Comunità Crisalide

Tipologia:  comunità educativa per minori
Ente gestore: Crisalide Onlus Cooperativa Sociale

Contatti

Via Mantova, 22 – Racale (LE)
Telefono: 0833 826473 E-mail: crisalideminori@gmail.com
Sito web: https://ama.coop/casa/casa-la-navicella/

Struttura

La comunità educativa per minori “Crisalide” è una struttura residenziale che dal 2010 accoglie ragazzi e ragazze dai 3 ai 18 anni in situazioni di disagio personale e/o familiare,  minori stranieri non accompagnati e minori del circuito penale. La comunità è gestita da una cooperativa il cui obiettivo consiste nel promuovere il benessere e la crescita socio-culturale della comunità locale attraverso la gestione di servizi educativi e assistenziali. La cooperativa sostiene l’integrazione, la coesione e la solidarietà sociale, impegnandosi nella progettazione e gestione di servizi rivolti alla persona e rifiutando ogni tipo di discriminazione. L’obiettivo principale è l’accoglienza del/della minore, sviluppando un percorso educativo volto a favorirne l’integrazione sociale. Attraverso il Progetto Educativo Individualizzato (PEI) lo staff della comunità lavora al raggiungimento degli obiettivi condivisi e definiti in collaborazione con il Servizio Sociale affidatario.  La capienza della comunità è di 10 posti, con 2 posti aggiuntivi in caso di emergenza. Nella zona esterna retrostante alla struttura è presente un’area attrezzata destinata al gioco e allo svolgimento di attività sportive e ricreative.  La struttura è composta da un ingresso, 3 camere da letto da due posti ciascuna (1 con bagno in camera), 2 camere da letto da tre posti (con bagno in camera), 1 posto letto per l’educatore/operatore in servizio notturno (con bagno in camera), 1 bagno nel corridoio (a disposizione di tutti), 1 sala da pranzo, sala TV, cucinino, ripostiglio,  lavanderia, ufficio per colloqui e incontri con i servizi competenti. La comunità è inoltre dotata di mezzi di trasporto propri, utilizzati per accompagnare i ragazzi a scuola e alle diverse attività educative e ricreative. 

Ospiti

La comunità Crisalide ospita ragazzi e ragazze in situazioni di disagio sociale e/o fragilità psicofisica, per i quali non è possibile l’affido o si è in attesa di affido. La comunità è autorizzata ad accogliere fino a un massimo di 10 minori, di entrambi i sessi, di età compresa tra i 3 e i 18 anni, con la possibilità di attivare due posti aggiuntivi per situazioni di emergenza. L’accoglienza riguarda minori italiani e stranieri non accompagnati, favorendo una convivenza multiculturale all’interno della struttura, orientata così alla promozione del rispetto reciproco e della valorizzazione della diversità. I minori possono essere inseriti in comunità sia in presenza di provvedimenti penali (misura cautelare del collocamento in comunità, messa alla prova, affidamento in prova al Servizio Sociale), sia attraverso provvedimenti civili o amministrativi di affido all’Ente Pubblico e collocamento in comunità (ragazzi soli, stranieri non accompagnati con apertura di tutela o allontanati dalla famiglia per condizioni di disagio o di rischio con procedimenti civili o amministrativi). I ragazzi del circuito penale solitamente provengono dal contesto barese. La durata della permanenza viene definita in accordo con i servizi territoriali invianti. Per ciascun minore viene predisposta una cartella personale, contenente i dati anagrafici nel rispetto della normativa sulla privacy, la storia familiare, il Progetto Educativo Individualizzato (P.E.I.) e la documentazione relativa agli interventi concordati con la famiglia e con i servizi pubblici preposti.  L’ingresso in comunità avviene quando i bisogni dell’utente risultano compatibili con le risorse e le capacità di intervento della struttura. A questo fine, la comunità si riserva un periodo di 30 giorni prima di confermare in via definitiva l’inserimento.

Per quanto riguarda l’iter di prima accoglienza, per i ragazzi del circuito penale la comunità a volte viene contattata dall’USSM di Lecce chiedendo la disponibilità. Di solito i ragazzi escono dal carcere minorile di Bari e poi vengono accompagnati dalle forze dell’ordine in comunità. Se provengono dal circuito penale, possono essere soggetti a restrizioni specifiche. Ad esempio, l’eventuale ritiro del telefono avviene esclusivamente in base a quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Lo stesso principio vale per le visite e per i contatti con la famiglia, che sono regolati secondo quanto stabilito dal giudice competente. La direttrice riferisce che stanno arrivando molte richieste di prendere in carico minori dell’area penale, ma che purtroppo non possono essere accolti poiché vi sono già molti ragazzi di età molto piccola. Accogliere ragazzi più grandi potrebbe minare l’equilibrio all’interno delle comunità. Negli ultimi due anni (2024-2025), la comunità ha ospitato 4-5 ragazzi provenienti dal circuito penale, ma da quando sono arrivati appunto 7 bambini la direttrice ha optato per non accoglierne più. L’anno scorso la comunità ha accolto una ragazza di 16 anni destinataria di un provvedimento di messa alla prova della durata di 18 mesi. Alcuni minori hanno realizzato eventi critici e per questo motivo sono stati rimandati per questo in Ipm in virtù del provvedimento di aggravamento. Negli scorsi due anni non è successo nulla però. Quando si verifica un evento critico si riporta formalmente al Tribunale e viene sottoposto all’attenzione del giudice, il quale potrà valutarlo ai fini di un eventuale aggravamento della pena.

Personale

Lo staff della comunità è composto da: 5 educatrici professionali; 1 operatore; 1 psicologa psicoterapeuta presente 1-2 volte a settimana; e 1 ragazzo arrivato da minore come utente, che è rimasto anche dopo la fine del suo percorso. Riceve vitto e alloggio in comunità, lavora in una pizzeria lì vicino. Offre aiuto e collaborazione nella gestione dei ragazzi. Tutto il personale partecipa attivamente alla realizzazione del progetto educativo e alla gestione delle attività quotidiane. La turnazione del personale (operatori e volontari) è orientata ai principi di accoglienza, condivisione, continuità educativa e valorizzazione delle relazioni umane all’interno della vita comunitaria. 

Scuola, lavoro e altre attività

Il benessere e la crescita equilibrata del minore sono le priorità che guidano gli interventi educativi nel percorso di recupero, realizzati all’interno della comunità. Attraverso percorsi personalizzati e differenziati – orientati alla valorizzazione delle potenzialità, delle competenze e delle risorse individuali – la comunità offre attività e servizi finalizzati al reinserimento funzionale e sociale della persona, al rafforzamento dell’autonomia personale e relazionale, così come al sostegno nei percorsi di orientamento e avviamento al lavoro. Per questo, la comunità educativa Crisalide offre ai ragazzi una serie di servizi finalizzati alla tutela, alla crescita personale e all’integrazione sociale, tra cui: sostegno psicologico, mediante colloqui individuali e gruppi di mutuo aiuto, ed eventuale supporto psichiatrico; accompagnamento e supporto alla frequenza scolastica; attivazione di tirocini formativi e percorsi di orientamento presso aziende e enti di formazione del territorio; organizzazione di attività ricreative, ludiche e sportive; uscite per acquisti, attività culturali, cinema, gite turistiche e di istruzione; organizzazione di soggiorni estivi, anche in collaborazione con realtà del territorio (ad esempio gruppi scout); mantenimento e sostegno delle relazioni familiari, facilitando le visite dei parenti e, quando possibile, il reinserimento del minore nel contesto di origine. L’obiettivo della comunità è quello di favorire la convivenza tra i ragazzi provenienti dal circuito penale e quelli provenienti dal circuito civile. I laboratori attivi sono quelli di ceramica e fotografia. La comunicazione interculturale viene coltivata dalla sperimentazione culinaria, in maniera da dialogare su diversi livelli di vita.

Sanità

La comunità offre al/alla ragazzo/a la possibilità di svolgere approfondimenti psicodiagnostici e clinici, così come di ricevere sostegno psicologico e psichiatrico. La direttrice riferisce di avere rapporti con l’Asl per quanto riguarda la tutela della salute mentale dei ragazzi, a volte con neuropsichiatria infantile. Gli utenti vedono la figura psicologica come “strizzacervelli” e faticano a prenderla come punto di riferimento per un sostegno personale. In riferimento ai ragazzi provenienti dal circuito penale, la prima cosa richiesta è il controllo al Serd, col quale la comunità ha stretto ottimi rapporti.

Rapporti con l’esterno

Una delle finalità principali della comunità è favorire l’inserimento dei ragazzi nella realtà sociale e territoriale, attraverso attività sportive, parrocchiali e iniziative integrate nel tessuto urbano. A tal fine, la comunità collabora con enti locali e associazioni esterne che promuovono attività e corsi: in alcuni casi gli operatori esterni si recano presso la struttura, in altri sono gli educatori ad accompagnare i ragazzi presso sedi esterne (ad esempio per partecipare a corsi sulla legalità organizzati da altri enti). I minori devono proseguire il percorso scolastico e a tale scopo vengono accompagnati dagli operatori della comunità. Almeno nella fase iniziale, infatti, non è consentito loro utilizzare mezzi pubblici in autonomia. In generale, non possono uscire se non accompagnati. In alcuni casi è stato autorizzato lo svolgimento di attività lavorative, con spostamenti verso il luogo di lavoro secondo modalità concordate. I rapporti con l’esterno sono regolati e gestiti dalla comunità, che trasmette al Tribunale un calendario delle attività e delle richieste di contatto, affinché il Tribunale le autorizzi. Per quanto riguarda le comunicazioni telefoniche, di norma sono previste una chiamata in entrata e una in uscita della durata di circa dieci minuti ciascuna. La frequenza dei contatti varia in base anche alla distanza del luogo di residenza della famiglia, considerando che i colloqui in presenza sono generalmente limitati.