IPM Treviso

Istituto Penale per i Minorenni di Treviso

Indirizzo: Via Santa Bona 5d, 31100
Telefono: 0422–432936
Email: ipm.treviso.dgm@giustizia.it
PEC: prot.ipm.treviso@giustiziacert.it
Tipologia: Istituto Penale per i Minorenni maschile
Dislocazione: zona urbana
Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di riferimento: Venezia
Tribunale per Minorenni e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Venezia
Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) di riferimento: Venezia

L’istituto in sintesi 

L’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso presenta storicamente una forte inadeguatezza per quanto riguarda gli spazi. Tutte le camere detentive sono collocate ai lati di un unico corridoio sito al primo piano, presentando una capienza complessiva di 12 posti. Al momento della visita l’Istituto ospitava 9 ragazzi: di questi, soltanto due maggiorenni, i quali sono peraltro gli unici a condannati in via definitiva. Gli altri 7, minorenni, risultano tutti in attesa di giudizio. È importante sottolineare come la situazione di conformità dei numeri dei presenti con le previsioni circa la capienza regolamentare dell’istituto si sia raggiunta soltanto da poche settimane rispetto alla data della visita, marcando una discontinuità rispetto ad una situazione di estremo sovraffollamento nei mesi passati. Nel primo semestre del 2025 si registrava infatti una media di 22 presenze (sovraffollamento del 183%), con picchi che hanno raggiunto le 28 (233%). Il numero è notevolmente diminuito a seguito di alcuni eventi critici che hanno interessato l’istituto – uno in particolare nel mese di ottobre – e grazie ad una serie di circostanze favorevoli: l’apertura dell’IPM de L’Aquila ha consentito diversi sfollamenti, ai quali si sono aggiunte delle scarcerazioni per fine pena e il successo di alcuni tentativi di inserimento in comunità. 

Struttura

L’istituto si trova all’interno del centro urbano ed è facilmente raggiungibile con i mezzi (linee dell’autobus 6, 9, 11, 21, 55). La fermata si trova a 5 minuti a piedi dalla struttura. L’IPM è stato recentemente ristrutturato a seguito degli intensi episodi di protesta verificatisi ad aprile 2022. Questi avevano provocato la totale inagibilità degli spazi, distrutti a seguito di un incendio sviluppatosi nell’unica sezione presente. I locali risultano attualmente riparati, in linea con le condizioni precedenti alle proteste. L’Istituto penale per minori si trova nella stessa struttura che ospita la CC di Santa Bona, in un quartiere della periferia di Treviso (la struttura fu realizzata intorno agli anni Quaranta). Un tempo l’area attualmente dedicata all’IPM era destinata alla reclusione dei detenuti politici per reati di terrorismo, successivamente riassegnata come sezione femminile del carcere di Treviso. Dal 1981 l’area viene dedicata all’Istituto per i minori, rimanendo contigua alla struttura penitenziaria per adulti. La collocazione e la struttura dell’edificio, piuttosto vetusto, non permettono di rispettare alcuni criteri fissati per gli istituti per i minori: le recinzioni esterne, ad esempio, sono le stesse del carcere per adulti (quindi doppie) con alte reti metalliche e garitte. Nonostante l’IPM sia attiguo alla CC, condividendo con questa alcuni servizi, gli spazi frequentati dai ragazzi detenuti sono divisi da quelli del carcere per adulti. I ragazzi del minorile entrano nelle aree della CC soltanto per usufruire del campo sportivo e di alcuni ambulatori specialistici.

Spazi detentivi

La struttura che ospita l’IPM, sita nelle immediate adiacenze della Casa circondariale (pur essendo rispetto a questa del tutto autonoma), è di dimensioni piuttosto ridotte e si compone di un’unica sezione detentiva sita al primo piano, la quale si sviluppa lungo un corridoio attorno al quale sono situate le camere di pernottamento. Queste (singole, doppie o triple), sono in condizioni piuttosto fatiscenti, come del resto l’intero Istituto. I bagni, in particolare, risultano essere inadeguati: si nota qui la presenza delle turche, le quali sono dotate di una griglia abbassabile per poter consentire le docce.

Spazi comuni

La scarsa disponibilità di spazi rende molto difficile anche lo svolgimento di attività lavorative, di fatto assenti all’interno del carcere, e impone talvolta il trasferimento di alcuni ragazzi in istituti molto lontani dal territorio di appartenenza per far fronte al sovraffollamento. L’edificio necessiterebbe di alcuni interventi di ristrutturazione e ammodernamento, i quali tuttavia non saranno intrapresi nel breve periodo in quanto è in prospettiva, ormai da diversi anni, un possibile spostamento del minorile presso gli edifici dell’ex carcere di Rovigo. Gli spazi all’aperto a disposizione dei ragazzi appaiono a loro volta piuttosto ristretti, limitati ad un piccolo cortile esterno e ad un campo da calcio condiviso (a turnazione) con l’attigua Casa circondariale. Unico altro spazio comune è una “palestra”, sita in locale separato e utilizzata come sala polivalente per incontri di vario tipo: al momento della visita la sala risultava del tutto spoglia e priva di attrezzature.

Ragazzi detenuti

Al momento della visita sono presenti in istituto 9 detenuti, dei quali soltanto due con condanna definitiva (i quali sono peraltro gli unici due maggiorenni presenti). Degli altri 7 circa la metà sono infra 16enni. La direttrice commenta infatti sostenendo che negli ultimi tempi si registrano ingressi di ragazzi anche molto giovani. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati relativamente pochi i minori stranieri non accompagnati (MSNA), i quali hanno rappresentato – sommariamente – circa il 10% degli ingressi complessivi. La direttrice attribuisce questi numeri relativamente bassi ad un’intensa azione dei servizi di accoglienza all’ingresso della rotta balcanica, i quali risponderebbero efficacemente nella presa in carico di giovani che altrimenti sarebbero maggiormente esposti all’entrata nel circuito penale. Non sono presenti al momento della visita ragazzi detenuti con diagnosi di tossicodipendenza, mentre una quota significativa (circa il 70% dei presenti) presenta profili di disagio psichico, in molti casi già preso in carico dai servizi territoriali prima dell’ingresso in Istituto. Nessuno dei presenti si trova in stato di semilibertà, né è ammesso al lavoro esterno.

Effetti del Decreto Caivano

Al momento della visita il numero di ragazzi reclusi presso l’IPM risultava rispettare la capienza regolamentare (9 presenti su 12 posti complessivi). Tuttavia, il dato attuale è in radicale controtendenza con la storia recente di un istituto segnato da un grave sovraffollamento, risoltosi soltanto da alcune settimane rispetto alla data della visita, anche attraverso trasferimenti presso altri istituti del Sud. La direttrice riporta di una certa difficoltà nel misurare in maniera diretta gli effetti del Decreto Caivano: l’Istituto è stato infatti chiuso per un anno e mezzo (da febbraio 2022 a fine novembre 2023) e nei due anni precedenti le restrizioni derivanti dal governo dell’emergenza da Covid-19 avevano determinato dinamiche inusuali rispetto ai trend di incarcerazione. La comparazione dovrebbe quindi basarsi sui dati pre-pandemici, rendendo difficile un responso chiaro e lineare. Tuttavia, dal 2024 si registra in istituto un significativo aumento degli ingressi di ragazzi con profili diversi rispetto a quelli che caratterizzavano i detenuti in IPM negli anni precedenti. Se fino a pochi anni fa l’IPM di Treviso vedeva la presenza esclusiva di pochi ragazzi con condanne significative (nelle nostre visite ci parlavano infatti di ragazzi con “reati molto gravi”), ora lo scenario sembra essere sensibilmente mutato. A fare ingresso sono molti “soggetti vulnerabili”, descritti come interessati da psicopatologie e assegnati in custodia cautelare per esigenze dei servizi del territorio. L’Istituto sembra quindi configurarsi come recettore di soggetti “mandati non tanto perché devono stare in IPM ma perché non possono stare fuori”, delineando uno scenario in cui vi è una significativa “azione preventiva”. Questo trend sembra del resto avvalorato dal (sia pur esiguo) dato attuale: dei 9 detenuti presenti, 7 sono minorenni in attesa di giudizio. Gli operatori descrivono invece come difficile il trasferimento dei giovani adulti verso istituti penitenziari per adulti – anche qualora vi fosse la richiesta da parte del diretto interessato – in virtù di un orientamento in questo senso della Magistratura di Sorveglianza competente.

Personale

La direttrice dell’istituto, Dott.ssa Barbara Fontana, ha preso servizio all’inizio del 2025. Il personale di polizia penitenziaria conta 39 unità, di cui 21 in servizio nella giornata della visita; si contano infatti numerosi distacchi per la recente apertura dell’IPM a L’Aquila e, in prospettiva, per la prossima apertura di Lecce. A breve il personale di polizia dovrebbe comunque essere integrato di altre 5 unità. A differenza della scorsa visita svolta presso l’istituto, tutto il personale di polizia penitenziaria veste ora la divisa, anche nelle aree detentive: questo cambiamento è visto come elemento volto a rafforzare il senso di identità del personale di sorveglianza. Sono presenti 5 educatori (compresa la direttrice), ai quali se ne aggiungono 3 che sono in istituto in distacco temporaneo in vista della prossima apertura dell’IPM di Rovigo. Vi è la disponibilità di un mediatore per 600 ore l’anno: una figura fissa per la lingua araba (la più richiesta) che non si limita all’interpretariato, ma svolge una vera e propria attività di mediazione. Per altre lingue vengono contattate risorse esterne al bisogno: negli ultimi tempi si sono serviti di un mediatore di lingua urdu, uno di lingua albanese, uno di lingua cinese. L’assistente sociale non è presente in istituto: si interfacciano al momento, in caso di bisogno, con quelli dell’USSM che hanno in carico i ragazzi presenti.

Sanità

Al momento della visita non è stato possibile il colloquio con il medico incaricato, in quanto in servizio presso altra sede in quel momento. È presente in istituto un presidio medico fisso tutte le mattine, garantito però, in caso di necessità, su tutto l’arco delle 24h in collaborazione con l’attigua Casa circondariale. Vi è la presenza di uno psicologo per 30h a settimana, mentre SerD e Psichiatria vengono attivati su richiesta, così come la neuropsichiatria infantile. Queste ultime sono segnalate come effettivamente molto richieste.

Eventi critici e sistema disciplinare

L’Istituto ha recentemente visto un’ampia esposizione nella stampa a seguito del suicidio di un ragazzo, avvenuto in realtà nell’attigua CPA. Direttrice e comandante, al proposito, riportano di un serio sconforto generatosi in via trasversale tra gli operatori e tra gli altri detenuti.  Piuttosto frequenti, nell’ultimo periodo, gli incendi: il numero attuale di presenti è infatti dato anche da un massiccio sfollamento eseguito a seguito di un evento critico nel mese di ottobre. Direttrice e comandante minimizzano comunque la portata degli eventi critici: i piccoli incendi verificatisi nel periodo estivo sono descritti come pratiche volte a far leva sulla necessità di sfollare la sezione, consentendo in questo modo una permanenza serale in cortile di qualche ora (anche come ricerca di un clima più fresco rispetto a quello presente in sezione). Vengono segnalati pochi episodi di protesta, legati perlopiù a circostanze situazionali e personali (volontà o rifiuto di andare in comunità, in ospedale ecc). Vi sono state e continuano talvolta ad esserci denunce legate spesso al danneggiamento dell’istituto, rispetto al quale si procede d’ufficio. La direttrice sostiene di non aver mai disposto isolamenti disciplinari. Le sanzioni erogate sembrano infatti essere molto esigue: in parte questo è dovuto alla scarsa idoneità degli spazi (“qui già il divieto di incontro è difficile, l’esclusione dalle attività in comune è difficile”); in parte la direttrice difende questo dato come indicativo di una certa visione rispetto alla mission dell’IPM, sostenendo che se l’obiettivo è il trattamento allora si punta su attività di impronta riparativa più che sanzionatoria (ad esempio dopo l’incendio provocato in sezione qualche settimana prima della visita si sono puliti assieme i muri). I consigli di disciplina sono molti, ritenuti utili in quanto strumenti per richiamare al trattamento più che come dispositivi sanzionatori. In alcuni casi si è disposta l’esclusione dalle attività in comune sportive (accesso al campo da calcio). Sono stati effettuati alcuni trasferimenti per motivi disciplinari, legati a problematiche insorte tra ragazzi, attribuiti ad una necessità di proteggere i detenuti stessi.

Scuola, lavoro e formazione professionale 

Sono presenti corsi di alfabetizzazione A2 di primo e secondo livello; presente la scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo alberghiero, Centro di Formazione Professionale meccanico e liceo scientifico e turistico, con la possibilità di attivarne altre su convenzione a seconda del percorso in corso del ragazzo. La scorsa estate un ragazzo ha ottenuto il diploma. D’estate vengono svolti corsi di muratura, pasticceria e idraulica, tutti con certificazione prevista. Al momento non ci sono ragazzi iscritti all’università, per quanto vi sia eventualmente la possibilità. Il corso maggiormente frequentato è quello di terza media, dato che i profili dei ragazzi presenti sono spesso segnati dalla dispersione scolastica. Anche il primo biennio delle superiori vede una buona frequenza. Nell’anno scolastico 2024/25 sono stati iscritti 43 studenti: di questi 8 hanno seguito il corso di alfabetizzazione, 6 la terza media, 22 il biennio superiore, 4 l’alberghiero, 1 il liceo scientifico, 2 il liceo turistico. Il CPA ha messo a disposizione 11 docenti. Nessuno dei ragazzi presenti è coinvolto in attività lavorative, né all’esterno dell’istituto né al suo interno. Sono presenti alcuni laboratori professionalizzanti, come quello di muratura tenuto dall’ENAIP, i quali prevedono il rilascio di una attestazione.

Giornata tipo

Sveglia alle 8-8:30, entro le 9 c’è la colazione. Alle 9 iniziano le lezioni che si protraggono fino alle 12 circa. A quell’ora c’è il pranzo, seguito dal riposo in stanza fino alle 14. Dalle 14 alle 18 si svolgono le attività pomeridiane, alle quali segue un momento di pausa in stanza fino alla cena, seguita dalle attività di sistemazione e pulizia della cucina. Alle ore 20 circa si effettua la chiusura delle celle, con la possibilità di tenere accesa la TV fino alle 23. Mentre le attività didattiche del mattino sono presentate come attività obbligatorie, quelle del pomeriggio non lo sono, lasciando dunque ampio spazio per eventuali ore d’aria.

Contatti con l’esterno

Sono garantiti i colloqui in presenza tra ragazzi ristretti e familiari. Rimane altresì garantita la possibilità di svolgere videochiamate, elemento che garantisce contatti più frequenti e che consente di superare i limiti derivanti dalla necessità di spostarsi da territori spesso distanti (altre aree del triveneto). I colloqui si svolgono due volte a settimana (mercoledì e sabato) in presenza; le videochiamate possono essere svolte nelle stesse fasce orarie, in sostituzione al colloquio in presenza. Sono garantite 8 telefonate mensili, le quali, riporta la direttrice, diventano sempre 12.  Non c’è la possibilità di accesso a internet. I video colloqui vengono svolti attraverso PC gestiti dal personale che crea il link attraverso la piattaforma Teams (specificando che WhatsApp non viene utilizzato). La scuola ha la possibilità di attivare un collegamento a internet su richiesta. Rispetto alle visite prolungate e all’autonomia della vita interna vi sono diversi ostacoli, per cui non sono di fatto presenti. La direttrice dice che “non riusciamo a metterle in pratica”.

 

 

 

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Io non ti credo più. Ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile