Comunità “Hermes”
Tipologia: Comunità educativa maschile
Ente gestore: Cooperativa Sociale Ausiliatrice
Contatti
Viale Abruzzo, 1 Montesilvano (PE)
Telefono: 085 449 1152 E-mail: info@coopausiliatrice.it
Sito web: https://www.coopausiliatrice.it/
Struttura
La comunità Hermes, aperta dal 2019, è gestita dalla Cooperativa Sociale Ausiliatrice, che si occupa anche di altre strutture e di molteplici servizi attivi sul territorio. Si trova al centro del paese di Montesilvano, comune di 53 514 abitanti nella provincia di Pescara. La comunità dista 800 metri dal mare e 1 km dalla stazione dei treni, mentre la fermata dell’autobus è di fronte alla struttura. L’edificio è composto da due piani. Al piano inferiore si trovano la cucina, la sala da pranzo, una sala ricreativa, la dispensa, i bagni e un ufficio di coordinamento. Al piano superiore vi sono 4 bagni, l’ufficio per gli educatori e uno spazio per l’educatore presente di notte, 5 stanze doppie e 2 stanze singole. Attorno vi è un grande giardino. La cooperativa Sociale Ausiliatrice gestisce anche un appartamento chiamato “Delfinetto”, che attualmente ospita una ragazza incinta in messa alla prova, assieme al suo compagno. Questa struttura, però, non sempre accoglie persone provenienti dal circuito penale.
Ospiti
La struttura può ospitare un numero massimo di 10 persone più 2 in emergenza ed è prettamente per ragazzi maschi. Vengono accolte persone provenienti da percorsi penali, civili e dal circuito dell’accoglienza, cercando sempre di mantenere in egual numero ogni gruppo. Tra queste categorie non viene fatta distinzione di alcun tipo, aspetto che aiuta molto la convivenza. Data la presenza di diverse culture viene posto l’accento sullo scambio interculturale, al fine di creare coesione tra gli ospiti (ad esempio durante la festa di fine Ramadan). Per quanto riguarda l’inserimento degli ospiti, in seguito alla richiesta d’intervento da parte dei servizi invianti, viene fatta in primis una riunione di staff, a cui prendono parte il coordinatore educativo, l’assistente sociale, la psicoterapeuta e il più delle volte il coordinatore della struttura. L’obiettivo è valutare la relazione dei servizi per preparare un piano di accoglienza e predisporre l’ingresso (compresa la scelta della stanza). Dopo l’ingresso ogni ragazzo attraversa un periodo di osservazione della durata di 4 settimane. Al termine di questo periodo viene redatto il primo progetto individuale, che viene verificato ogni tre mesi, con le dovute eccezioni se necessario. Per valutare l’ingresso il principale criterio di scelta è preservare l’equilibrio della comunità, optando per persone che possono essere compatibili con gli altri ospiti. In seguito si cerca di valutare a fondo la domanda del ragazzo, la storia personale e il contesto sociale di provenienza. Un ulteriore aspetto rilevante da considerare riguarda l’eventuale conoscenza pregressa tra i ragazzi, elemento che può incidere significativamente sulle dinamiche relazionali interne alla comunità.
Personale
L’équipe è composta da operatori che lavorano assieme da mediamente 8 anni. Gli operatori sono laureati in scienze dell’educazione, psicologi e sociologi. È presente anche un mediatore linguistico, dato che alcuni ospiti minori stranieri non accompagnati, e uno psicoterapeuta. Una volta al mese partecipa alle riunioni di staff anche un supervisore esterno. Inoltre, lo staff affronta questioni logistiche in una riunione specifica mensile e questioni legate al percorso psicoterapeutico dei ragazzi in un incontro bi-mensile.
Scuola, lavoro e altre attività
Uno degli obiettivi principali della vita comunitaria è sviluppare l’autonomia di ogni ragazzo. Questo percorso prende avvio anche da strumenti concreti, come la messa a disposizione dell’abbonamento ai mezzi pubblici, che consente ai ragazzi di muoversi progressivamente in autonomia. L’obiettivo è favorire una vita quanto più possibile indipendente, attraverso la scuola, le attività formative e i momenti della quotidianità, affinché ogni ospite possa scoprire e valorizzare le proprie attitudini, sperimentandosi in contesti ed esperienze differenti. In generale, tutti i ragazzi della comunità sono inseriti in un percorso scolastico o lavorativo. Parallelamente vengono promosse diverse attività integrative, in particolare sportive, anche attraverso l’adesione a progetti territoriali, così da ampliare le opportunità educative e rafforzare il legame con il contesto sociale di riferimento. A supporto del percorso scolastico vi è due volte a settimana un doposcuola che si svolge presso un’altra sede della cooperativa, con un insegnante dedicato e strumenti ad hoc (portatili personali, LIM, ecc). In generale, le attività sono tarate in base al bisogno del singolo ragazzo. Con un ragazzo, ad esempio, è attivo un percorso con il CUAV (Centro uomini autori di violenza di genere) di Chieti, per la gestione della condotta legata al tipo di reato. La comunità si occupa di tutti i servizi fondamentali (vestiti, visite mediche ecc) e di fornire quelli a richiesta del ragazzo (ad esempio capi di abbigliamento particolari, biglietti per concerti ecc) inserendoli in un percorso di consapevolezza. Ad esempio le attività ricreative possono vertere all’ottenimento di alcuni di questi “desideri”, tramite giochi e piccole competizioni. Ai ragazzi viene fornita una somma settimanale a tutti che, in base al progetto individuale, va da un minimo di 6 euro ad un massimo di 15 euro. La gestione del denaro di chi lavora è concordata tra ragazzo ed educatore di riferimento, per regolare le spese, principalmente al fine di avere una certa somma da parte al momento della fine del percorso in comunità. In alcuni casi specifici questo lavoro è fatto in rete con i genitori o i tutori.
Sanità
Per quanto riguarda i servizi sanitari territoriali, la collaborazione con l’ASL locale può risultare talvolta rallentata, principalmente a causa delle liste d’attesa spesso prolungate. Diversamente, la collaborazione con il SERD, essendo mediata dai servizi invianti, si dimostra generalmente più fluida ed efficace. Sul versante della salute mentale, la comunità si avvale della presenza di una psicoterapeuta che segue i ragazzi. Grazie alla sua competenza specifica in ambito psicodiagnostico e testistico, le valutazioni effettuate vengono poi condivise con il personale della neuropsichiatria infantile dell’ASL locale, sulla base di protocolli operativi consolidati nel tempo, al fine di evitare duplicazioni nella somministrazione dei test e garantire continuità e integrazione nel percorso di cura. Sono previsti anche interventi di medicina preventiva, ulteriormente rafforzati dal coinvolgimento di professionisti esterni. Tra questi si segnalano, ad esempio, la presenza di un alimentarista e di un sessuologo, che contribuiscono alla promozione del benessere psico-fisico dei ragazzi attraverso attività di consulenza, informazione e prevenzione mirata.
Rapporti con l’esterno
La comunità è presente sul territorio dal 2019; tuttavia, l’interazione con il quartiere circostante risulta piuttosto contenuta. Tale scelta risponde alla volontà degli operatori di mantenere un profilo discreto, al fine di prevenire eventuali reclami e ridurre possibili criticità relazionali tra gli ospiti e i residenti. Più strutturato e positivo appare, invece, il rapporto tra i ragazzi della comunità e alcune fasce fragili della popolazione locale, quali anziani e persone con disabilità. All’interno di tale contesto, la maggior parte dei ragazzi ha l’opportunità di svolgere attività di volontariato, favorendo esperienze di responsabilizzazione, inclusione sociale e crescita personale. E’ inoltre attiva una collaborazione con un’associazione collegata alla cooperativa, che gestisce un laboratorio di falegnameria rivolto a persone con disabilità. All’interno di tale contesto, la maggior parte dei ragazzi ha l’opportunità di svolgere attività di volontariato, favorendo esperienze di responsabilizzazione, inclusione sociale e crescita personale. Quando un ospite termina il periodo di permanenza nella comunità, l’obiettivo degli operatori è quello di fornire supporto nella ricerca di una sistemazione, anche in forza del lavoro di rete con realtà e persone singole, compresi i precedenti ospiti della comunità. In generale la funzione è quella di valorizzare ogni situazione: ad esempio un ragazzo è stato avviato verso l’università e lavora per la stessa cooperativa. È presente un appartamento per coloro che terminano il percorso in comunità, ma spesso mancano i fondi per garantirne la continuità.
