Istituto Penale per i Minorenni di Torino “Ferrante Aporti”
Indirizzo: Via Berruti e Ferreri 3, 10135 Torino
Telefono: 011 19239101
Email: ipm.torino.dgm@giustizia.it
PEC: ipm.torino.dgm@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Torino
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Torino
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Torino
L’Istituto in sintesi
L’istituto di Torino è l’unico istituto penale per minori in Piemonte. L’IPM era in origine una fabbrica per la lavorazione dell’indaco e alcuni degli ampi spazi attualmente in uso, destinati alle attività, mostrano chiaramente l’origine industriale. L’istituto è stato interessato da importanti lavori di ristrutturazione dopo la protesta avvenuta nell’estate 2024. Durante la protesta era state incendiate e danneggiate diverse aree, in particolare la biblioteca. Tale vicenda ha segnato profondamente l’istituto sia in termini fisici che relazionali. La percezione è che quell’episodio (inserito in un quadro legislativo maggiormente repressivo della giustizia minorile) abbia costituito uno spartiacque tra un prima e un dopo. Oggi l’IPM Ferrante Aporti sembra “rassegnato” e quasi impotente di fronte a una popolazione detenuta che cambia rapidamente, cresce nei numeri e dove le progettualità sembrano rituali stanchi e ripetitivi. Se le parti comuni risultano ora nuovamente piuttosto in buono stato, la situazione delle sezioni detentive presenta condizioni di degrado, sporcizia e incuria. In alcune sezioni, la sporcizia e il degrado rendono gli ambienti insalubri. Si tratta di condizioni decisamente peggiorate rispetto alle visite degli scorsi anni. Anche la direzione è cambiata, il direttore che aveva “gestito” la delicatissima fase delle proteste, dopo alcuni mesi, ha lasciato l’incarico. È stato sostituito da una direttrice “facente funzioni”, in attesa di una (pare imminente) nuova nomina.
Tra le criticità segnalate dagli operatori, permane la grave carenza di comunità esterne, sia educative che terapeutiche verso cui indirizzare i ragazzi, che spesso vengono mandati al Sud. Accade che anche quando il giudice dispone l’invio in comunità terapeutica i ragazzi restino in CPA o IPM per mancanza di comunità disponibili. Le comunità accolgono in via prioritaria ragazzi non provenienti dal sistema penale e soltanto 5 o 6 (delle circa 30 in elenco) accolgono anche ragazzi provenienti dall’IPM. Ma ovviamente l’attesa può essere lunga e non si riesce a coprire le richieste, per questo vengono mandati abitualmente in comunità anche molto lontane (con la polizia penitenziaria che si occupa delle traduzioni in tutta Italia e questo determina di fatto carenze di personale in istituto).
Viene poi segnalato come particolarmente problematico il sempre più frequente ingresso di giovanissimi minori non accompagnati (prevalentemente da Milano e Genova), tutti consumatori di mix di sostanze (sintetiche e rivotril soprattutto), che vengono definiti come molto più scontrosi e soprattutto reticenti a qualunque tipo di proposta di attività. Considerate le maggiori difficoltà ad inserire MSNA in comunità esterne sono proprio loro a trovarsi di fatto ad avere tempi di permanenza più lunghi in istituto. Viene segnalato un buon rapporto con la sanità, che in passato era considerata una delle principali criticità (veniva definita “un buco nero”, principalmente per i seguenti aspetti: lo scarsissimo numero di ore di neuropsichiatria infantile – 1 ora e mezza a settimana – , l’assenza di test all’ingresso per i casi di abusi di sostanze, l’assenza del medico la domenica, la difficoltà ad individuare comunità terapeutiche in cui collocare i ragazzi che potrebbero essere presi in carico e l’assenza del SerD, presente solo qualora chiamato dai medici). Alcuni aspetti critici permangono, ma, almeno su questo fronte, la situazione è in miglioramento. Un’altra criticità segnalata dagli operatori è l’assenza di una sezione per semiliberi/art.21.
Struttura
La struttura è stata inaugurata nel 2013, dopo una significativa ristrutturazione, ed è stata costruita accanto allo storico IPM, ormai inadatto ad ospitare i giovani detenuti. In passato aveva anche un reparto femminile, ormai dismesso. L’istituto si trova in un quartiere popolare semi-periferico, ma ben servito dai mezzi pubblici (la fermata dell’autobus urbano più vicina è a 150 metri dall’ingresso dell’istituto, la stazione ferroviaria di Torino Lingotto è a circa un chilometro). Ospita solo ragazzi; nel nuovo edificio era prevista anche l’apertura di una sezione femminile, la quale però non si è mai concretizzata. Accanto all’istituto si trova il Centro per la Giustizia minorile (CGM) e il Centro di prima accoglienza (CPA). Il CPA è composto da tre celle per i ragazzi (6 posti) ed una cella per le ragazze (2 posti). Al momento della visita sono presenti 2 ragazzi. Ci viene detto che lavora moltissimo. Nel 2025 ci sono stati complessivamente 59 ingressi (con una presenza media giornaliera pari a 1,1).
Spazi detentivi
Nelle sezioni detentive le celle sono disposte lungo due corridoi contigui, l’una accanto all’altra. La finestra permette di vedere l’esterno, mentre è impossibile il contatto visivo tra una camera detentiva e l’altra. Hanno una dimensione di circa 10 metri quadrati e ospitano in media 3 detenuti (le più capienti sono da 4 posti). Sono arredate con letti non a castello e armadietti. Il bagno (con doccia) è in un vano separato e dispone di acqua calda, le docce sono liberamente accessibili ad ogni orario. Le celle sono piuttosto degradate e spoglie. Nelle sezioni detentive vige una rigorosa distinzione tra minori e giovani adulti. Al momento (come da qualche anno ormai) c’è solo un gruppo di giovani adulti, mentre gli altri 3 gruppi sono di minori (collocati in sezioni detentive distinte). I reparti detentivi, collocati ai piani superiori hanno problemi di ventilazione e, in particolare d’estate, il caldo e l’impossibilità di avere ventilatori o impianti di condizionamento diventa motivo di tensione tra popolazione detenuta e operatori. Oltre alle sezioni detentive destinate ai minori e alla sezione destinata ai giovani adulti, è presente una mini-sezione composta da 2 celle, di fianco all’infermeria, dove i ragazzi appena entrati aspettano di effettuare la visita medica e i colloqui di primo ingresso, prima di essere collocati in sezione. Queste celle vengono utilizzate anche momentaneamente per collocare ragazzi coinvolti in episodi di risse e litigi e come isolamento sanitario. È l’unico posto video-sorvegliato 24 ore su 24.
Spazi comuni
Ampie aree comuni e almeno una sezione dell’istituto erano state distrutte dalla protesta di inizio agosto 2024 che aveva coinvolto decine dei 52 ragazzi detenuti nell’Istituto a fronte dei 40 posti disponibili. Per quegli episodi, a 9 ragazzi è stato contestato il reato di devastazione e sono stati inflitti complessivamente oltre 35 anni di reclusione. Storicamente le parti comuni dell’edificio sono sempre state considerate in buono stato. In particolare l’area al piano terra, dedicata ai laboratori e alle attività formative è stata a lungo in condizioni molto buone e grazie alle donazioni e ai finanziamenti di enti esterni (fondazioni bancarie, volontariato, enti locali) dispone di attrezzature all’avanguardia (soprattutto il reparto cucina). All’ingresso del piano terra, c’è una sorta di “piazza”, un ampio stanzone su cui si affacciano tutte le aule per le attività. Ai due lati opposti di questa sala si trovano le varie aule in cui sono organizzate, separatamente, le attività per i minori e quelle per i giovani adulti. Sono presenti un’ampia biblioteca, due palestre, una cappella e una sala fumatori, con calcio balilla (non è consentito fumare negli altri spazi comuni), utilizzata anche per eventi (come la messa di Natale alla presenza delle autorità cittadine). Nell’area destinata ai giovani adulti sono presenti anche delle aree destinate alle attività lavorative e formative, in particolare una tipografia e disegno grafico. E’ presente inoltre un laboratorio di cucina (che si occupa solo di formazione e di catering all’esterno, non della preparazione dei pasti). In prossimità della “piazza” c’è la “sala regia” con i monitor di videosorveglianza dei vari spazi, sempre presidiata da almeno un agente di polizia penitenziaria. Nelle sezioni sono presenti il refettorio per il consumo dei pasti piuttosto angusto e in condizioni deteriorate e alcuni spazi per la socialità ricavati in antri del corridoio. Sono presenti un campo da calcio in erba sintetica e una pista polivalente, entrambi in buone condizioni (con annessi spogliatoi). C’è poi un ampio cortile destinato all’aria.
Ragazzi detenuti
Al 31 dicembre 2025, i ragazzi detenuti sono 52, di cui 37 minori (5 nella fascia d’età 14-15 anni; 32 nella fascia d’età 16-17 anni) e 15 giovani adulti (11 nella fascia d’età 18-20 anni e 4 nella fascia d’età 21-24 anni). La capienza è pari a 46 posti. Nel 2025 hanno fatto ingresso in istituto complessivamente 114 ragazzi, di cui 22 per trasferimento da altri IPM (in particolare, ci viene segnalato dagli operatori, da Genova e Milano, in molti casi si tratta di trasferimenti per ordine e sicurezza che passano in CPA). Tra gli stranieri le nazionalità più rappresentate sono da tempo Tunisia, Marocco ed Egitto. Sono molti i minori non accompagnati.
Effetti del Decreto Caivano
Durante il 2025 si è assistito ad un ricorrente sovraffollamento (la presenza media si attesta su 47,8 ragazzi a fronte di 46 posti). Significativamente maggioritaria la presenza di minori (prevalentemente stranieri), anche in considerazione di vari trasferimenti di giovani adulti negli istituti per adulti. In alcune stanze, sono ospitate 4 persone (quando i posti previsti sono 2 o, al massimo 3). Questo significa che i materassi occupano praticamente l’intera superficie della stanza. Rispetto alla gestione del sovraffollamento, ci viene riferito che in media vengono utilizzate 5/6 brandine aggiuntive e che non vengono mai collocati più di 4 ragazzi per camera. Al momento della visita, risulta in particolare sovraffollata la sezione per giovani adulti, dove sono presenti 14 ragazzi per 11 posti.
Personale
Da ottobre 2025 vi è una direttrice reggente, incardinata all’UEPE di Torino e presente in istituto un giorno a settimana in media. Il comandante si è insediato in IPM nel mese di ottobre 2023. Da alcuni anni si segnala un grande aumento delle traduzioni. Sempre più spesso i ragazzi vengono trasferiti in altre regioni, anche molto distanti come Puglia o Sicilia, sia in altri IPM che in comunità varie. E’ la polizia penitenziaria ad occuparsi delle traduzioni, con notevoli difficoltà organizzative per coprire i turni in istituto.
Sanità
Un medico è presente tutti i giorni per 4 ore, tranne la domenica. Gli infermieri sono presenti quotidianamente con orario 8-13 / 18-21. Lavorano per una cooperativa in appalto Asl. Il medico segnala circa il 10% di pazienti in terapia psichiatrica (con neurolettici di secondo livello, prescritti solo dallo specialista). Da circa un anno è stato firmato il protocollo per la somministrazione dei farmaci, che ha tolto dal prontuario dell’istituto tutti i farmaci ritenuti superflui, di cui si registrava un abuso (ad esempio perché utilizzati a scopo sedativo). Le ore di presenza degli specialisti in neuropsichiatria sono aumentate e questo permette una migliore presa in carico delle persone detenute. Si segnala come grave criticità la gestione delle dipendenze da crack inalato e rivotril (entrambi molto utilizzati all’esterno per i costi particolarmente contenuti) per i quali esiste un protocollo di scalaggio con orazepam o valium (da due settimane a un mese). Mancano inoltre i test per metaboliti urinari (il servizio sanitario non copre il costo), cosa che viene segnalata come un grave problema sia dall’area sanitaria che dalla direzione. Non si prevede l’utilizzo della cartella clinica elettronica, ma viene utilizzata solo in versione cartacea. È attivo il protocollo per la prevenzione del rischio suicidario. L’area sanitaria segnala 10-15 gesti autolesionistici a settimana. È presente una camera per l’isolamento sanitario adiacente all’infermeria utilizzata anche per la prevenzione di gesti anticonservativi (essendo videosorvegliata 24 ore su 24). Tutta la restante specialistica è assicurata presso centro medico della CC Lorusso e Cutugno e/o ospedali cittadini (compreso il SerD, che è assente in istituto, gli operatori accedono solo quando chiamati dai medici).
Eventi critici e sistema disciplinare
Gli episodi di autolesionismo sono piuttosto frequenti e spesso richiedono interventi della guardia medica. Negli ultimi anni, oltre alla protesta di agosto 2024, il personale segnala come fatti particolarmente rilevanti un’evasione dal campo sportivo nel 2017, un’evasione dal CPA nel 2022 e un’evasione dal campo sportivo nel novembre 2025.
Scuola, lavoro e formazione professionale
Sono presenti in istituto corsi di alfabetizzazione, scuole medie inferiori e il biennio delle scuole medie superiori. Il triennio viene attivato quando ci sia richiesta. Tutta l’attività scolastica è organizzata dal CPIA-3, che segue anche percorsi individualizzati. Gli operatori ci segnalano come l’organizzazione dei corsi sia cambiata negli ultimi 4 o 5 anni, in ragione del significativo cambiamento della popolazione detenuta. Nel 2021 in istituto erano attivi due corsi di alfabetizzazione a cui partecipavano 8 allievi; un corso di scuola media a cui partecipavano 4 allievi; un corso di 1° livello 2° periodo a cui partecipavano 2 ragazzi. Venivano poi previsti percorsi individualizzati di giovani iscritti al triennio di scuola media superiore (2 ragazzi). Dal 2022 i corsi di alfabetizzazione sono saliti a 3, sono pochi i ragazzi iscritti alle scuole medie. Ci viene segnalato che 3 ragazzi (giovani adulti), dopo un corso di formazione professionale interno di tipo edile, sono stati collocati in detenzione domiciliare a Cairo Montenotte, dove c’è una scuola della polizia penitenziaria e dove si occupano della pulizia delle camere degli agenti.
Attività culturali, sportive e ricreative
E’ previsto un progetto multi sportivo del CUS di Torino ed un progetto UISP di costituzione di una squadra di calcio partecipante a tornei giovanili. Sono attivi corsi di teatro, rap e le giornate della legalità.
Giornata tipo
Gli orari dell’istituto e le attività sono organizzati nel seguente modo:
8.00: sveglia
8.30: inizio attività formative e scolastiche con termine differenziato in base ai corsi
13.00: pranzo ed a seguire attività di socialità
15.30 – 18.30: attività pomeridiane (sport, calcio, laboratorio rap, giustizia riparativa, etc.), telefonate e videochiamate con i famigliari, colloqui in presenza.
19: cena
20: chiusura delle stanze
Contatti con l’esterno
Grazie alla fornitura piuttosto celere di dispositivi tecnologici da parte del DGMC, dall’inizio dell’emergenza sanitaria si è riusciti sin da subito a svolgere colloqui tramite videochiamate, incontrando un grande favore dei ragazzi e in particolar modo di chi in precedenza non riceveva visite. Benché il colloquio in presenza abbia sicuramente un valore diverso, il video-colloquio ha permesso non solo di vedere i propri cari ma anche la propria casa, altri luoghi e altre persone.
Torna alla sezione Istituti Penali per minorenni
Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile









