EPO4YOUTH: un impegno europeo per i diritti e la dignità dei giovani detenuti
Alessio Scandurra
Ad ottobre del 2025 è ufficialmente partito il progetto EPO4YOUTH (Advancing Juvenile Justice and Detention Conditions in Europe), un ambizioso progetto europeo coordinato da Antigone e finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea. Con una durata prevista di 30 mesi e un budget complessivo di 400.000 euro, l’iniziativa mira ad arricchire e rendere più trasparente la riflessione sulla giustizia e la detenzione minorile in Europa, mettendo al centro la protezione dei diritti fondamentali dei minori e dei giovani adulti privati della libertà.
Una sfida necessaria: colmare il divario nei diritti
Nonostante l’esistenza di numerosi standard internazionali e strumenti legali volti a proteggere i diritti delle persone detenute, la realtà per molti giovani nei centri di detenzione europei è spesso lontana dall’ideale. Le condizioni variano drasticamente tra gli Stati membri e l’attuazione delle normative esistenti risulta frequentemente inadeguata. EPO4YOUTH nasce dalla necessità urgente di dare conto e di affrontare queste discrepanze attraverso uno sforzo coordinato a livello europeo.
Il progetto si propone come un’evoluzione naturale del lavoro svolto dallo European Prison Observatory (EPO). Questa rete, lanciata oltre 25 anni fa e coordinata da Antigone, è composta da organizzazioni indipendenti ed esperti, e ha finora concentrato la sua attività principalmente sulla detenzione degli adulti. I lavori dello European Prison Observatory si trovano oggi citati in documenti delle istituzioni europee e in numerose pubblicazioni scientifiche. Con EPO4YOUTH, la rete espande il proprio raggio d’azione per includere specificamente la giustizia minorile, rispondendo ai bisogni unici dei minori privati della libertà.
Un partenariato d’eccellenza
Il punto di forza di EPO4YOUTH risiede nel suo consorzio, che unisce 10 organizzazioni provenienti da nove diversi paesi europei, ognuna con una vasta esperienza nel monitoraggio delle carceri e nella difesa dei diritti umani. Oltre ad Antigone nel ruolo di coordinatore, il progetto vede la partecipazione di:
- Fachhochschule Dortmund (Germania), istituzione accademica di primo piano nella ricerca criminologica e nel diritto penitenziario.
- Bulgarian Helsinki Committee (Bulgaria), la principale organizzazione per i diritti umani nel paese.
- Greek Society for the Study of Crime and Social Control (EEMEKE) (Grecia), un centro di ricerca scientifica specializzato in penologia e giustizia minorile.
- Helsinki Foundation for Human Rights (Polonia), con oltre trent’anni di esperienza nella protezione dei diritti fondamentali.
- Latvian Centre for Human Rights (Lettonia), esperto nel monitoraggio delle istituzioni chiuse e nella lotta alla discriminazione.
- Associação Nacional Para o Desenvolvimento da Economia Social (ANDES) (Portogallo), focalizzata sulla formazione e sul reinserimento sociale.
- APADOR-CH (Romania), l’unica associazione rumena che monitora sistematicamente le condizioni di detenzione.
- Hungarian Helsinki Committee (Ungheria), leader nel contenzioso strategico e nella protezione dei detenuti.
- Europamente (Italia), organizzazione specializzata nella gestione della qualità e nei metodi di apprendimento non formale.
Questa coalizione non è solo un insieme di sigle, ma una rete basata sulla fiducia reciproca e su anni di collaborazioni precedenti all’interno dell’EPO.
Obiettivi strategici e innovazione
Il progetto è strutturato attorno a quattro pilastri fondamentali: ricerca, monitoraggio, formazione e sensibilizzazione. Gli obiettivi generali dichiarati dal consorzio includono il rafforzamento della collaborazione tra i membri della rete EPO, l’aggiornamento della ricerca sulla detenzione minorile, l’identificazione di buone pratiche e la promozione del coinvolgimento della società civile nei processi di monitoraggio.
Tra gli elementi più innovativi spicca la creazione di un Information Hub europeo open-source dedicato specificamente alla detenzione minorile. Questa piattaforma centralizzata raccoglierà ricerche aggiornate, statistiche e casi studio da tutta Europa, rendendoli accessibili a ricercatori, decisori politici e professionisti, facilitando così politiche basate sull’evidenza.
Un altro aspetto cruciale riguarda il coinvolgimento dei giovani giornalisti. EPO4YOUTH prevede la formazione di 30 aspiranti professionisti dell’informazione sotto i 30 anni, con l’obiettivo di migliorare la narrazione mediatica riguardante i minori autori di reato e quelli privati della libertà, promuovendo un linguaggio rispettoso dei diritti umani e orientato alla giustizia riparativa.
La struttura del progetto
Per garantire l’efficacia dell’intervento, le attività sono suddivise in cinque pacchetti di lavoro (Work Packages – WP):
1. WP1 – Gestione del progetto e Garanzia della Qualità: Guidato da Antigone con il supporto di Europamente, assicura che il progetto rispetti le tempistiche e gli standard elevati richiesti dall’Unione Europea.
2. WP2 – Knowledge Hub – Ricerca e Buone Pratiche: Coordinato dalla Fachhochschule di Dortmund, prevede una ricerca comparativa approfondita sui sistemi di giustizia minorile in tutti i paesi partner. Saranno esplorati anche modelli innovativi di “detenzione su piccola scala” che privilegiano la riabilitazione rispetto alla punizione.
3. WP3 – Creazione del Information Hub Europeo: Sotto la guida dello Hungarian Helsinki Committee, questo WP trasformerà i risultati della ricerca in una risorsa digitale permanente e consultabile.
4. WP4 – Capacity Building e Stakeholder Engagement: L’Helsinki Foundation for Human Rights guiderà gli sforzi per formare i partner e i portatori di interesse, inclusa la realizzazione di workshop per i giornalisti e lo sviluppo di strategie di advocacy a livello nazionale ed europeo.
5. WP5 – Disseminazione e Sostenibilità della Rete: Il Bulgarian Helsinki Committee coordinerà la comunicazione esterna, assicurando che i risultati del progetto raggiungano il più ampio pubblico possibile, dai politici alle comunità locali.
Impatto a lungo termine
EPO4YOUTH non si limita alla durata dei suoi 30 mesi di finanziamento. Il progetto mira a creare un impatto sistemico duraturo, posizionando le organizzazioni della società civile come attori chiave nella supervisione della detenzione minorile. Rafforzando la trasparenza e la responsabilità dei sistemi penitenziari, l’iniziativa intende promuovere riforme che allineino le pratiche nazionali ai valori europei di dignità e inclusione.
I beneficiari diretti saranno, naturalmente, i giovani privati della libertà, le cui condizioni e i cui bisogni saranno documentati per informare strategie di reinserimento sociale più efficaci. Ma i benefici si estenderanno anche ai professionisti del settore, ai decisori politici e alla società civile nel suo complesso, che potrà contare su strumenti di monitoraggio più robusti e su una base di conoscenza condivisa a livello continentale.
Inoltre, il progetto integra pratiche “verdi” e digitali, riducendo l’impatto ambientale attraverso la collaborazione virtuale e l’uso di piattaforme digitali open-access, in linea con le attuali priorità della Commissione Europea.
Il meeting di avvio del progetto a Budapest
Il primo importante passo operativo di questo percorso si è compiuto a Budapest, il 29 e 30 gennaio 2026, in occasione del Kick-Off Meeting (KOM) di progetto. L’incontro, organizzato in modo eccellente dall’Hungarian Helsinki Committee, ha visto la partecipazione dei 10 partner del consorzio per definire i pilastri tecnici e metodologici dell’iniziativa.
Sono stati due giorni di lavoro estremamente fruttuoso, dedicati in particolare a stabilire il quadro per la ricerca comparativa sui sistemi di detenzione minorile (WP2) e a delineare l’architettura del futuro Information Hub europeo. Oltre alla pianificazione operativa, il meeting ha rappresentato un momento fondamentale di riflessione comune sulla direzione futura dell’European Prison Observatory (EPO).
I partner del progetto, a cui si sono uniti online i tre associated partners (l’Observatoire international des prisons – section française (Francia), il Ludwig Boltzmann Institute of Fundamental and Human Rights (Austria), e l’Observatory of the Penal System and Human Rights (Spagna) hanno discusso intensamente su come consolidare la rete e rinvigorire la collaborazione interna, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’osservatorio di influenzare le politiche e le pratiche a livello europeo, garantendo che i diritti e la dignità delle persone private della libertà siano sempre al centro dell’agenda politica continentale.

Project Number: KA220-YOU-2D1AD589
