IPM Roma

Istituto Penale per i Minorenni di Roma “Casal Del Marmo” (RM)

Indirizzo: Via G. Barellai 140, 00135 Roma
Telefono: 06 303301
Email: ipm.roma.dgm@giustizia.it
PEC: ipm.roma.dgm@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile e femminile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Roma
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Roma
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Roma

L’Istituto in sintesi

L’Istituto penale per minorenni di Roma Casal del Marmo è l’unico a livello nazionale ad ospitare sia ragazzi che ragazze detenute. Al momento della visita in totale i presenti erano 57, di cui 51 maschi e 6 femmine. Oltre la metà erano stranieri, la maggior parte minori stranieri non accompagnati. Se oggi i numeri delle presenze sono in linea con la capienza regolamentare, fino a qualche mese fa l’Istituto ha dovuto affrontare una significativa situazione di sovraffollamento arrivando a fine 2024 ad ospitare 70 ragazzi/e. Numeri così elevati hanno implicato l’aggiunta di letti in gran parte delle celle, riducendo in maniera significativa gli spazi delle sezioni maschili, già di per sé ristretti e in alcuni casi fatiscenti. Il sovraffollamento in quei mesi ha generato un forte impatto sia sulle condizioni di detenzione che sul clima interno all’Istituto, ora tornato ad una fase meno complessa. La struttura è composto da tre palazzine detentive che, dopo un lungo periodo di riorganizzazione, sono recentemente tornate ad ospitare tre gruppi distinti: una per i maschi giovani adulti, una per i maschi minorenni e una per le femmine senza distinzione di età. Ad esse se ne aggiungerebbe una quarta, chiusa ormai da diversi anni, per la quale è stata avanzata la proposta di destinarla ai ragazzi autorizzati ad attività all’esterno. La mancata attuazione di tale proposta di fatto limita la possibilità di dar vita a percorsi a trattamento avanzato per i ragazzi dell’IPM. Sono da tempo in corso i lavori per trasferire nel complesso di Casal del Marmo il Centro di prima accoglienza di Roma, dove vengono collocati i ragazzi/e nelle fasi di fermo e arresto. I lavori interessano l’edificio che prima ospitava l’area sanitaria dell’Istituto, che per questo si appoggia ormai da diversi mesi in alcuni container nell’area verde. Nota positiva è l’aumento di personale registrato negli ultimi anni, con l’arrivo di un direttore incaricato e il significativo incremento di risorse dell’area educativa.

Struttura

L’Istituto, collocato in un’area isolata della periferia Nord ovest della città, è composto da diverse palazzine detentive: una per i maschi giovani adulti, una per i maschi minorenni e una per le femmine senza distinzione di età. Ad esse si aggiunge una quarta palazzina, chiusa ormai da diversi anni, per la quale è stata avanzata proposta di destinarla ai ragazzi autorizzati a recarsi all’esterno per attività di studio e/o lavoro (ex art. 21 OP). Secondo notizie non ufficiali sembrerebbe che siano stati individuati i fondi necessari dal Ministero delle infrastrutture. Ad oggi, la mancata attuazione di tale proposta limita la possibilità di dar vita a percorsi a trattamento avanzato per i ragazzi dell’Ipm. Una soluzione più rapida per i ragazzi in articolo 21 era stata individuata creando uno spazio apposito all’interno della palazzina femminile. A febbraio 2025 era stato costruito un muro finalizzato a delimitare gli spazi della palazzina ma, in occasione di un evento pubblico dove erano presenti anche dei dirigenti dell’amministrazione, le ragazze hanno lamentato il loro mancato coinvolgimento nella decisione che di fatto limitava gli spazi a loro destinati. L’amministrazione ha provveduto ad ascoltare le loro richieste disponendo l’abbattimento del muro due giorni dopo la sua costruzione. Per quanto riguarda i collegamenti per raggiungere l’Istituto, l’Atac (azienda dei trasporti di Roma) ha richiesto all’Ipm una ricognizione delle esigenze. Il collegamento con la stazione dei treni, a 15 minuti a piedi circa, è carente soprattutto nei mesi estivi.

Spazi detentivi

Entrambe le palazzine maschili versano in condizioni molto fatiscenti. La palazzina dei giovani adulti ha una capienza di 25 posti. Il primo piano della palazzina dei giovani adulti è composto da tre corridoi, due con tre celle e uno con due. La cella visitata ospitava quattro ragazzi, aveva muri disadorni, scrostati e a tratti con muffa. Sono praticamente prive di mobilio, composto esclusivamente dai letti, un armadio condiviso e una tv. In una cella alcuni i ragazzi utilizzavano uno stendino per i panni a mo’ di tavolo. Sono disponibili alcuni ventilatori grazie ad una donazione della Garante comunale. L’ambiente bagno delle celle è piccolo e in cattive condizioni, dotato di wc, lavandino e doccia. Gli orari di apertura delle stanze sono la mattina dalle 7.30 alle 12.30 e la sera dalle 15.30 alle 19.30. Al piano terra della palazzina vi è un corridoio con una cella usata per separare i ragazzi in caso di tensioni. La stanza è ampia ma spoglia, non pulita e in disordine, con un televisore, tre letti e un armadio. Il bagno è piccolo e sporco, dotato di wc, lavandino e doccia. Al momento della visita la cella ospitava un ragazzo da 5 giorni. Nonostante sia stata ristrutturata in tempi recenti, anche la palazzina dei minorenni versa in condizioni fatiscenti. Complessivamente ha una capienza di 27 posti. Gli ambienti detentivi sono strutturati su due piani. Al piano terra, oltre a una stanza mensa, sono presenti sei celle, tre in un corridoio e tre in un altro. Di queste, quattro erano utilizzate al momento della visita e due vuote. Uno dei due corridoi era in condizioni particolarmente critiche, con muri bruciati a seguito di un evento critico e con perdite d’acqua dal soffitto. Il primo piano è diviso in tre bracci detentivi, due con tre celle e uno con due. La palazzina femminile è in condizioni decisamente migliori. L’esiguo numero di ragazze consente di godere di spazi più ampi e curati. E’ divisa in due bracci, entrambi con quattro stanze. Al momento della visita solo tre stanze erano utilizzate, ospitando ognuna due ragazze. Gli orari di apertura delle stanze sono la mattina dalle 7.30 alle 12.30 e la sera dalle 15.30 alle 19.00, mezzora prima rispetto ai ragazzi.

Spazi comuni

Oltre alle palazzine detentive, ve n’è una dedicata alle attività con annessa una piccola chiesa. All’interno della “palazzina attività” vi è un teatro, due piccoli laboratori per la lavorazioni dei metalli e la parrucchieria, un lungo corridoio con le aule scolastiche, un’aula informatica e la biblioteca alla quale è possibile accedere per svolgere attività organizzate o su richiesta insieme ad un’operatrice. E’ presente una palestra con sala fitness in buono stato, da poco sono stati attivati anche condizionatori. Tranne per gli ambienti per le attività sportive, gli altri spazi della palazzina sono ad uso quasi esclusivo dei ragazzi. Le ragazze utilizzano principalmente la sala polivalente interna alla sezione e solo in via eccezionale gli ambienti della palazzina attività. E’ presente in Istituto un campo da calcio e un campo da basket in cemento. L’area verde utilizzata dalle ragazze è attrezzata con dei tavolini, ma a causa del tetto rotto c’è il rischio che non possa essere utilizzata in caso di pioggia o eccessivo sole. Tutte le palazzine hanno una sala mensa per consumare insieme i pasti. Al maschile però non sempre viene utilizzata. Nella palazzina dei giovani adulti sono state registrate versioni discordanti sul motivo per cui la stanza da pranzo non veniva usata in comune: i ragazzi hanno riferito che gli agenti non lo consentono poiché la stanza è priva di telecamera, mentre l’agente presente sosteneva che è scelta dei ragazzi decidere di mangiare o meno nello spazio comune. Al piano terra della palazzina dei giovani adulti tre celle vuote dovrebbero essere adibite a stanze per i colloqui con il personale. Tutte le palazzine hanno delle salette per la socialità. Dovrebbe essere previsto il rifacimento dell’area verde in collaborazione con la facoltà di architettura.

Effetti del Decreto Caivano

Da gennaio 2024 si è registrata per diversi mesi una crescita massiccia delle presenze, arrivando a raggiungere le 70 persone. Le palazzine maschili sono state per un periodo in condizioni di sovraffollamento. Il direttore ha riferito che date le grandi dimensioni dell’Istituto si è riusciti tutto sommato a gestire gli spazi. Ad eccezione di un evento critico che ad agosto 2024 ha determinato l’inagibilità di alcune stanze, non è mai stato necessario far ricorso a materassi a terra. Per rispondere agli elevati numero le stanze solitamente da due ragazzi venivano adibite in modo da ospitarne quattro. Alcuni ragazzi hanno riferito di aver trascorso anche un periodo in cinque, dormendo tutti insieme su tre letti attaccati. Al momento della visita alcune stanze ospitavano ancora quattro ragazzi, nonostante la direzione avesse riferito che non si superavano le due presenze. Prima del Decreto Caivano si faceva frequentemente ricorso alla misura del cosiddetto aggravamento, ossia del collocamento temporaneo in Ipm del ragazzo che per ragioni disciplinari veniva allontanato da una comunità. Secondo la direzione, a seguito delle modifiche intervenute con il decreto, situazioni che prima avrebbero comportato il ricorso all’aggravamento temporaneo si sono tradotte in sostituzioni definitive della misura, da collocamento in comunità a detenzione in Ipm. Nel 2024 sono stati disposti 16 trasferimenti al sistema adulti per questioni di sicurezza. Da gennaio a settembre 2025 sono stati trasferiti 8-9 ragazzi. La maggior parte (2/3) dei trasferimenti sono avvenuti d’ufficio per motivi di sicurezza, il resto su richiesta dei ragazzi. I criteri adottati dal carcere in ordine ai trasferimenti si basano sulla sussistenza di margine di poter ancora lavorare con i ragazzi.

Ragazzi e ragazze detenuti

Al momento della visita in totale i presenti erano 57, di cui 51 maschi e 6 femmine. Dei maschi 27 erano minorenni e 24 maggiorenni; le ragazze erano 3 maggiorenni e 3 minorenni. Secondo la direzione, si registra negli ultimi tempi un incremento nel numero di ingressi dei giovani adulti per sentenze passate in giudicato. Esempio emblematico il caso di un ragazzo entrato in Ipm per una condanna a 5 mesi per reati di lieve entità commessi diversi anni fa, interrompendo il suo percorso esterno e causando il licenziamento da parte del datore di lavoro. La maggior parte dei ragazzi presenti è in custodia cautelare (70% dei presenti). Secondo la direzione ciò deriva dal fatto che la maggior parte dei processi non si definisce con una sentenza di condanna. Per quanto riguarda la provenienza geografica, dei maschi 29 erano stranieri e 22 italiani. La maggior parte degli stranieri sono MSNA quasi tutti provenienti da comunità del territorio. Le ragazze erano 5 italiane e una straniera. Dopo la chiusura del reparto femminile di Nisida, la sezione femminile di Casal del Marmo ospita ragazze da tutta Italia. Delle cinque straniere, due erano del territorio laziale, due siciliane e una toscana.

Personale

Da dicembre 2023 vi è un nuovo direttore titolare. L’area educativa è composta da 19 Funzionari della professionalità pedagogica, in netto aumento rispetto al passato. Questi numeri consentono ad ognuno di loro una presa in carico di 4/5 ragazzi. La Comandante titolare lascerà il posto a dicembre 2025 all’attuale Commissario arrivata in Ipm nel mese di maggio 2025 dopo una carriera nel sistema per adulti. La pianta organica della polizia penitenziaria prevede 89 unità. Quelle assegnate all’Istituto sono 79, ma attualmente le effettive sono 55 a causa di distaccamenti e frequenti permessi per malattia. Le ricorrenti assenze per malattia, prese in particolar modo dalle reclute più giovani, creano numerose difficoltà organizzative. Altra problematica relativa ai neo assunti riguarda la carenza di formazione, di breve durata (considerato che i corsi durano 4 mesi comprensivi sia del tirocinio che della parte teorica) e non specifica sul lavoro con i minori. Inoltre gli operatori anziani, che potrebbero trasmettere conoscenze e competenze, stanno uscendo. Sono presenti tre mediatori culturali, di cui uno Asl. Oltre al cappellano è presente un Imam e un pastore evangelico. Attualmente sono competenti per l’Istituto due magistrati di sorveglianza e si è in attesa del terzo. Entrano una volta al mese per colloqui e uno di loro circa due volte l’anno svolge visite ispettive.

Sanità

A causa dei lavori di ristrutturazione per la creazione del CPA, da giugno 2023 è stato chiuso l’edificio che prima ospitava l’area sanitaria. Gli ambienti sanitari sono stati spostati in alcuni container prefabbricati, gravando sulla disponibilità di spazi e sulla qualità lavorativa. Se prima si avevano a disposizione più ambienti (compreso un gabinetto dentistico) ora l’area sanitaria è sensibilmente ridotta. La responsabile sanitaria è una medica (ginecologa) presente in Istituto da diverso tempo. Il team medico è poi composto da un coordinatore Asl, due medici Asl a contratto e tre infermieri di cooperative. Il cardiologo, l’ecografista e lo pneumologo si recano in Istituto a chiamata. Il servizio medico è previsto ogni giorno dalle 8.00 alle 20.00. Per qualsiasi altra esigenza sanitaria si fa riferimento all’Ospedale San Filippo Neri, distante pochi chilometri. Una volta a settimana accede un odontoiatra. Sempre una volta a settimana fanno ingresso in Istituto uno psichiatra e il SerD. Sono presenti tre psicologi Asl ognuno 38 ore la settimana. Nessuno tra i ragazzi presenti è affetto da patologie psichiatriche rilevanti. Dieci sono presi in carico dal SerD, di cui quattro per situazioni di dipendenza più serie. Circa venti ragazzi assumono terapie farmacologiche. I sanitari sostengono che sono numerosi i casi autolesionistici, soprattutto tra i ragazzi stranieri.

Eventi critici e sistema disciplinare

Complessivamente nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi. Su questi ultimi viene riferito che due sono stati segnalati con scheda di evento critico, ossia episodi di portata significativa, mentre i 15 non segnalati apparivano di natura dimostrativa. Si sono verificate due proteste e quattro evasioni, di cui tre ragazzi evasi in un’unica occasione e uno durante un permesso premio. Per quanto riguarda il sistema disciplinare, sono state complessivamente irrogate 214 sanzioni, di cui 132 esclusioni dalle attività in comune. Nel 2024 sono stati disposti 16 trasferimenti al sistema adulti per questioni di sicurezza; tra gennaio e settembre 2025 ne sono stati disposti 8 o 9. A detta del personale, la sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività in comune non viene mai eseguita nelle celle di isolamento (sebbene esistano) ma nelle stanze ordinarie. Durante la visita al piano terra della palazzina dei giovani adulti un ragazzo era collocato da solo in una stanza all’interno di un corridoio vuoto. Il personale e lo stesso ragazzo hanno riferito che si trattava di un collocamento “precauzionale” poiché aveva avuto attriti con gli altri ragazzi. Tale soluzione sarebbe stata individuata in via straordinaria trattandosi di una permanenza breve, iniziata da poco e prossima al concludersi trovandosi a pochi giorni dal fine pena. Il ragazzo sembrava tranquillo e dichiarava di non voler tornare in sezione insieme agli altri. Per limitare la chiusura in cella veniva garantita la possibilità di muoversi per il corridoio, oltre all’accesso all’aria.

Scuola, lavoro e formazione professionale

L’istruzione prevede corsi di alfabetizzazione, scuola media, biennio alberghiero e gruppo avanzato. Una ragazza è iscritta ad un’università telematica e a volte si reca all’esterno per svolgere gli esami. Dovrebbe partire a breve il corso di formazione professionale “Germogli”, promosso da Tiscali, che vedrà coinvolti 12 ragazzi/e per 8 mesi in un percorso di apprendimento dell’utilizzo di attrezzatura informatica. I ragazzi partecipano ad attività di falegnameria, oreficeria e pizzeria che, pur avendo una valenza professionale, non prevedono il rilascio di attestati ufficiali. Per quanto riguarda il lavoro, fino a qualche tempo fa per i ragazzi autorizzati ex art. 21 OP fa era prevista la possibilità di recarsi al pastificio esterno adiacente al carcere. Tale possibilità è stata interrotta a causa delle difficoltà legate alla necessità di luoghi di detenzione distinti per i ragazzi autorizzati ad uscire all’esterno. Sono previste della borse lavoro grazie all’associazione Fuori Riga e il progetto Germogli. Per chi partecipa alle attività e alla formazione professionale è erogato un sussidio. L’amministrazione prevede un sussidio apposito per i ragazzi meno abbienti.

Attività ricreative, culturali e sportive

Al momento della visita era attivo il “Progetto Accordi” con la Polizia Stradale per le condotte a rischio legate alla guida; il corso di musica Rap; un laboratorio di arti decorative. Queste attività sono svolte in forma mista, prevedendo coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze. Per favorire l’integrazione e il superamento di conflitti tra i ragazzi sono stati attivati dei percorsi di confronto, strutturati in sottogruppi e guidati da diversi operatori (educatrice, psicologa, mediatore culturale, mediatore penale). Questi progetti sono stati pensati per superare gli ostacoli dettati dai conflitti tra ragazze dai quali derivano spesso “divieti di incontro” che a loro volta generano difficoltà nell’organizzazione di attività in comune.

Giornata tipo

7.30: colazione
8.30: inizio attività scolastiche/formative/lavorative
12.30: pranzo. Dopo il pranzo i ragazzi sistemano le sale mensa
13.30: rientro nelle stanze di pernottamento e chiusura
15.30: apertura delle stanze e inizio attività pomeridiane, generalmente sportive/ ricreative
18.30: cena
19.00/19.30: rientro nelle stanze e chiusura fino alla mattina successiva

Volontari

Accedono regolarmente diversi volontari, tra i quali la comunità di Sant’Egidio, l’associazione Fuori Riga incaricata della gestione della biblioteca e l’associazione Antigone con uno sportello di orientamento legale.

Contatti con l’esterno

I colloqui vengono effettuati tutti i giorni anche qualche domenica. Le videochiamate, invece, non sono previste nei giorni festivi perché gli operatori sono assenti e sono invece necessari per la gestione di eventuali brutte notizie che possono pervenire in occasione del colloquio. Non si effettuano i colloqui prolungati in ambienti familiari (così come previsto dal dlgs 121/2018) in quanto manca uno spazio apposito, richiesto da tempo al Dipartimento. E’ però consentita la possibilità di organizzare colloqui di durata superiore a quella ordinaria (di 2 o 3 ore).

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Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile