Comunità Oklahoma e Arizona

Tipologia:comunità educativa residenziale maschile
Regione: Lombardia
Dislocazione: urbana

Contatti

Via Costantino Baroni, 228, 20142, quartiere Gratosoglio, Milano (MI)
Telefono: 02 8264234
Coordinatore: dott. Andrea Cainarca

Struttura

Situata a Milano presso il quartiere Gratosoglio, la comunità Oklahoma e Arizona è coordinata dal Dott. Andrea Cainarca ed è una comunità educativa DGR 7473/08.
La struttura è raggiungibile con i mezzi pubblici; si tratta di un grosso edificio comunale che prima era adibito a scuola materna, ma che dal 1982 ospita nello stabile le comunità. La struttura è molto grande, il giardino unisce le due comunità della cooperativa, tuttavia, la costruzione non è affatto contenitiva ma al contrario è molto dispersiva quindi rende difficile lavorare con i minori più ostili. 

Ospiti

La comunità “Oklahoma e Arizona” può ospitare un numero massimo di 18 ragazzi, 10 nella comunità Oklahoma e 8 nella comunità Arizona, che svolgono un percorso continuativo. I ragazzi, tutti di sesso maschile, hanno un’età compresa tra i 13 ai 18 anni.
La cooperativa fino al 2017 aveva anche una terza comunità, chiusa tuttavia per problemi economici. La cooperativa accoglie i ragazzi dall’esterno nella comunità Oklahoma. Se il progetto educativo è di lunga durata, da questa prima struttura i ragazzi vengono spostati nella comunità Arizona.
All’interno della cooperativa non si accettano mai più di due ragazzi per gruppo dal circuito penale. La comunità Oklahoma accoglie i ragazzi dopo l’arresto o durante la misura cautelare. La comunità Arizona si occupa della messa alla prova a seguito della discussione del progetto individuale.  

Chi gestisce questa struttura ritiene che per garantire una serena convivenza in caso di strutture miste, dunque in caso di presenza sia di ragazzi provenienti dal circuito penale, sia di ragazzi provenienti dal circuito civile, sia necessario lavorare sul gruppo per evitare che nascano dinamiche di competizione e di dominazione tra i ragazzi. Tuttavia, i rapporti di forza non si creano necessariamente tra i ragazzi del civile e del penale, ma anche per ragioni caratteriali. Le comunità accolgono ragazzi con problemi comportamentali, autori di reati minori o con problemi familiari gravi. Possono essere accolti anche ragazzi in carico all’UONPIA (Unità Operativa Neuro Psichiatrica per l’Infanzia e l’Adolescenza) a seguito di una positiva collaborazione dell’équipe della comunità con tali strutture e con i terapeuti che seguiranno i ragazzi durante il percorso comunitario.

Staff

La squadra educativa è composta da un coordinatore, 5 educatori e dei mediatori linguistico-culturali, qualora sia necessario. A questi si aggiungono dei volontari e dei tirocinanti che sono di supporto alla squadra. In ogni momento della giornata ci sono due educatori per ogni comunità. 

Disciplina

All’interno della struttura esiste un regolamento disciplinare ma le regole sono solo uno strumento da usare in modo personalizzato per ogni minore. La comunità evita di essere espulsiva, cercando in questo senso di costruire relazioni forti necessarie per evitare che i ragazzi sentano il bisogno di scappare dal centro.  

Nel caso di infrazione delle regole, generalmente l’équipe educativa agisce sulla paghetta settimanale, diminuendola. Nel caso in cui il minore non abbia creato problemi durante la settimana e abbia collaborato attivamente alla vita della comunità riceve più soldi di coloro che hanno infranto le regole e hanno rifiutato di aiutare nelle attività quotidiane della struttura.

L’ingresso degli ospiti nella comunità generalmente avviene dopo che i servizi invianti contattano la struttura. Successivamente l’équipe educativa legge le relazioni ed incontra il minore prima dell’inserimento nella comunità. 

Attività 

Nella comunità ai ragazzi vengono proposti vari laboratori educativi organizzati dagli educatori. Spesso questi laboratori sono pratici e permettono di insegnare un mestiere, ma l’obiettivo non è mai la produzione di oggetti ma l’apprendimento delle regole di base della convivenza in ambito lavorativo. Attraverso il laboratorio di ciclofficina, per esempio, i minori imparano la puntualità e l’importanza della frequenza continua. Vengono poi organizzati dei progetti in collaborazione con varie associazioni del territorio, come un corso di cucina con 15 ragazzi delle scuole medie o come le attività svolte con l’oratorio del territorio. 

Sanità

Per quanto riguarda la medicina preventiva, nella struttura si sensibilizza sulle droghe in collaborazione con il Sert per minori. Le azioni di sensibilizzazione vengono effettuate sulla base del passato del minore e del programma a lui destinato. Ogni settimana si svolge una riunione di gruppo organizzata dalla coordinatrice per parlare dei problemi emersi durante la settimana. Se necessario poi, si attivano dei percorsi specifici sull’educazione sessuale o sull’uso di alcol. Di recente inoltre gli educatori tentano di organizzare delle attività contro il bullismo e contro il cyberbullismo.

Covid 19 

Rispetto alla gestione dell’emergenza da Covid-19, gli spazi della comunità sono stati fondamentali.
Questo ha permesso di trasformare il lockdown in un momento di arricchimento dal punto di vista delle relazioni. Tuttavia, sia a livello sanitario, sia a livello economico (tamponi, rientri a casa) la comunità si è trovata in difficoltà.

Una volta affrontato il momento più critico, da settembre 2020 non sono mai cessati i laboratori, anche se vengono coinvolti meno ragazzi per gruppo. Tutte le attività con gli educatori esterni si svolgono all’aperto e con la mascherina.
Tuttavia, il covid ha reso difficili le relazioni con il quartiere nel quale si trova la struttura. Infatti, se prima del covid la comunità organizzava eventi e cene con il vicinato per ridurre lo stigma, durante la crisi sanitaria i giovani sono stati isolati causando una perdita nel reciproco scambio tra comunità e società esterna.