Torino

Istituto Penale per i Minorenni di Torino “Ferrante Aporti”

Via Berruti e Ferreri, 3 – 10135 Torino (TO)
Tel: 011-19239101
Fax: 011-6194249
Email: ipm.torino.dgm@giustizia.it
Posta certificata: ipm.torino.dgm@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto maschile
Dislocazione: zona urbana
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Torino
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Torino

 

Nodi identificativi e problematici

 

L’istituto di Torino è l’unico istituto penale per minori in Piemonte. L’istituto era in origine una fabbrica per la lavorazione dell’indaco e alcuni degli ampi spazi attualmente in uso, destinati alle attività, mostrano chiaramente l’origine industriale. La struttura è stata inaugurata nel 2013, dopo una significativa ristrutturazione, ed è stata costruita accanto allo storico IPM, ormai inadatto ad ospitare i giovani detenuti. Resta da fare un’ultima tranche di lavori, per i quali ora dovrebbero essere finalmente disponibili le risorse, che dovrebbe riguardare la semilibertà (che al momento non c’è), la caserma, gli uffici, il block house.
In istituto si trovano al momento della visita 35 detenuti su una capienza massima di 46 persone. La permanenza media all’interno dell’istituto risulta piuttosto breve, generalmente la durata massima è di 90 giorni. Questo fattore impedisce una progettualità ampia rispetto al percorso trattamentale. La maggior parte dei minori detenuti in questo istituto sono stranieri, una percentuale importante è rappresentata dai minori non accompagnati che sono sprovvisti di documenti e per cui non si conosce neanche l’età. Vengono comunque organizzati nell’istituto corsi di lingua, attività scolastiche ed attività sportive e ricreative.

 

Struttura

 

L’istituto si trova in un quartiere popolare semi-periferico, ma ben servito dai mezzi pubblici (la fermata dell’autobus urbano più vicina è a 150 metri dall’ingresso dell’istituto, la stazione ferroviaria di Torino Lingotto è a circa un chilometro).Ospita solo maschi, nel nuovo edificio era prevista anche l’apertura di una sezione femminile, che però non si è più concretizzata. Accanto all’istituto sorge il Centro per la Giustizia minorile.

Nelle sezioni detentive le celle sono in due corridoi contigui, l’una accanto all’altra. La finestra permette di vedere l’esterno, mentre è impossibile il contatto visivo tra una camera detentiva e l’altra. Hanno una dimensione di circa 10 metri quadrati e ospitano in media 3 detenuti (le più capienti sono da 4 posti). Sono arredate con letti non a castello e armadietti. Il bagno (con doccia) è in un vano separato e dispone di acqua calda, le docce sono liberamente accessibili ad ogni orario. Le celle sono meno curate ed accoglienti rispetto al resto dell’istituto. A detta degli operatori anche per come vengono trattate dagli occupanti.
La direzione mantiene la rigorosa divisione tra minori e giovani adulti, sia nelle sezioni che negli spazi comuni per le attività trattamentali, che comunque sono contigui. Tutta la vita detentiva è rigidamente separata, sia in termini di collocamento nelle sezioni e celle che per quanto riguarda le attività in comune. I ragazzi sono divisi in gruppi. Il numero 1 e 2, sono i gruppi per giovani adulti mentre i gruppi 3 e 4 quelli dei minorenni.

I reparti detentivi, collocati ai piani superiori sono in buone condizioni strutturali, ma hanno problemi di ventilazione e, in particolare d’estate, il caldo e l’impossibilità di avere ventilatori o impianti di condizionamento diventa motivo di tensione tra popolazione detenuta e operatori.
Oltre alle sezioni detentive destinate ai giovani adulti e alla sezione destinata ai minori, è presente una mini-sezione composta da 2 celle, di fianco all’infermeria, dove i ragazzi appena entrati aspettano di effettuare la visita medica e i colloqui di primo ingresso, prima di essere collocati in sezione. Queste celle vengono utilizzate anche momentaneamente per collocare ragazzi coinvolti in episodi di risse e litigi.
Nel complesso l’edificio può essere considerato in buono stato. In particolare l’area al piano terra. dedicata ai laboratori e alle attività formative è in ottimo stato di manutenzione e, grazie alle donazioni e ai finanziamenti da enti esterni (fondazioni bancari, volontariato, enti locali) ha attrezzature all’avanguardia (soprattutto il reparto cucina e cioccolateria e il laboratorio di serigrafia e stamperia).
All’ingresso del piano terra, c’è una sorta di “piazza”, un ampio stanzone su cui si affacciano tutte le aule per le attività. Ai due lati opposti di questa sala si trovano le varie aule in cui sono organizzate, separatamente, le attività per i minori e quelle per i giovani adulti. Sono presenti un’ampia biblioteca, due palestre, una cappella e una sala fumatori, con calcio balilla (non è consentito fumare negli altri spazi comuni), utilizzata anche per eventi (come la messa di Natale alla presenza delle autorità cittadine). Nell’area destinata ai giovani adulti sono presenti anche delle aree destinate alle attività lavorative e formative, in particolare una tipografia e disegno grafico. Sono presenti inoltre un laboratorio di cucina (che si occupa solo di formazione e di catering all’esterno, non della preparazione dei pasti) e una cioccolateria, che produce e commercia tavolette di cioccolato, promuovendo laboratori professionali retribuiti. In prossimità della “piazza” c’è la “regia” con i monitor di videosorveglianza dei vari spazi, sempre presidiata da almeno un agente di polizia penitenziaria. Proprio di fronte a questo spazio, si trovano le camere dove vengono effettuati gli isolamenti. Attualmente, l’isolamento disciplinare si svolge nelle celle dell’isolamento sanitario. Le persone in isolamento comunque continuano a frequentare le attività.
Nelle sezioni sono presenti il “refettorio” per il consumo dei pasti piuttosto angusto e alcuni spazi per la socialità ricavati in antri del corridoio.
Sono presenti un campo da calcio in erba sintetica e una pista polivalente, entrambi in ottime condizioni (con annessi spogliatoi) c’è poi un ampio cortile destinato all’aria.
Durante la visita si è visionato anche il Centro di prima accoglienza, composto da tre celle per gli uomini (6 posti) ed una cella per le donne (2 posti). Ci viene detto che lavora moltissimo. A partire dall’inizio dell’emergenza sanitaria, accoglie anche ragazzi dalla Lombardia, dato che il Cpa di Milano è chiuso da marzo 2020 per destinare i suoi spazi allo svolgimento dell’isolamento per i nuovi ingressi.

Detenuti

 

Nell’istituto, a fronte di una capienza massima di 46 posti a cui si aggiungono 2 per l’isolamento sanitario, sono presenti 35 detenuti di cui 15 giovani adulti. Tra i presenti 10 sono condannati a pene detentive, tutti adulti. Il tempo medio di permanenza in istituto è di 90 giorni.
I minorenni sono principalmente stranieri, provenienti dal Maghreb e dall’Egitto. Sono molti i minori non accompagnati. La direzione in merito ai minori non accompagnati segnala che sono senza documenti, dunque senza età, in quanto dichiarano l’età che vogliono: è stato quindi firmato un protocollo con medici legale proprio volto all’accertamento delle età.

Staff

 

Lo staff è composto da una direttrice, la Dott.ssa Vernaglione, proveniente dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in distacco due giorni a settimana. La dott.ssa Vernaglione è al contempo vice-direttrice della casa circondariale di Bari.
Il personale di polizia penitenziaria è composto da 50 unità compreso il Comandante di reparto.
Gli educatori sono un’equipe composta da un coordinatore d’area, da tre funzionari dell’area pedagogica e quattro assistenti di area pedagogica. In istituto è presente inoltre un educatore proveniente dal progetto Nomis.
Per quanto riguarda la composizione del personale amministrativo, vi sono due unità per le segreterie di comparto, un’unità delle fasce protette e un’ unità per l’ufficio contabile.
Sono presenti in istituto i mediatori culturali assunti tramite contratto annuale con l’associazione Atipyca per la fornitura del servizio. Vi è una mediatrice di lingua araba fissa per 5 ore settimanali, mentre i mediatori di altre etnie, vengono contattati a chiamata e secondo le necessità. Non vi sono mediatori assunti dal Dipartimento.

Emergenza sanitaria Covid-19

 

L’istituto ha dovuto affrontare diverse difficoltà organizzative nell’allocazione di spazi dedicati allo svolgimento del periodo di quarantena precauzionale. Inizialmente, la durata di quattordici giorni di isolamento prevista all’arrivo in istituto comportava grandi ostacoli nella dislocazione dei ragazzi. Per evitare di far svolgere i periodi di quarantena lontano da tutti, la direzione ha deciso di non adibire un’intera sezione all’isolamento ma di destinare a questa funzione tutte le stanze da due posti letto presenti nelle quattro sezioni detentive che compongono l’istituto.
Al momento della visita, si segnala che per quanto riguarda i nuovi ingressi, chi ha il green pass non fa i 15 giorni di isolamento fiduciario quanto entra in istituto. Al momento della visita tra i ragazzi detenuti erano vaccinati 25 dei 35 presenti, probabilmente a causa di nuovi ingressi recenti ancora non vaccinati.

 

Giornata tipo

Gli orari dell’istituto e le attività sono organizzati nel seguente modo:
8.00 sveglia
8.30 inizio attività formative e scolastiche con termine differenziato in base ai corsi.
13.00 pranzo ed a seguire attività di socialità
15.30 – 18.30 attività pomeridiane (sport, calcio, lab. rap, giustizia riparativa, etc), telefonate e videochiamate con i famigliari, colloqui in presenza.
19 cena
20 chiusura

Eventi critici

Nel corso dell’anno 2021 sono stati registrati 6 eventi critici.

Sanità

Gli infermieri sono presenti in istituto per sette ore e mezza al giorno. Non c’è medico 24/24 h ma è presente tutti giorni per almeno 4 ore. inoltre, non si prevede l’utilizzo della cartella clinica elettronica ma viene utilizzata solo in versione cartacea. E’ attivo il protocollo per la prevenzione del rischio suicidario. Proprio a ragione di ciò, è prevista la presenza di un neuropsichiatra due giorni alla settimana ed uno psichiatra un giorno alla settimana. Il Serd invece non è presente sempre in istituto ma interviene a richiesta.

Istruzione

 

In istituto sono attivi due corsi di alfabetizzazione a cui partecipano 8 allievi; un corso di scuola media a cui partecipano 4 allievi; un corso di 1° livello 2° periodo a cui partecipano 2 ragazzi. Vengono previsti poi percorsi individualizzati di giovani iscritti al triennio di scuola media superiore a cui partecipano 2 ragazzi. Non ci sono in istituto giovani adulti iscritti all’università, tuttavia un ragazzo si sta preparando al conseguimento del diploma di maturità.

Stando a quanto riferitoci, I rapporti con il CPIA3 di riferimento sono positivi ed oltre alla didattica nel corso dell’anno scolastico vengono effettuati progetti in collaborazione tra i vari enti tra i quali il Progetto “Adotta uno scrittore” collegato al Salone del libro di Torino, progetto di canto corale con il teatro Regio e molti altri progetti.

La scuola durante la pandemia non ha subito interruzioni, fatta eccezione per 15 giorni intorno a Pasqua. C’erano però 8 ragazzi che nell’anno accademico 2020/21 partecipavano ad attività scolastiche esterne – non uscendo regolarmente dall’istituto, bensì studiando da dentro ma in collegamento con scuole esterne cui sono iscritti e partecipando a singoli momenti fuori dall’istituto, ad esempio a verifiche – e quelli sono rimasti senza scuola a lungo. Quindi non c’è stato bisogno di attivare la didattica a distanza (se non in singole situazioni per i ragazzi che seguivano scuole esterne). Nel 2021 uno studente si è diplomato, uno ha conseguito la maturità, tre hanno superato positivamente l’anno frequentato, tre hanno conseguito la licenza media e uno ha completato un corso di formazione professionale.

Lavoro e formazione professionale

 

In istituto sono organizzati due corsi di formazione professionale: uno di addetto alle pulizie, della durata di 400 ore, e uno di operatore di cucina, della durata di 500 ore. A questi corsi di formazione professionale partecipano circa 5-6 ragazzi. Sono attivi inoltre percorsi a moduli di 150 ore ciascuno nel settore dell’informatica, dell’ arte bianca e della lavanderia.

InforCoop Ecipa organizza un corso di cucina, uno di informatica e uno di ceramica. Si tratta di corsi modulari di 150 ore che tuttavia non consentono il rilascio di alcuna qualifiche.

Attività culturali, sportive e ricreative

 

Viene organizzato un laboratorio di cioccolateria organizzato dalla SPES.

In istituto ci sono due progetti di radio broadcasting e vari laboratori artistici che coinvolgono artisti di strada. L’ultimo con “la strada è cultura” ha prodotto dei murales nell’area esterna.

In istituto viene previsto un progetto multi sportivo del CUS di Torino ed un progetto UISP di costituzione di una squadra di calcio partecipante a tornei giovanili.

Nei mesi di lockdown, nel tentativo di far svolgere ai ragazzi attività che non prevedessero l’ingresso di operatori esterni, l’istituto ha organizzato nei mesi di lockdown un progetto di cineforum grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e ha ricevuto per mezzo della Garante di Torino alcune playstations.

 

 

Contatti con l’esterno

 

Grazie alla fornitura piuttosto celere di dispositivi tecnologici da parte del Dipartimento, dall’inizio dell’emergenza sanitaria si è riusciti sin da subito a svolgere colloqui tramite videochiamate, incontrando un grande favore dei ragazzi e in particolar modo di chi in precedenza non riceveva visite. Benché il colloquio in presenza abbia sicuramente un valore diverso, il video-colloquio ha permesso non solo di vedere i propri cari ma anche la propria casa, altri luoghi e altre persone.
Fin dall’inizio del lockdown, grande attenzione sarebbe stata prestata a una chiara ed efficace comunicazione all’interno e all’esterno dell’istituto. Sin dal momento, particolarmente delicato, in cui – insieme alla Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino – è stata data notizia della sospensione dei colloqui, la direzione e tutti gli operatori hanno prestato particolare cura nella continua informazione dei ragazzi e delle loro famiglie. Tale approccio è stato perseguito per tutti i mesi successivi soprattutto quando l’adozione di nuove misure implicava cambiamenti nella possibilità di ricevere visite dall’esterno.

Nell’istituto, nonostante la nuova normativa vigente lo preveda, non è stato individuato uno spazio per una ipotetica sezione a custodia attenuata La giustificazione che viene fornita dagli operatori è che l’utenza dell’istituto non si presta. Sempre in contrasto con quanto disposto dalla riforma del 2018, in istituto non si svolgono le visite prolungate, anche se erano stati individuati gli spazi e gli orari per farlo. Ci viene detto che la pandemia ha bloccato tutto.
Rispetto ai colloqui in presenza, l’istituto non può chiedere il green pass ai familiari ma solo ai dipendenti e ai volontari.

Diritti religiosi

 

In istituto è presente il cappellano.

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