano poi le attività del mattino fino alle 12.30. Dalle 12.30 fino alle 14.30 è prevista la cosiddetta “chiusura”, durante la quale le ragazze rimangono all’interno della cella. Continuano poi le attività fino alle 18.30, dopo è prevista la cena e, infine, la terapia serale.
Contatti con l’esterno
Trattandosi di ragazze che vengono da tutto il nord Italia, i colloqui si svolgono tendenzialmente in videochiamata, 2 giorni a settimana; vengono inoltre effettuate delle visite prolungate, il venerdì o il sabato e l’ultima domenica del mese, 4 volte al mese, della durata variabile dalle 4 alle 6 ore (orario previsto dalle 10 alle 16). Le visite prolungate per il momento sono garantite ma il personale della penitenziaria è ridotto e lo spazio molto piccolo. Infine è possibile telefonare tre volte a settimana.
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