Comunità “Casa La Navicella”
Tipologia: comunità educativa
Ente gestore: AMA aquilone
Contatti
Via Navicella, 148 63100 Ascoli Piceno (AP)
Telefono: 0736390443 E-mail: navicella@ama.coop
Sito web: https://ama.coop/casa/casa-la-navicella/
Struttura
Casa La Navicella è una comunità educativa attiva dal 2010 che accoglie minori di entrambi i sessi di età compresa tra i 3 e i 17 anni. La comunità è gestita dalla cooperativa AMA Aquilone. La comunità ha a disposizione 8 posti, più 2 di prima accoglienza, e 3 posti per minori stranieri non accompagnati. Dal 2024, tra gli ospiti di Casa La Navicella sono accolti anche ragazzi provenienti dal circuito penale. In passato la comunità aveva sospeso questo tipo di inserimenti, poiché l’équipe non disponeva degli strumenti adeguati per gestire situazioni così complesse. Oggi, grazie al supporto costante di un neuropsichiatra infantile con funzione di supervisore clinico, gli operatori sono affiancati in un percorso di accompagnamento che consente una presa in carico più strutturata. La comunità si trova all’interno di una casa colonica dentro un vigneto di proprietà dell’Istituto agrario di Ascoli Piceno, motivo per il quale si vedono spesso ragazzi mentre svolgono attività curriculari. La proprietà è a 300 metri a piedi dalla frazione di Villa Pigna, a ridosso del comune di Folignano. C’è anche una dependance esterna con uffici e un’aula studio per i ragazzi con dei computer. Lo spazio esterno, recintato e con impianto di videosorveglianza, è ampio e permette lo svolgimento di attività sportive. La casa colonica avrebbe bisogno di interventi di manutenzione più strutturati per la parte esterna della struttura causati dall’umidità della campagna circostante. L’interno della struttura è articolata nel seguente modo: al primo terra, che anticamente era una stalla, vi è una sala polivalente con tv e biliardino, una sala mensa, una cucina professionale, una dispensa, un bagno per gli operatori, un altro bagno per gli ospiti. Il primo piano ospita l’ufficio per gli educatori, 1 stanza per le ragazze, 3 stanze per i ragazzi e 2 bagni (uno per i maschi, uno per le femmine).
Ospiti
Gli ospiti presenti al momento dell’intervista sono 3 ragazze e 7 ragazzi; solo uno è inserito nel circuito penale ed è destinatario di un provvedimento di messa alla prova. Dal 2024 la comunità ha riservato 3 posti ai minori provenienti dal circuito penale; negli ultimi hanno ha ospitato 2 ragazzi che hanno fatto ingresso in comunità una volta terminata l’esperienza detentiva in IPM. La responsabile segnala che nell’ultimo biennio non è mai stata disposta la misura dell’aggravamento. Da tre anni la comunità è sempre al completo. La permanenza media è di 18-19 mesi. Quando la comunità esprime la propria disponibilità ad accogliere un nuovo ospite, l’équipe avvia un’attenta fase di valutazione dell’idoneità del profilo del ragazzo. Il ragazzo viene conosciuto direttamente oppure, se si trova in IPM, attraverso un colloquio da remoto. I principali criteri di valutazione riguardano la compatibilità della storia personale e delle caratteristiche del minore con il gruppo già presente in struttura, l’atteggiamento mostrato nel percorso precedente e l’assenza di problematiche neuropsichiatriche gravi o di dipendenze non compatibili con il contesto comunitario. In caso di esito positivo, si procede con l’ingresso. Per i ragazzi provenienti dal circuito penale viene attivata fin da subito una stretta collaborazione con l’USSM, che segue il minore nel percorso giudiziario e socio-educativo. L’USSM è presente sin dalle prime fasi dell’inserimento e ha il compito di approvare il Piano Educativo Individualizzato (PEI), documento che definisce obiettivi e strategie di intervento. Il PEI viene elaborato dall’équipe al termine di un iniziale periodo di osservazione, così da costruire un progetto realmente aderente ai bisogni e alle risorse del ragazzo.
Personale
L’equipe è composta da 7 operatori (1 responsabile, 5 educatori, 1 assistente educativa), più un neuropsichiatra infantile con funzione di supervisore che fa ingresso in comunità due volte al mese ed è sempre reperibile al telefono. Sono anche presenti una volontaria che svolge il Servizio Civile presso il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e una ragazza assunta dalla regione Marche. La responsabile è una pedagogista ed è presente tutti i giorni tranne il sabato e la domenica, dalle 9 alle 19 ed è sempre reperibile. Gli educatori invece lavorano su turni. Ogni ragazzo ha un educatore di riferimento. L’équipe si riunisce settimanalmente per circa 4 ore, nelle quali si fa una valutazione di tutto quello che accade in comunità. La presenza continua degli operatori rende possibile gestire la convivenza in gruppo di ragazzi molto eterogenei per genere, provenienza geografica e circuiti di appartenenza (civile o penale).
Scuola, lavoro e altre attività
L’ente gestore della comunità, la cooperativa AMA Aquilone, promuove un approccio integrato all’autonomia dei ragazzi anche attraverso l’agenzia di accompagnamento al lavoro AMA Lavoro. Tramite questo servizio si cerca di assicurare per ciascun ospite della comunità un percorso personalizzato di emancipazione lavorativa: orientamento, accompagnamento ai colloqui, attivazione di tirocini e monitoraggio costante delle opportunità presenti sul territorio. Quasi tutti i ragazzi partecipano a corsi di formazione professionale e svolgono tirocini individuati dall’agenzia; nella maggior parte dei casi, tali esperienze si trasformano in assunzioni. Parallelamente, i giovani frequentano la scuola e prendono parte ad attività educative e socializzanti: volontariato, sport, laboratori di teatro sociale e di cucina, oltre a uscite ricreative. Per quanto riguarda il percorso scolastico, inizialmente i ragazzi escono sempre accompagnati dal loro educatore di riferimento e solo dopo aver dimostrato affidabilità ricevono l’autorizzazione a farlo autonomamente, per esempio andando a scuola utilizzando i mezzi pubblici che fermano a pochi metri dalla comunità. Anche il lavoro domestico, svolto insieme all’assistente educativa, secondo quanto viene riferito dalla responsabile della comunità, riveste un ruolo centrale nel percorso di crescita. Attraverso la gestione degli impegni quotidiani e il rispetto degli orari soprattutto i ragazzi del circuito penale hanno la possibilità di sperimentare responsabilità e senso del dovere. Gli eventuali compensi percepiti dai ragazzi vengono custoditi dal tutore legale e, salvo necessità specifiche, vengono accantonati in vista della dimissione, così da costituire una base economica utile per il percorso di autonomia. Qualora emergano bisogni particolari, il ragazzo può presentare una richiesta formale sia alla comunità sia al tutore legale, che ne valutano insieme l’opportunità. La medesima procedura viene adottata anche per eventuali somme messe a disposizione dalla famiglia.
Sanità
Al momento dell’ingresso in comunità, il minore viene temporaneamente iscritto all’anagrafe assistiti dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno, così da garantire l’immediato accesso ai servizi sanitari del territorio. Il medico di riferimento, situato a breve distanza dalla struttura (circa 100 metri), assicura una presa in carico tempestiva e continuativa. Per i minori provenienti dal circuito penale, vengono attivate fin da subito le visite specialistiche necessarie in coerenza con i bisogni emersi. Non sono previsti percorsi di psicoterapia. C’è comunque una psicoterapeuta di supporto, che non fa parte dell’equipe. La responsabile e gli operatori, 3 dei quali sono psicologi di formazione, tengono periodicamente dei gruppi di sostegno, anche psicologico, ai quali partecipano tutti i ragazzi e degli incontri tematici ai quali partecipano solo una parte di loro (per esempio solo le ragazze). Quando si ravvisano problematiche sanitarie specifiche, si predispone il trasferimento del ragazzo presso una comunità terapeutica. Ad esservi state trasferite sono state soprattutto ragazze. Se i ragazzi dovessero presentare problematiche legate alla tossicodipendenza, si attiva il percorso al Ser.D di riferimento. Al momento dell’intervista il ragazzo del circuito penale è seguito dal Ser.D. Viene segnalato come spesso i ragazzi che afferiscono dal penale spesso hanno psicofarmaci prescritti.
Rapporti con l’esterno
Gli ospiti hanno la possibilità di mantenere i contatti con la propria famiglia in giorni e orari concordati, secondo modalità definite nel progetto educativo individualizzato. Alcuni genitori si recano direttamente in comunità per incontrare i figli: gli incontri possono svolgersi in forma protetta, semilibera o libera, in base alle disposizioni dell’autorità competente e alla valutazione dell’équipe. Il lavoro con la famiglia riveste un ruolo centrale nel percorso educativo. La comunità promuove una collaborazione costante, coinvolgendo i genitori e responsabilizzandoli rispetto agli obiettivi e alle strategie condivise per il minore.
